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L'EDITORIALE
di Enza Garipoli
4 novembre 2009
MARRAZZO GAME
Ci sono "ricattatori e
ricattatori" come ci sono anche, loro malgrado, "ricattati
e ricattati", tra le categorie che piu' stanno accendendo
l'audience in queste
ore: a guardare con attenzione
e imparzialita' il dipanarsi degli eventi messi in bella
mostra dalla cronaca, ieri sera abbiamo assistito alla
gogna pubblica dell'ex presidente della regione Lazio,
Piero Marrazzo - protagonista di Porta a Porta di Bruno
Vespa - e del prof. Elio Rossitto, docente alla facolta'
di Scienze politiche all'Universita' di Catania

ROMA -
I due
"casi" pero' differiscono sostanzialmente, e di molto, poiche'
Marrazzo non ha ricattato nessuno. Anzi, l'ex presidente del
Lazio e' stato spudoratamente "fatto fuori" dalla lotta
politica da profittatori senza scrupoli che hanno fatto leva
sulle sue umane debolezze (delle quali, ripetiamo, deve
eventualmente render conto solo alla famiglia) per eliminare
un avversario temibile proprio perche' intelligente e capace
di fare al meglio il suo lavoro.
Infatti, ai cittadini interessa soltanto che un
politico faccia bene il suo dovere e, senza incorrere in reati
penali, sia in grado di garantire la civile vivibilita' di una
Regione, di una citta' e di una intera Nazione.
E Marrazzo ha fatto bene, tanto che il PD voleva
ricandidarlo alle prossime elezioni regionali. E allora
perche' costringerlo alle dimissioni? Non una parola si e'
levata per far sgonfiare questa "bufala" pazzesca, che sta
distruggendo, oltre al bravo politico, anche "l'uomo"
Marrazzo?
Questa "storiaccia" ci fa capire, qualora ce ne fosse
bisogno, che l'ipocrisia non morira' mai: l'immensa ipocrisia
di chi ha gia' molto peccato e che non esita a scagliare
tonnellate di pietre contro gli inermi, contando sul fatto (ma
chi glielo assicura?) che non verranno mai scoperti.
A questo
proposito....
Ricordiamo ancora
con schifo e raccapriccio una penosissima scena che si e'
materializzata davanti ai nostri occhi, in una delle tante
notti catanesi, all'uscita di un risorante-pizzeria molto
trend del Centro storico. C'era una fiumana silenziosa formata
da centinaia e centinaia di uomini di tutte le eta', che si
scorgevano in lontananza, avanzare a poco a poco come in una
processione...,
Quello che mi meravigliava ancor piu', era il fatto che
nessuno del gruppo - tutte persone per bene, tra
professionisti, dirigenti e manager pubblici di eta' maggiore
della mia - ci faceva caso.
Allora,
alla mia inevitabile richiesta di spiegazioni,
una medichessa di mezza eta' in servizio presso uno dei piu'
noti ospedali cittadini, mi disse che si trattava di uno
spettacolo consueto per le notti catanesi: l'oscena fiumana di
masculi non era altro che la normale "CLIENTELA" delle
prostitute e dei transessuali che sono richiestissimi sulla
piazza etnea... In parole povere, tranne comprensibili
eccezioni, Catania era il realistico specchio di un'Italia ( e
in piccolo anche del mondo intero) dove gli uomini non sanno
rinunciare ai vizi piu' "viziosi", per cui basta pagare e
tutto ti e' dovuto; e quando il denaro non basta - nonostante
mastercard - si ricorre alle minacce e ai ricatti. ma non è
solo un "vizio" catanese... ovunque c'e' un uomo, nel novanta
per cento dei casi c'e' un prevaricatore imbottito di boria,
peccato e sfacciataggine. In questo quadro infimo, purtroppo
per loro, ci sono i pochissimi uomini, e donne, veramente "per
bene", ma si tratta di una comunita' cosi' sparuta che non
viene neppure considerata nei sondaggi....
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