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NEW YORK -
USA, FALLITO ATTENTATO DELTA, AUMENTATI
I CONTROLLI PER LA SICUREZZA AEREA - Obama: "L'America
resti vigile ma abbia fiducia perché la lotta ad al Qaida e
all'estremismo violento prosegue "con tutti i mezzi a
disposizione"
NEW YORK - In seguito
all'attentato fallito del 25 dicembre scorso, sono stati
intensificati i controlli negli aeroporti americani.
Dopo la rivendicazione da parte di Al Qaeda, il presidente
Usa, Obama, ha rassicurato i suoi concittadini: "L'America
resti vigile ma abbia fiducia perché la lotta ai terroristi di
al Qaida e all'estremismo violento prosegue con tutti i mezzi
a nostra disposizione".
Cosi' il presidente Barack Obama si e' espresso per la
prima volta sull'attentato fallito al volo Delta-Northwest il
giorno di Natale. Alle Hawaii con la famiglia, Obama ha
tentato di placare le critiche di inefficienza e
superficialità rivolte alla sua amministrazione. Pochi minuti
prima che il presidente si presentasse ai microfoni della base
di Kanehoe alle Hawaii, il braccio saudita di al Qaida
rivendicava la responsabilità del complotto, fallito, si legge
nel comunicato, "per un inconveniente tecnico".
L'attentato al volo Delta-Northwest "ci ricorda i pericoli
che abbiamo davanti", ha detto Obama commentando per la prima
volta in pubblico l'episodio che dopo otto anni ha fatto
tornare all'America la paura di volare. "Non abbiamo tutte le
risposte su questo ultimo tentativo - ha detto il presidente -
ma chiunque uccide uomini, donne e bambini innocenti deve
sapere che gli Stati Uniti non si limitano ad alzare le difese
all'interno. Faremo tutto quello che è in nostro potere contro
i nemici che in Afghanistan o in Pakistan, in Yemen o in
Somalia o ovunque, complottano per organizzare attacchi contro
il suolo americano".
Dopo le gaffe del suo ministro per la Sicurezza Interna
Janet Napolitano che ieri, contro ogni senso comune, aveva
detto che "il sistema aveva funzionato", per il presidente era
cruciale riprendersi il ruolo di comandante in capo dopo tre
giorni di silenzio. Dopo il fallito attentato Obama aveva
lasciato che fossero suoi rappresentanti - la Napolitano, il
portavoce Robert Gibbs - a reagire alle notizie allarmanti e a
rassicurare il paese spaventato nei giorni delle feste. Ma il
rischio politico per il presidente era in agguato: Obama si è
reso conto che non poteva rischiare l'effetto Katrina quando
il suo predecessore George W. Bush rimase a lungo in silenzio,
in vacanza nel ranch di Crawford, nei giorni in cui New
Orleans affondava travolta dall'uragano. Oggi, poco prima
dell'intervento di Obama, la stessa Napolitano aveva fatto
marcia indietro lamentandosi che le sue frasi erano state
estrapolate dal contesto: "Il nostro sistema non ha
funzionato. Nessuno è soddisfatto. E' stata aperta una
inchiesta a vasto raggio", ha detto il ministro alla Nbc.
Finora Obama aveva cercato di mantenere un difficile
equilibrio tra distacco e attenzione per non creare più
allarme di quanto il fallito attentato di Natale non avesse
già generato. Oggi però è stato chiaro che Obama non poteva
più aspettare, con le immagini di viaggiatori sull'orlo di una
crisi di nervi che bivaccano negli aeroporti giustapposte
sulle televisioni alle foto della Prima Famiglia d'America che
si riposa sulle spiagge da surf delle Hawaii. Obama, che ha
fatto la dichiarazione in giacca, ma senza cravatta, ha
annunciato di aver chiesto due vaste revisioni dei sistemi che
sono andati in tilt: da un lato quello delle liste dei
sospetti terroristi a cui dovrebbe essere vietato l'accesso ai
voli, dall'altro i metodi di screening anti-esplosivo ai punti
di imbarco.
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