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WASHINGTON - L'America ha scelto di entrare nella Storia:
Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti
DI ENZA GARIPOLI

WASHINGTON -
L’America
ha scelto di entrare nella Storia: ha eletto Obama il suo
primo presidente nero, e con Barack ha scelto anche la
speranza. La vittoria di Barack Obama, primo candidato afro
americano, gli è valsa la conquista trionfale della Casa
Bianca. I suoi sostenitori lo hanno preferito dall'Est
all'Ovest, dalle Montagne rocciose agli Appalachi, ma Barack
ha convinto anche gli Stati repubblicani decisivi, come l’Ohio
che non ha mai fallito la designazione dei candidati alla Casa
Bianca.
Alle 19, ora americana, i network televisivi gli avevano già
assegnato la vittoria e appena dieci minuti dopo, secondo la
tradizione americana, lo sconfitto John McCain gli ha concesso
la vittoria dichiarando: "Ho avuto l'onore di congratularmi
con il senatore Obama, che questa notte è diventato il nuovo
presidente degli Stati Uniti".
Il trionfo di Obama si è attestato sul 56 per cento delle
preferenze: una vittoria che ha confermato i sondaggi. Il
candidato democratico Obama ha ottenuto il voto popolare
staccando McCain di quattro milioni di voti ed ha conquistato
349 voti elettorali (163 sono andati a Mc Cain), ma ne
bastavano 270.
Vincitore
anche in Florida e Ohio, i due Stati che avevano portato Bush
alla Casa Bianca nel 2000 e nel 2004, "conquista" la Virginia,
dove l'ultima vittoria democratica risaliva al 1964, con tre
punti di vantaggio e ottiene una clamorosa vittoria, sia pure
per poche migliaia di voti, nel North Carolina, lo Stato del
profondo sud dove l'elettorato afro-americano ha fatto la
differenza.
I
VOTI A OBAMA
I voti di
Obama vengono da Vermont (3), Virginia (13), Ohio (20)
Connecticut (7), Delaware (3), Distretto di Columbia (3),
Illinois (21), Maine (4), Maryland (10), Massachusetts (12),
New Hampshire (4),New Jersey (15), Pennsylvania (21), Michigan
(17), Minnesota (10), New Mexico (5), New York (31), Rhode
Island (4), Wisconsin (10), Iowa (7), Nevada (5), California
(55), Oregon (7), Stato di Washington (11), Florida (27),
Hawaii (4), Indiana (11).
I
VOTI A MC CAIN
I voti di
McCain vengono da Georgia (15) Kentucky (8), South Carolina
(8), West Virginia (5), Alabama (9), Mississippi (6),
Tennessee (11), Oklahoma (7), Kansas (6), Lousiana (9), South
Dakota (3), Arkansas (6), North Dakota (3), Texas (34) Wyoming
(3), Utah (5), Idaho (4), Nebraska (5), Arizona (10), Alaska
(3).
L'ESORDIO DEL PRESIDENTE
OBAMA
"Yes we
can". In America "nulla è impossibile" e chi ancora non è
convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto
degli Stati Uniti.”
Barack
Obama ha esordito così a Chicago, nel primo discorso dopo la
vittoria impregnato di “sogno americano” e riferimenti alle
divisioni che hanno segnato la storia degli Usa, e annunciando
che il cambiamento "è arrivato".
"Yes we can", lo slogan che per quasi due anni ha accompagnato
la sua campagna elettorale, è diventato anche l'inno con cui
Obama ha celebrato quella che ha definito, rivolto alle decine
di migliaia di sostenitori, "la vostra vittoria".
"Siamo e saremo gli Stati Uniti d'America - ha detto Obama,
citando Abramo Lincoln per respingere l'idea di un Paese
diviso - e abbiamo dimostrato al mondo intero che non siamo
semplicemente una collezione di individui di tutti i tipi".
Una folla multirazziale ed entusiasta ha accolto Obama,
sventolando bandiere a stelle e strisce, in un grande parco di
Chicago, assediato all'esterno da un'altra folla che non è
potuta entrare nello spazio da 70.000 posti preparato per
l'evento. Accolto sulle note di "Sweet Home Chicago", Obama ha
debuttato ringraziando la città che lo ha adottato dagli anni
Ottanta e si è poi lanciato in un primo discorso da presidente
eletto che ha ricalcato i temi della sua campagna elettorale:
la necessità di portare "il cambiamento" in America, la
promessa di rispondere alla speranza di chi si sente
abbandonato o ai margini della società, l'avvertimento "ai
nostri nemici nel mondo" che l'America è forte, unita e pronta
a rispondere a qualsiasi minaccia.
A John McCain e Sarah Palin, Obama ha espresso i suoi
ringraziamenti, e per telefono ha chiesto al senatore
dell'Arizona di aiutarlo nella guida del Paese. Il suo vice
designato, Joe Biden, la moglie Michelle e le due famiglie
hanno raggiunto alla fine il "neo president Obama", che ha
concluso il suo discorso ricordando alle figlie Sasha e Malia
che "si sono meritate il cucciolo", promesso loro all'inizio
di un'intensa campagna durata quasi due anni.
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