CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI, stamani ha manifestato la
sua preoccupazione per la legge sulle nuove famiglie, che violerebbe
l'identità della famiglia tradizionale. Lo ha fatto oggi, mentre era a
colloquio con il nuovo ambasciatore colombiano, al quale ha espresso la
sua grande preoccupazione per l'avanzata di leggi contro la famiglia.
«Nella mia qualità di Pastore della
Chiesa universale - ha detto il Papa nel discorso che ha rivolto
all'ambasciatore Juan Gomez Martinez - non posso non esprimere a vostra
eccellenza la mia preoccupazione per le leggi che riguardano questioni
molto delicate come la trasmissione della vita, la malattia, l'identità
della famiglia e il rispetto del matrimonio". Benedetto XVI ha
sottolineato che "alla luce della ragione naturale e dei principi
morali e spirituali che provengono dal Vangelo, la Chiesa cattolica
proseguirà a proclamare senza cessare la inalienabile grandezza della
dignità umana. E' necessario appellarsi anche alla responsabilità dei
laici presenti negli organi legislativi e nel governo e
nell'amministrazione della giustizia affinché le leggi siano sempre
espressione di principi e di valori conformi col diritto naturale e che
promuovano l'autentico bene comune».
SUI "DICO" LA CEI ESPRIME GIUDIZIO NEGATIVO
Sui "Dico", la Cei esprime giudizio negativo, poiché appaiono
destinati a produrre "sul cruciale piano delle politiche sociali e di
solidarietà problemi più gravi di quelli che ci si ripromette di
affrontare". Il giudizio, afferma pertanto in una nota il Sir, servizio di
informazioni religiose della Cei, "su tale iniziativa di legge non può che
essere nettamente negativo".
MA PER RUTELLI, IL DDL NON AVRA' INTOPPI IN PARLAMENTO
"In Parlamento solo ritocchi formali al recentissimo disegno di legge
sulle coppie di fatto, non si andrà fuori registro e quindi non ci
saranno sorprese". Risponde così, in un'intervista al Corriere della Sera,
il vicepremier e ministro della Cultura Francesco Rutelli a chi già ieri,
come il deputato transgender di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria,
parlava di "mediazione al ribasso" annunciando battaglia in Parlamento sul
testo del disegno di legge sulle coppie di fatto approvato dal Consiglio
dei ministri.
Oggi, il giorno dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri del disegno
di legge che, anziché denominarsi Pacs è stato battezzato Dico, Rutelli
precisa che: "Segna una svolta, abbiamo dimostrato di saper legiferare
laicamente. In Parlamento non si andrà fuori registro, si camminerà nel
solco tracciato dal Consiglio dei ministri. I Dl? Saranno coerenti, -
assicura il vicepremier - i teodem sono stati troppo loquaci. Il documento
dei 60 parlamentari della Margherita? Frettoloso e deludente". Ora che il
governo ha varato la legge, il ministro della Cultura mette in evidenza
che al pranzo di lavoro di mercoledì con Prodi aveva tirato fuori tutta la
determinazione necessaria per costruire l'intesa sul testo
Bindi-Pollastrini. E alle voci del pressing della Chiesa sulla Margherita
replica: "Non ho avuto nessun colloquio, nelle ultime settimane, con alcun
rappresentante della Santa Sede, né ho ricevuto telefonate o pressioni".
"Anche perché - spiega il leader della Margherita - gli apprezzamenti d'Oltretevere
sono graditi ma non indispensabili".
E rivolgendosi all'elettorato cattolico e agli oltranzisti teodem,
Rutelli promette che adesso "va affrontato coraggiosamente il tema delle
politiche per la famiglia" e, invece, sul testo del ddl sulle coppie di
fatto "potranno esserci solo ritocchi formali". Rutelli sa che in
Parlamento il testo si scontrerà con i laicisti fondamentalisti e con gli
integralisti clericali ma si dice ottimista: "Anche l'Udeur potrà
riconoscere che l'approdo é positivo".
Infine, riguardo alla contrarietà espressa da Mastella afferma: "E' una
scelta sbagliata ma la rispetto". E, intanto, ai suoi lancia un
forte richiamo alla disciplina: "Vorrei far notare - conclude il
vicepremier - che chi si è candidato per la Margherita lo ha fatto sulla
base del programma. La legge è coerente con il programma dell'Unione, ci
sono tutte le condizioni perché deputati e senatori della Margherita la
votino".