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Cronaca

5 novembre 2008

www.siciliamillennium.it

WASHINGTON - L'America ha scelto di entrare nella Storia:
Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti
DI ENZA GARIPOLI

WASHINGTON - L’America ha scelto di entrare nella Storia: ha eletto Obama il suo primo presidente nero, e con Barack ha scelto anche la speranza. La vittoria di Barack Obama, primo candidato afro americano, gli è valsa la conquista trionfale della Casa Bianca. I suoi sostenitori lo hanno preferito dall'Est all'Ovest, dalle Montagne rocciose agli Appalachi, ma Barack ha convinto anche gli Stati repubblicani decisivi, come l’Ohio che non ha mai fallito la designazione dei candidati alla Casa Bianca.
Alle 19, ora americana, i network televisivi gli avevano già assegnato la vittoria e appena dieci minuti dopo, secondo la tradizione americana, lo sconfitto John McCain gli ha concesso la vittoria dichiarando: "Ho avuto l'onore di congratularmi con il senatore Obama, che questa notte è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti".
Il trionfo di Obama si è attestato sul 56 per cento delle preferenze: una vittoria che ha confermato i sondaggi. Il candidato democratico Obama ha ottenuto il voto popolare staccando McCain di quattro milioni di voti ed ha conquistato 349 voti elettorali (163 sono andati a Mc Cain), ma ne bastavano 270.

Vincitore anche in Florida e Ohio, i due Stati che avevano portato Bush alla Casa Bianca nel 2000 e nel 2004, "conquista" la Virginia, dove l'ultima vittoria democratica risaliva al 1964, con tre punti di vantaggio e ottiene una clamorosa vittoria, sia pure per poche migliaia di voti, nel North Carolina, lo Stato del profondo sud dove l'elettorato afro-americano ha fatto la differenza.

 I VOTI A OBAMA

I voti di Obama vengono da Vermont (3), Virginia (13), Ohio (20) Connecticut (7), Delaware (3), Distretto di Columbia (3), Illinois (21), Maine (4), Maryland (10), Massachusetts (12), New Hampshire (4),New Jersey (15), Pennsylvania (21), Michigan (17), Minnesota (10), New Mexico (5), New York (31), Rhode Island (4), Wisconsin (10), Iowa (7), Nevada (5), California (55), Oregon (7), Stato di Washington (11), Florida (27), Hawaii (4), Indiana (11).

 I VOTI A MC CAIN

I voti di McCain vengono da Georgia (15) Kentucky (8), South Carolina (8), West Virginia (5), Alabama (9), Mississippi (6), Tennessee (11), Oklahoma (7), Kansas (6), Lousiana (9), South Dakota (3), Arkansas (6), North Dakota (3), Texas (34) Wyoming (3), Utah (5), Idaho (4), Nebraska (5), Arizona (10), Alaska (3).

L'ESORDIO DEL PRESIDENTE OBAMA 
"Yes we can". In America "nulla è impossibile" e chi ancora non è convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti.”

Barack Obama ha esordito così a Chicago, nel primo discorso dopo la vittoria impregnato di “sogno americano” e riferimenti alle divisioni che hanno segnato la storia degli Usa, e annunciando che il cambiamento "è arrivato".
"Yes we can", lo slogan che per quasi due anni ha accompagnato la sua campagna elettorale, è diventato anche l'inno con cui Obama ha celebrato quella che ha definito, rivolto alle decine di migliaia di sostenitori, "la vostra vittoria".
"Siamo e saremo gli Stati Uniti d'America - ha detto Obama, citando Abramo Lincoln per respingere l'idea di un Paese diviso - e abbiamo dimostrato al mondo intero che non siamo semplicemente una collezione di individui di tutti i tipi". Una folla multirazziale ed entusiasta ha accolto Obama, sventolando bandiere a stelle e strisce, in un grande parco di Chicago, assediato all'esterno da un'altra folla che non è potuta entrare nello spazio da 70.000 posti preparato per l'evento. Accolto sulle note di "Sweet Home Chicago", Obama ha debuttato ringraziando la città che lo ha adottato dagli anni Ottanta e si è poi lanciato in un primo discorso da presidente eletto che ha ricalcato i temi della sua campagna elettorale: la necessità di portare "il cambiamento" in America, la promessa di rispondere alla speranza di chi si sente abbandonato o ai margini della società, l'avvertimento "ai nostri nemici nel mondo" che l'America è forte, unita e pronta a rispondere a qualsiasi minaccia.
A John McCain e Sarah Palin, Obama ha espresso i suoi ringraziamenti, e per telefono ha chiesto al senatore dell'Arizona di aiutarlo nella guida del Paese. Il suo vice designato, Joe Biden, la moglie Michelle e le due famiglie hanno raggiunto alla fine il "neo president Obama", che ha concluso il suo discorso ricordando alle figlie Sasha e Malia che "si sono meritate il cucciolo", promesso loro all'inizio di un'intensa campagna durata quasi due anni.  


 

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