|
|
|
ROMA - AVIARIA, GLI ITALIANI SI PREOCCUPANO ALL'83 PER CENTO
12 febbraio 2006
ROMA - L'influenza aviaria
preoccupa l'83% degli italiani, un valore sensibilmente superiore rispetto
alla media europea del 67%. Lo comunica la Coldiretti sulla base delle
elaborazioni effettuate sull' indagine Eurobarometro relativa ai rischi
percepiti dai cittadini, in corso di pubblicazione. Nonostante uno zoccolo
duro del 15% che dichiara di non avere paura, secondo i risultati
dall'indagine - precisa la Coldiretti in una nota - i consumatori italiani
sono i più preoccupati dell'intero universo comunitario, preceduti soltanto
dagli abitanti di Malta. Di fronte all'emergenza - continua la nota - sono
le associazioni dei consumatori a dimostrare maggiore credibilità da parte
della popolazione nazionale, con una percentuale del 31% superiore a quella
dell'Autorità pubblica (28%) e addirittura del mondo scientifico (23%).
"Si tratta di risultati che - sottolinea la Coldiretti - impongono grande
responsabilità per evitare che ingiustificati allarmismi si traducano in una
psicosi che rischia di danneggiare imprese e cittadini. C'è la necessità -
continua - di tutelare un settore che per effetto della psicosi ha già
subito per i minori consumi danni stimabili in 500 milioni di euro
nonostante le ripetute assicurazioni sull'assoluta assenza di rischi nel
consumo di carne di pollo espresse dai più autorevoli esponenti del mondo
scientifico". Il settore avicolo, conta oltre 6.000 allevamenti, 80 mila
addetti tra aziende zootecniche e strutture di trasformazione e
commercializzazione e un fatturato complessivo vicino ai 4 miliardi di euro.
PALERMO - AMBIENTE: RECUPERATI DALLA PROVINCIA CIGNI REALI, GRU E UN POLLO
SULTANO IN DIFFICOLTÀ.
AVVIATI TUTTI GLI ACCERTAMENTI PER L’INFLUENZA AVIARIA
4 febbraio 2006
PALERMO - Sono quasi dieci gli esemplari di volatili che la Provincia
regionale di Catania, attraverso il Centro di recupero fauna selvatica e con
la preziosa collaborazione dei Carabinieri di Giarre, ha recuperato negli
ultimi tre giorni. Si tratta di sette esemplari di cigni reali (tre giovani
e quattro adulti), purtroppo tutti debilitati e incapaci di volare, un
esemplare di pollo sultano, paralizzato e proveniente dal Siracusano, e una
gru.
Grazie all’intervento degli uomini del Centro, il più grande del Meridione,
gestito dal Fondo siciliano per la natura in collaborazione con la Provincia
etnea, l’Amministrazione Lombardo è pertanto in grado di recuperare e
salvaguardare le specie in pericolo, vigilando al contempo costantemente
sulla salute dei cittadini. Su tutti gli animali tratti in salvo, infatti,
il servizio veterinario dell’Asl 3 ha già effettuato accurati prelievi e li
ha trasmessi all’Istituto zooprofilattico, per i relativi controlli.
“L’opera svolta dal Centro recupero è tra le più preziose di tutta la
provincia – hanno commentato soddisfatti il presidente e il vicepresidente
dell’Ente con delega all’ambiente, Raffaele Lombardo e Angelo Sicali –
perché, grazie alla ventennale esperienza degli uomini impiegati e la
precisione delle attrezzature, siamo in grado di salvaguardare attentamente
e quotidianamente il nostro patrimonio naturalistico e faunistico, tutelando
al contempo la salute di tutti i cittadini”.
“Nessun pericolo di aviaria e nessun’altra emergenza, dunque, – assicurano
Tiziana Cigna e Salvo Rubino, rispettivamente responsabile del Centro e
responsabile sanitario e dirigente del servizio igiene urbana veterinaria
dell’Asl 3 – mentre gli animali sono stati messi in isolamento nella sede di
Valcorrente e sono attentamente curati e accuditi dai nostri veterinari, per
le apposite terapie di recupero, attivando tutte le procedure per accertare
la diagnostica di influenza aviaria”.
Alla soddisfazione degli amministratori della Provincia e del Centro si è
aggiunta quella del vicepresidente del Fondo siciliano per la natura,
Carmelo Nicoloso. Le specie in difficoltà sono state trovate lungo tutta la
fascia jonica, da Taormina ad Augusta. In particolare, con l’aiuto degli
uomini dell’Arma, i cigni reali sono stati recuperati tra Giarre e Mascali,
probabilmente dispersi a causa del maltempo che ha investito la Sicilia
nelle ultime ore. Già nel 1991 si erano verificati simili episodi, con
alcune specie migratorie perdute lungo la nostra costa. Non si tratterebbe
di vittime della caccia, perché vi sarebbero segni evidenti in tal senso. I
cigni provengono soprattutto dai Paesi del Nord, meno spesso dall’Est
europeo, e passano dalla Sicilia per migrare in Africa. Alcuni di loro, in
questo caso i sette esemplari ritrovati, si sarebbero smarriti durante i
nubifragi, atterrando malamente sulle spiagge joniche. Ma la loro fortuna è
stata quella di incontrare la preparazione e la professionalità del
personale del Centro.
Catania, 4 febbraio 2006
|
|
argomenti correlati
STORACE RITIENE CHE NON CI SONO PERICOLI PER LE PERSONE
ROMA - Il tipo di virus dell'influenza aviaria che è giunto in
Italia è proprio l'H5N1, quello più letale. Già ammontano a 17 i cigni
trovati morti in tre regioni italiane: Puglia, Calabria e Sicilia. Solo su
alcuni di questi però sarebbe già stato riscontrato l'H5N1.
In particolare, ha spiegato il ministro della
Sanità, Francesco Storace, "c'è un animale morto a Taranto, due nelle
province di Vibo Valentia e Ragusa, e altri casi nelle province di Catania,
Messina e Siracusa". Il virus H5N1 riscontrato in Italia è "ad alta
virulenza, il ceppo è di tipo asiatico".
"Siamo in una condizione di relativa tranquillità rispetto alla sanità
umana", ha aggiunto il ministro. "Ci sono invece aspetti di preoccupazione
per quanto riguarda la sanità veterinaria". Questo non deve indurre a
psicosi per quanto riguarda l'alimentazione: "non c'e' trasmissione
sull'uomo".
Per le prossime tre settimane comunque, onde evitare che si propaghi
accidentalmente, il ministro ha ordinato il blocco della movimentazione
animale. In Sicilia nel frattempo è scattato il piano d'allerta per eseguire
controlli sul territorio. E' già stato deciso di abbattere i capi di tutti
gli allevamenti (da 1 a 250 volatili) che si trovano nel raggio di un
chilometro da dove sono stati rinvenuti i cigni morti.
La Commissione Europea è stata immediatamente informata di quanto sta
accadendo in Italia."Le autorità italiane si sono impegnate con la
Commissione ad applicare immediatamente le stesse misure precauzionali che
la Commissione ha deciso per la Grecia ieri", si legge ancora nel comunicato
di Bruxelles. L'Esecutivo Ue "adotterà lunedì la stessa decisione per
l'Italia, stabilendo misure temporanee di protezione in relazione ai casi di
influenza aviaria altamente patogena registrati negli uccelli selvatici"
nella Penisola.
Anche i ministri delle Finanze del G8, riuniti a Mosca, in un documento
comune riconoscono il rischio che l'influenza aviaria, che ha già ucciso
diverse decine di esseri umani nel mondo, provochi una pandemia con un
conseguente impatto sull'economia globale.
Il contagio giunto in Italia si collega forse agli altri casi che hanno
colpito uccelli in paesi vicini. Il virus H5N1 è stato individuato sui
campioni prelevati dai cigni trovati morti giovedì in Grecia, secondo i
risultati delle analisi svolte dal laboratorio britannico di Weybridge. Da
Bruxelles che Weybridge ha dichiarato che si tratta di H5N1 anche nel caso
del cigno selvatico trovano morto in Bulgaria presso il confine romeno.
|
|