|
Da
un’indagine di Astra Ricerche per Janssen-Cilag su
cinquant'anni di rapporti tra madri-figlie
Migliora al Sud il
dialogo tra madri e figlie
MILANO - Anche se un po' in ritardo rispetto ad altre
regioni della penisola, il rapporto tra le mamme e le figlie
del Sud Italia sta diventando più intimo e profondo. Le due
generazioni parlano di tutto, amici, amori, contraccezione, in
un rapporto sempre più basato sul dialogo. E quando si tratta
di scegliere, figlie e mamme moderne, evolute e attente alla
salute scelgono il cerotto contraccettivo
Milano, 21 Maggio 2007 – “Il 74% delle ragazze del Sud, dalla
Campania alla Sicilia, parla di più con le proprie madri,
anche di argomenti intimi, una percentuale di poco inferiore
alla media del resto d'Italia” – sostiene il prof. Enrico
Finzi, sociologo, Presidente di Astra Ricerche – ed il maggior
dialogo intergenerazionale è una tendenza in crescita, specie
nelle giovanissime. Lo conferma una vasta indagine realizzata
da Astra Ricerche, condotta su campioni rappresentativi di
25.2 milioni di mamme e figlie di cui poco più di 7 milioni
residenti nel Sud. L'indagine, condotta intervistando un
totale di 1.566 donne, è stata presentata oggi e pubblicata su
www.astraricerche.it e su www.gynevra.it.
"Quella della comunicazione tra madri e figlie è davvero
una fotografia 'in evoluzione' – sostiene il prof. Finzi –
Il rapporto è cambiato negli anni, evolvendo verso una
relazione più armonica e di dialogo. Certo, vi sono aree della
penisola dove il dialogo è più facile che in altre ma la
tendenza è ovunque positiva".
“Nel 54% dei casi – spiega il prof. Finzi – le ragazze
italiane parlano di tutto con le proprie madri, specialmente
se queste ultime sono donne più giovani. E il 74% delle under
20 del Sud si confida con la mamma su amici e amori, rispetto
ad un 79% delle coetanee di tutta Italia. A livello nazionale
tale percentuale si dimezza nella generazione del ’68”.
"Per quanto riguarda la sessualità – continua il professore –
le ragazze campane, pugliesi, lucane, calabresi e siciliane al
di sotto dei 20 anni accettano il dialogo sull'argomento nel
33% dei casi, molto al di sotto del 38% nazionale. E la
contraccezione segue lo stesso andamento: il 35% delle ragazze
più giovani parla di questo con la mamma contro un 40% medio
nazionale".
“A proposito di contraccezione – aggiunge il professore – solo
il 18% delle donne del Sud sceglie metodi ormonali, quali
pillola o cerotto transdermico, e il dato scende al 12% per le
ragazze di meno di 20 anni". Una diffusione inferiore rispetto
a tutte le altre aree della penisola.
Le donne del Sud che utilizzano il cerotto contraccettivo ne
danno una valutazione sicuramente positiva e per l'88% lo
ritengono comodo.
"Il cerotto – conferma la prof.ssa Alessandra Graziottin,
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano – comporta una
serie di vantaggi . Innanzitutto ha una buona tollerabilità e
dà minori problemi a livello gastro-intestinale ed epatico e
non influenza il peso. Inoltre, a differenza della via
tradizionale con pillola, la via transdermica permette di
mantenere livelli di ormoni nel sangue costanti per tutto il
periodo di applicazione del cerotto stesso, riducendo così il
rischio di ovulazioni da assunzione non regolare (come può
avvenire, per esempio, con le pillole a basso dosaggio).
Infatti, in caso di dimenticanza, il cerotto protegge più a
lungo delle pillole e cioè sino a 48 ore."
La qualità di massimo appeal per le giovani – continua
Alessandra Graziottin – è il suo uso settimanale che
semplifica enormemente l'assunzione degli ormoni e, quindi,
riduce gli errori. Per le donne di tutte le età, invece,
saltare il primo passaggio epatico è un plus per la salute
perché si sovraccarica meno il fegato"
Come il rapporto mamma-figlia, anche il rapporto
donna-contraccezione è dunque un rapporto più felice.
Fonte bibliografica. Finzi, I rapporti tra madri e figlie in
Italia, sintesi delle indagini quantitative svolte da Astra
per Janssen-Cilag (2005-2006).
|