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Schilnder’s list, e il viaggio di Ariel
“ Il cuore non ha mai attaccato nessuno”.
Siamo noi che attacchiamo il cuore.
di Gabriella Lupinacci
PALERMO -
Mi sono trovata a dovere interpretare questa musica per la
parte di Ariel, perché tra tante era quella che sentivo di
più, mi lasciava scorrere all’interno i colori più caldi, più
fluidi primo tra tutti : il rosso, poi l’arancio e il giallo
Rosso è il colore collegato al nostro MULADHARA, il
1° chakra della radice che è sostegno, è fondamento, è
posizionato nel perineo e ci unisce alla terra che è il suo
elemento, dalla quale trae energia.
Arancio è il colore collegato a Swadistana, il 2°chakra
sacrale che è la casa sacra del nostro sé interiore, in
risonanza con la luna e l’energia femminile, il centro della
divina bellezza interiore. Questo chakra governa l’intera zona
del bacino, è responsabile dello scorrimento delle emozioni e
sentimenti.
Tutta la sensualità e la sessualità di Ariel vengono
sperimentate in questo centro, che alimenta gli organi
riproduttori e il desiderio di procreare e di restare madre.
Giallo è il colore collegato a Manipura, il 3°
chakra del plesso solare, simboleggia il sole interiore,
fornisce energia sotto forma di calore, potere ed entusiasmo.
Ariel apre la sua danza in maniera spontanea, in realtà ogni
movimento ha un significato profondo, vi sono racchiuse
posizioni yoga di grandi tradizioni e significati che a turno
sollecitano i chakra che sono come centrali elettriche, che
creano e mantengono l’energia, sono il nucleo stesso della sua
esistenza, al centro di tutto ciò che dice e fa.
Ariel al suo risveglio si stira in un lungo arco dorsale nella
posizione dell’est (purvottanasana), dopo la notte fredda e
scomoda trascorsa a terra sopra una lurida coperta,
elasticizza la sua colonna vertebrale, tonifica muscoli
addominali e dorsali, ringrazia il sole appena sorto, stimola
il 3° e 5° chakra : Manipura e Vishudda.
Ariel libera l’energia del 3° chakra specialmente nella
posizione in equilibrio sul coccige/ posizione della barca
ovvero in sancrito Ardha Navasana) quando ride e con le mani
muove la ruota del mulino, quello che macinerà il grano e
trasformerà i frutti della terra .
Ariel si collega con la terra e risveglia tutte le Dee
dell’Africa (Auset,Geb Sekmet, Odùdùwà, Oni’lè, Asaka;
dell’India (Shakti, Kundalini, Ganesha; dell’Europa (Gaia,
Persefone).
Sono loro che la sosterranno nel dolore, nel distacco dalla
sua creatura, che stringe ancora nella postura del piede in
grembo (garba Padasana), rafforzando cosi’ la sua vista,
l’udito, migliorando la dizione.
Riesce a vedere l’orizzonte, a sentire la voce del vento
”Eccolo Eolo..spingimi, …raffreddami…riscaldami”, urla
Si collega con la natura che ama tanto, nella posizione della
mezza luna (Ardha Chandrasana), che stimola ben 4 chakra
insieme; col mondo degli animali, si pone nelle posizioni
della scimmia ( Natarajasana), del cammello ( Ustrasana), del
cobra (Bujangasana) che stimolano ben 5 chakra.
Prima della creazione Ariel era una cosa sola con il suo
creatore, viveva nella gioia assoluta e non conosceva ne’
separazione, né dualità, ma solo la gioia Divina.
E’ questa gioia che Ariel cerca ogni giorno, perché nel
profondo del suo sé conserva il ricordo della sua divinità
incisa in ogni sua cellula, lei infatti non cerca il piacere
nell’alcol o nel cibo e non vuole dimenticare la temporaneità
del suo viaggio terreno, desidera la felicità, la pace
attraverso i colori, dipingendo d’impeto gli elementi della
sua dualità che nella tradizione spirituale cinese è
conosciuta come ”yin e yang”, che indicano gli aspetti
negativo e positivo dell’energia.
Dipinge un campo magnetico che elabora queste due forze che
hanno la capacità di assorbire energia dall’universo e
ridistribuirla nel nostro organismo mantenendo mente e corpo
in piena forma.
A scena aperta schizza il rosso, poi il bianco ed il
giallo che amalgama e crea l’arancione.
Richiama alla mente elementi e sentimenti opposti e
complementari: il sole e la luna, la gioia e il tormento, il
maschile e femminile dentro di noi, tutti i ritmi
dell’universo basati sull’alternanza.
Ariel è sana e felice nel suo corpo fisico, con i suoi
movimenti plastici si allinea energicamente con l’universo.
Ella coglie l’essenza stessa della vita e diventa
semplicemente “energia in movimento”.
A volte resta immobile e percepisce la sensazione di energia
sulla pelle, esplora lo spazio tra le mani, le muove in modo
sottile e vibrante, le stende sulla testa fino a farle
toccare, resta con gli occhi chiusi pochi istanti fino a
sentire il campo di energia attorno al corpo.
L’aura avvolge e compenetra il suo essere, la sua
concentrazione si focalizza sulle sensazioni interiori, riesce
a percepire, a credere di poter raggiungere la libertà.
Si sente leggera e fugace come una farfalla che segue con lo
sguardo, si identifica con la sua bellezza e varietà di
colori, ma davanti uno specchio rivede le rughe, la vita che
passa con i solchi sul viso.
Infrange lo specchio e ritorna alla fanciullezza, batte le
mani, i piedi, salta con la corda, gioca a palla con il suo
bambino.
Si concentra in pieno equilibrio nella posizione di Shiva,
re della danza, a lui inizia ad offrire la sua cecità.
Non riesce ad usare il terzo occhio, un potente centro
psichico, quello dell’anima: l’AJNA , il 6°chakra, che governa
l’intelletto e il processo del pensiero.
Ariel ha la mente confusa, non può vedere la mappa del suo
destino.
Senza la visione interiore inciampa nel buio, non sa
perdonare, viene invasa da ansietà, paura e rabbia.
Ariel si ammala, perché il suo 4° chakra ad un certo punto non
funziona più, è ANAHATA, posizionato al centro della cavità
toracica, dietro il cuore.
L’energia di questo chakra è familiare a tutti. Conosciamo la
sensazione di aprire il cuore e chiudere il cuore.
Sappiamo come ci si sente ad avere il cuore spezzato o a fare
qualcosa col cuore.
La maggior parte di noi sa cosa vuol dire amare col cuore e
mettersi il cuore in pace.
Il chakra del cuore è collegato all’energia dell’aria, l’aria
crea cambiamenti.
Cosi’ Ariel diventa instabile, le sue emozioni vengono
trasportate sulle ali della tempesta e producono il caos.
Oxa, la dea del vento suscita il caos nella sua vita, esige
che i vecchi schemi e le abitudini che non le servono più
siano offerte a lei, in modo che possa portarli via ed
effettuare i cambiamenti.
Come Oxa, il respiro contiene il segreto del cambiamento.
Ma Ariel si rifiuta di ascoltare il segnale dei cambiamenti
che ha bisogno di operare nella sua vita, si attacca
morbosamente a sentimenti come la collera, la paura, e l’odio,
questi letteralmente la soffocano.
Impara a stringere il diaframma, a rendere il respiro
superficiale, è il sistema migliore per trattenere il suo
dolore emotivo e il caos dei suoi pensieri.
Le contrazioni continue nel petto le causano dolore fisico e
deficienze immunitarie.
Inizia la sua fine: la sensazione di essere sola in un
mondo che la reputa pazza e che invece lei vede poco
rispettoso dell’ambiente e dei diritti umani. ”pazza, pazza
io? Nooooo pazzo il mondo,quello che crede d’impadronirsi
della natura e dell’uomo rendendoli schiavi “.
Non riesce più a curare il suo cuore spezzato dalla perdita
della sua creatura, disprezza gli uomini senza scrupoli che
detengono il potere per umiliare e illudere “Pazzi voi che
credete che con i soldi e il potere potete schiacciare la
nostra dignità, uccidere i sogni, le speranze e spezzare il
nostro cuore”
Si isola, non gioca e non ride con gli altri, stanca trattiene
nel cuore la sofferenza di una vita, il suo cuore si ferma
quando il dubbio comincia a rodere il cervello “ Ma è poesia o
follia?...No no è follia…poesia…poesia…follia” , si butta tra
le braccia degli altri barboni per cercare risposte che non
arrivano coerenti, viene derisa, temuta, non più amata.
Quando affronta il dolore che trattiene nel cuore, non riesce
più a liberarlo e a permettere alla sua luce interiore di
risplendere.
Non si muove più in armonia, sotto il suo dolore c’è un
immenso desiderio di amare ed essere amata…da artista per
sempre.
Vede tutti i colori della luce universale: nero,blu,verde,
viola, rosso, arancio, giallo.
Ariel entra nella luce, percepisce il suo sé che viene
sollevato dalla terra.
Diventa pura energia vibrazionale.
E’ nella morte che Ariel trova la possibilità di farsi
abbracciare dalle mani dell’armonia e volare ancora più in
alto libera, libera nella luce dell’amore divino.
La sua ascesa attraverso i chakra è ora completa, ma il nostro
viaggio continua.
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