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   SiciliaMillennium.it - www.siciliamillennium.it - 20 maggio 2010     Prima Pagina:        ROMA - SOLENNI FUNERALI AI DUE ALPINI ITALIANIMORTI IN AFGHANISTAN, LA BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI GREMITA PER L'ULTIMO SALUTO AGLI EROI ITALIANI RAMADU' E PASCAZIO                  
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Cronache

 20 maggio 2010

www.siciliamillennium.it   

ROMA - SOLENNI FUNERALI AI DUE ALPINI UCCISI IN AFGHANISTAN, l'ultimo omaggio ai due eroi italiani caduti in Afghanistan lunedi' scorso in un attentato dei talebani


MASSIMILIANO RAMADU'                                                                


LUIGI PASCAZIO




ROMA - Si sono svolti stamani i funerali solenni dei due alpini uccisi lunedì scorso in Afghanistan, il sergente maggiore Massimiliano Ramadù e il caporal maggiore Luigi Pascazio. I feretri dei due alpini, avvolti nel tricolore, sono stati trasportati a spalla dai loro compagni nella basilica di Santa Maria degli Angeli, dove si è svolta la mesta cerimonia. Al termine delle esequie, alle quali hanno partecipato i parenti, gli amici, le autorità dello Stato con il presidente della Repubblica Napolitano, i commilitoni e un foltissimo pubblico, un applauso ha accolto l'uscita dei due eroi scomparsi.

L'OMELIA DI MONS. PELVI: LUIGI E MASSIMILIANO HANNO VISSUTO PER GLI ALTRI

"Il sacrificio dei nostri militari non è vano, non solo per l'Afghanistan ma anche per l'Italia e il mondo intero". Lo ha detto l'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, ai funerali solenni dei due alpini caduti ad Herat in seguito ad un attentato dei terroristi talebani: Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio.

"Luigi e Massimiliano - ha detto Monsignor Pelvi - hanno vissuto per gli altri, e sono morti per gli altri: sono morti come hanno vissuto, offrendo la loro giovane vita per gli altri. Quando Luigi e Massimiliano, ha proseguito l'ordinario militare, "hanno scelto la professione militare volendo partecipare in modo attivo e creativo alla pace, hanno scelto di donare tutto loro stessi per gli altri. Sapevano bene che la vera disgrazia sarebbe stata morire per niente e per nessuno, ed è stata proprio la loro morte a rendere più evidente il vivere per gli altri". "Per i nostri giovani militari - ha detto ancora monsignor Pelvi - le missioni di pace sono una questione d'amore, per dare dignità e democrazia a chi piange, soffre nelle terre più dimenticate. Ricordiamo che il servizio reso dai nostri figli e da militari di altre nazioni resta un evento scritto per sempre nella storia della pace, un patrimonio che deve irrobustire la coscienza nazionale unitaria degli italiani".
 

 

 

Lutto per l'Italia. Stamani, in seguito ad un attentato in Afghanistan, sono morti i due soldati italiani, Massimiliano Ramadù, 33 anni, originario di Velletri e Luigi Pascazio, 25enne nato a Bitetto in provincia di Bari; feriti gravemente altri due militari: Gianfranco Scirè e Cristina Buonacucina. I quattro, tutti alpini della brigata Taurinense, erano partiti in missione con un convoglio nella provincia di Herat, nel nord-ovest dell'Afghanistan, di cui facevano parte anche militari di altre nazioni.
I due soldati italiani feriti sono gravi ma non pericolo di vita. Scirè e Buonacucina sono stati trasportati in elicottero all'ospedale da campo di Herat. Dei due militari italiani feriti, Gianfranco Scirè ha riportato fratture a una gamba, mentre Cristina Buonacucina una frattura vertebro-lombare. Cristina Buonacucina è stata poi trasferita nell'ospedale di Baghram, dove è stata operata per ridurre le fratture multiple alle gambe ed alle vertebre. L'altro ferito, Gianfranco Scirè, è rimasto ad Herat e le sue condizioni non preoccupano
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha espresso il suo cordoglio pur ritenendo fondamentale la presenza dell'Italia in Afghanistan.
Le salme dei due soldati uccisi rientreranno in Italia mercoledi' prossimo.

Uno dei due militari italiani rimasti feriti è originario di Casteldaccia, un comune in provincia di Palermo. Si tratta di Gianfranco Scirè, di 28 anni. La famiglia del militare è già stata avvertita.
Dalle prime ricostruzioni risulta che il veicolo colpito occupasse la quarta posizione lungo il convoglio che era in movimento e si trovava a 25 chilometri a sud di Bala Murghab
 

 

 

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