MILANO -
ENZO BIAGI, CORDOGLIO PER LA SUA SCOMPARSA
MILANO
-
(regioni.it) “Mi sento particolarmente vicino
alla famiglia di Enzo Biagi, con affetto e commozioni e voglio
poter rappresentare il cordoglio di tutti Presidenti delle
Regioni e delle Province autonome”, lo ha dichiarato Vasco
Errani
Presidente della Conferenza delle Regioni e Presidente della
Regione Emilia-Romagna.
“Con
Biagi scompare un protagonista essenziale del nostro
migliore giornalismo: quello del rigore, della serietà, della
tensione etica, della qualità. Il giornalismo che non grida,
che non si sottomette. Che considera un proprio dovere
l'indagine e la critica, che si nutre di libertà e di cultura,
ed aiuta a conoscere e a capire i fatti del nostro tempo. Un
giornalismo al tempo stesso popolare e di qualità. L’affetto e
la stima con cui gli italiani lo hanno seguito in tutti
questi anni sono la dimostrazione più genuina della sue
straordinarie qualità umane e professionali. Per questo –
conclude Errani - è giusto parlare di una grande perdita per
il Paese”.
Domani (7
novembre 2007) il Presidente della Conferenza delle Regioni,
Vasco Errani, si recherà
alla camera ardente allestita a Milano.
Enzo Biagi
e' stato "un grande giornalista, che ha segnato la storia del
giornalismo dell'Italia contemporanea". E' il ricordo del
Presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni,
mentre per il Presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo:''con
la morte di Enzo Biagi se ne va un pezzo della nostra storia
migliore. Scompare un grande giornalista, protagonista di una
carriera unica, durata circa settanta anni. Una carriera che
lo ha visto scrivere per tutti i più grandi quotidiani e per i
piu' noti periodici, che lo ha stimolato alla pubblicazione di
decine di libri e che lo ha esaltato di fronte al grande
pubblico televisivo”.
IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DELLA BASILICATA DE FILIPPO PER LA
SCOMPARSA DI ENZO BIAGI
“Con Enzo Biagi scompare un grande testimone del nostro tempo.
Un uomo straordinario che ha impegnato la propria passione sul
complicato crinale dell’informazione e della scrittura,
mettendo in mostra i suoi valori di oggettività, di sobrietà e
di verità. La sua lezione è uno sguardo lucido ed ironico sul
mondo e sull’Italia, una rappresentazione di verità e di
coraggio che più di una volta ha assicurato pluralismo ed
autonomia. Ed è quanto di più generoso e responsabile si possa
fare: spendersi per la libertà e per la tensione etica delle
nuove generazioni. Così di lui ricorderemo il rigore e la
precisione giornalistica, ma anche la forte tempra morale e la
coerenza con i principi della democrazia in cui ha sempre
creduto e per i quali, da autentico antifascista, si è battuto
per tutta la vita”.
Lutto - Il presidente Errani invia un messaggio alla famiglia
di Enzo Biagi: "L'Emilia-Romagna lo saluta con commozione e
gratitudine"
Bologna - “Mi sento particolarmente vicino alla famiglia di
Enzo Biagi, con affetto e commozione”. Così comincia il
messaggio di cordoglio che il presidente della Regione
Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha inviato alla famiglia del
giornalista scomparso questa mattina.
“I cittadini di questo Paese e dell'Emilia-Romagna – dice
Errani - sanno che con Biagi scompare un protagonista
essenziale del nostro migliore giornalismo: quello del rigore,
della serietà, della tensione etica, della qualità. Il
giornalismo che non grida, che non si sottomette. Che
considera un proprio dovere l'indagine e la critica, che si
nutre di libertà e di cultura, aiutando a conoscere e capire i
fatti della nostra epoca. Un giornalismo al tempo stesso
popolare e di qualità. L’affetto e la stima con cui gli
italiani lo hanno seguito in tutti questi anni sono la
dimostrazione più genuina della sue straordinarie qualità
umane e professionali. Per questo è giusto parlare di una
grande perdita per il Paese. L’Emilia-Romagna, terra natale
che tanto amava e che gli sarà sempre riconoscente, lo saluta
con commozione e gratitudine”.
Domani il presidente Errani si recherà alla camera ardente che
è stata allestita nella clinica Capitanio di Milano.
LOMBARDIA. ENZO BIAGI,FORMIGONI:HA SEGNATO STORIA GIORNALISMO
Milano - "Un uomo che ha segnato la storia del
giornalismo italiano e contemporaneo. Ha avuto idee che non
sempre condividevo ma era sempre chiaro e lucido nell'esporle.
Era sempre interessante confrontarsi con lui". Il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha ricordato così
Enzo Biagi, morto questa mattina.
"Sono stato intervistato da lui diverse volte - ha proseguito
Formigoni - sia per la carta stampata sia per la televisione e
ho discusso con lui in varie occasioni. Mi unisco al grave
lutto
del giornalismo italiano e della sua famiglia perché quella di
Biagi è certamente una perdita di grande significato".
MORTE BIAGI, MARRAZZO: SCOMPARE UN MODO DI CONCEPIRE IL
GIORNALISMO E LA VITA
Con la morte di Enzo Biagi se ne va un pezzo della nostra
storia migliore. Scompare un grande giornalista, protagonista
di una carriera unica, durata circa settanta anni. Una
carriera che lo ha visto scrivere per tutti i più grandi
quotidiani e per i più noti periodici, che lo ha stimolato
alla pubblicazione di decine di libri e che lo ha esaltato di
fronte al grande pubblico televisivo. Decenni di programmi
giornalistici che hanno fatto la storia della Tv lo hanno
infatti trasformato in uno dei volti e delle voci simbolo
della Rai. Scompare soprattutto un uomo serio, da sempre
espressione di integrità morale, competenza professionale e
alto senso civico. Con la sua morte viene inflitta una ferita
profonda a un vero e proprio modo di concepire il giornalismo
e la vita, a uno stile inconfondibile che negli ultimi anni
svettava nitido su un livello di confronto politico e su un
concetto di informazione spettacolo che, a una persona come
lui, dovevano sembrare ogni giorno più estranei.
ENZO BIAGI - LA VITA
Enzo Biagi nacque il 9 agosto 1920 a Lizzano in Belvedere, un paesino
dell'Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna. Di umili
origini, il padre lavorava come aiuto magazziniere di uno
zuccherificio, mentre la madre era una semplice casalinga. Dotato di
un talento innato per la scrittura, fin da bambino si dimostra
particolarmente versato per le materie letterarie. Le cronache
riportano anche un suo celebre "exploit", quando cioè un suo tema
particolarmente riuscito venne addirittura segnalato al pontefice.
Allo scoccare del diciottesimo anno di età, diventato maggiorenne, si
dà al giornalismo, senza per questo abbandonare gli studi. Intraprende
i primi passi della carriera lavorando in particolare come cronista al
'Resto del Carlino' e, a soli, 21 anni diventa professionista. Allo
scoppio della secondo conflitto mondiale, Enzo Biagi è richiamato alle
armi e, dopo l'8 settembre del 1943, per non aderire alla Repubblica
di Salo', varca la linea del fronte aggregandosi ai gruppi partigiani
operanti sul fronte dell'Appennino. Il 21 aprile 1945 entra a Bologna
con le truppe alleate e annuncia dai microfoni del Pwb la fine della
guerra.
Il dopoguerra a Bologna è per Biagi un periodo di numerose iniziative:
fonda un settimanale, 'Cronache', e un quotidiano 'Cronache sera'. Da
questo momento, prende avvio in modo definitivo la grande carriera di
quello che diverrà uno dei giornalisti italiani piu' amati di sempre.
Nuovamente assunto al 'Resto del Carlino' (in quegli anni Giornale
dell'Emilia), nel ruolo di inviato e di critico cinematografico, Biagi
rimarrà negli annali per delle memorabili cronache sulle inondazioni
del Polesine. Un primo incarico davvero prestigioso lo ottiene negli
anni che vanno dal 1952 al 1960 dove, trasferitosi a Milano, dirige il
settimanale 'Epoca'. Fin da subito, inoltre, intrattiene un rapporto
molto stretto con il mezzo televisivo, strumento mediatico che ha
contributo non poco ad estendere la sua popolarita' e a farlo amare
anche dai ceti meno colti e letterati.
Il suo ingresso in Rai è datato 1961 e si è protratto in pratica fino
al 2002. Bisogna sottolineare che Biagi ha sempre espresso parole di
gratitudine e di affetto nei confronti di questa azienda alla quale,
indubbiamente, ha anche dato tanto. Nel corso della sua presenza nei
corridoi di viale Mazzini, è riuscito a diventare direttore del
Telegiornale nazionale mentre, nel 1962 fondò il primo rotocalco
televisivo 'RT'. Inoltre, nel 1969 diede vita ad un programma tagliato
su misura per lui e per le sue capacità, il celebre 'Dicono di lei',
basato su interviste a personaggi famosi, una sua specialità.
Sono anni di intenso lavoro e di soddisfazioni non da poco. Biagi è
richiestissimo e la sua firma, poco a poco, compare su 'La Stampa' (di
cui è inviato per una decina d'anni), 'La Repubblica', il 'Corriere
della sera', 'Panorama' e infine 'L'Espresso'. Non contento, Biagi dà
avvio ad un'attività di scrittore mai più interrotta e che lo ha visto
immancabilmente in testa alle classifiche di vendita.
Anche la presenza televisiva, è costante. Le principali trasmissioni
televisive condotte e ideate da Biagi sono 'Proibito', inchiesta di
attualità sui fatti della settimana, e due grandi cicli di inchieste
internazionali, 'Douce France' (1978) e 'Made in England' (1980). A
queste si aggiungano una quantità notevole di servizi sul traffico
d'armi, la mafia ed altri temi di stretta attualità della società
italiana. Ideatore e conduttore del primo ciclo di 'Film dossier'
(datato 1982), e di 'Questo secolo: 1943 e dintorni', nel 1983, ha
conquistando il pubblico anche con numerose altre trasmissioni: '1935
e dintorni', 'Terza B', 'Facciamo l'appello (1971)', 'Linea diretta
(1985, settantasei puntate)'.
Nel 1986 presenta le quindici puntate del settimanale giornalistico
'Spot' e, negli anni '87 e '88, 'Il caso' (rispettivamente undici e
diciotto puntate); nell'89 è ancora alle prese con 'Linea diretta',
seguita in autunno da 'Terre lontane (sette film e sette realtà)' e
'Terre vicine', incentrate sui mutamenti dei paesi ex comunisti
dell'Est. Dal 1991 al 2002 Biagi ha realizzato con la Rai un programma
televisivo all'anno. Di questi si possono enumerare 'I dieci
comandamenti all'italiana' (1991), 'Una storia' (1992), 'Tocca a noi',
'La lunga marcia di Mao' (sei puntate sulla Cina), 'Processo al
processo su tangentopoli', e 'Le inchieste di Enzo Biagi'.
Nel 1995 da' vita a 'Il Fatto', programma giornaliero di cinque minuti
su avvenimenti e personaggi italiani, che viene ripreso in tutte le
stagioni successive, sempre con altissime percentuali di ascolto. Nel
1998 presenta due nuovi programmi, 'Fratelli d'Italia' e 'Cara Italia',
mentre nel luglio 2000 è la volta di 'Signore e Signore'. Del 2001 è
invece 'Giro del mondo', un viaggio tra arte e letteratura: otto
puntate con alcuni tra i grandi scrittori del Novecento.
Nel 2002, invece, dopo settecento puntate de 'Il Fatto', Biagi è stato
al centro di aspre polemiche a causa di una sua presunta faziosita'
negativa nei confronti dell'allora presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, il quale ha espressamente rimproverato il giornalista di
non essere equanime. Il consiglio di amministrazione della Rai, pur
non avallando ufficialmente queste critiche, ha ad ogni modo
modificato l'originaria e prestigiosa collocazione oraria del
programma (posto poco dopo la fine del telegiornale della sera) il
quale, in seguito alle proteste dello stesso Biagi, non ha più visto
la luce. Enzo Biagi, nel corso della sua lunghissima carriera, ha
pubblicato più di ottanta libri.
IL TEATRO DI ANNA MAURO
IN ANTEPRIMA, SICILIA SU MILLENNIUM LA SPLENDIDA COMMEDIA DI ANNA
MAURO
IL MIRACOLO DELLE UOVA DI PASQUA