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HEILIGENDAMM - G8: BUSH RIBADISCE CHE GLI USA NON
INTENDONO ACCETTARE LIMITI STABILITI ALLE EMISSIONI DI GAS
NOCIVI
HEILIGENDAMM - Ancora rimandato l'accordo storico sulla
lotta ai gas inquinanti per la presa di posizione presa dal
presidente Bush, che ha ribadito la posizione annunciata a
sorpresa la scorsa settimana per cui gli Stati Uniti non sono
disposti ad accettare limiti stabiliti alle emissioni di gas
nocivi e all'aumento di temperatura, come invece desiderato
dal premier tedesco Angela Merkel.
Non basta, in proposito, che adesso per la prima volta in sei
anni Bush ha riconosciuto che quello del mutamento del clima è
un "problema grave" da affrontare su scala globale. Questo
grave problema, di indicare "limiti volontari" alle emissioni,
è stato rinviato di fatto alla fine del 2008, cioè al termine
del mandato di Bush che lascerà in eredità la spinosa
questione del clima al suo successore.
Qui al G8 gli Stati Uniti sono disposti solo ad indicare
traguardi a lungo termine, pensando al dopo Kyoto, "sempre
nell'ambito dell'Onu", viene precisato da Bush, ma con
l'inclusione nell'operazione anche di Paesi come la Cina e
l'India, escluse dal protocollo giapponese in quanto economie
in via di sviluppo.
Il pranzo di lavoro tra Bush e la Merkel, che ha aperto oggi a
Heiligendamm l'attività del presidente americano nella 'tre
giorni' del G8, non ha potuto che prendere atto di questa
distanza non colmabile tra i due leader, che hanno sviluppato
rapidamente una relazione speciale.
"Sono giunto con un forte desiderio di lavorare con voi su un
accordo post-Kyoto e di vedere come è possibile raggiungere
importanti obiettivi", ha detto Bush al termine dell'incontro.
La Merkel ha ribadito che il clima e la lotta alla povertà
in Africa restano i due punti principali nella sua agenda
del G8 che, ha sottolineato oggi, "mira a dare alla
globalizzazione un volto umano".
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