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SIRACUSA
- IN MOSTRA “LE AVANGUARDIE FEMMINILI IN ITALIA E IN RUSSIA
1910 /1940”- dal 5 ottobre all'11 novembre a Siracusa, presso
l'ex Monastero del Ritiro, via Mirabella, 31 - h 9-19 tutti
i giorni, biglietti: 4 euro, ridotto 2 euro; catalogo Mazzotta
Un fiume in piena di
energie femminili
(di Alehina Musumeci)

SIRACUSA
- L’ambiente monacale e claustrale dell’ex
Monastero del Ritiro ben si addice a questa mostra,
emozionante, intima, femminile.
Già sulla soglia d’ ingresso alla I sala si viene come
risucchiati nella invitante placenta uterina dei viola, dei
lilla e dei blu delle pareti, e ci si ritrova immersi in
questo caldo, accogliente grembo femminile sede ed origine
della vita.
E di “origini” si tratta nella mostra, di gestazioni,
di “nascite” : di un nuovo secolo, di rivoluzionari assetti
politici, sociali, culturali, economici, ed artistici, di
innovative conquiste scientifiche e tecnologiche, di un “nuovo
mondo” che stava nascendo ed in cui per la prima volta, dopo
millenni di invisibilità, le donne escono in grande numero
allo scoperto, ritrovano e reinventano una straordinaria
coscienza di sé, divenendone finalmente attrici e
protagoniste.
Chi meglio e più di una donna ha diritto di parlare di
nascite, di creatività, di rivoluzioni, di avanguardie ?
Un fiume in piena di energie femminili, ignote,
audaci e rivoluzionarie si riversa, a cavallo tra il XIX e il
XX secolo nel nascente stato sovietico, ed invade tutti i
campi della vita culturale, artistica ed economica, le
presenze femminili sono, sia numericamente sia artisticamente,
spesso, superiori a quelle maschili. Le artiste godono di una
appagante indipendenza economica, fondano movimenti artistici,
dirigono Scuole d’Arte di Stato, svolgono una determinante
attivita’ di modernizzazione e di collegamento con i movimenti
e le avanguardie europee ed in particolare con il Futurismo
italiano. Denominate “ amazzoni dell’avanguardia”, riscoprono
e reinventano le radici primitive dell’arte russa, vengono
subito storicizzate e la loro presenza è talmente importante,
da essere imprescindibile nella storia dell’arte russa.
Quello russo fu comunque, a tutt'oggi, un fenomeno unico, nella
storia mondiale dopo il mitico periodo matriarcale.
Totalmente agli antipodi la realtà italiana, in ritardo
rispetto agli altri contesti europei.
A causa delle diverse condizioni storiche, culturali ed
economiche la nascita della prima generazione di donne
artiste, che lasciano una significativa traccia nei movimenti
a cui appartengono, e nella storia dell’arte, avviene solo dai
primi Anni Trenta del Novecento.
La scoperta delle avanguardie europee, soprattutto
l’esperienza delle artiste straniere, e l’ambigua fascinazione
del Futurismo le sprona a rivelarsi ed ad osare quel
dirompente bisogno di desiata liberta’ culturale e creativa
attesa per secoli.
Sara’ proprio “l’aereopittura" futurista ad incarnare
la frenesia ed il fremito delle novelle acquisite ali della
libertà, perfetta metafora della imprescindibile necessità
dell’ abbandono del nido domestico, della metamorfosi mentale
e fisica in atto : da larve a splendide e splendenti “farfalle
d’acciaio”. Alcune assumono nomi di “battaglia” e d’arte come
Barbara.
L’astrattismo diviene quindi una scelta stilistica quasi
obbligata, sperimentata e frequentata dalle donne artiste,
proprio come necessità di rompere col passato, di distruggere
ruoli, catene, immagini e vestimenti ormai vecchi, datati,
importabili, insopportabili.
L’aggettivo infatti che ha meglio definito la storia
delle donne e la creatività femminile, è ”invisibile” ed è
opportuno ricordarne i sinonimi : immateriale, astratto,
aereo, etereo. Tutti aggettivi che da sempre sono stati, nel
bene e nel male, riferiti, connessi, collegati al femminile, e
che ora contraddistinguono e caratterizzano anche le loro
innovative scelte artistiche : astratte, e dotate di
inconsuete, ascensionali,vertiginose,visionarie e liberatorie
prospettive aeree, acquisite nelle personali esaltanti
esperienze di volo.
Dopo secoli di sangue, sudore e lacrime, finalmente
anche per le donne, l’arte inizia a non essere più ne’ un
privilegio aristocratico ne’un divertissement colto al pari
dell’apprendimento della musica, del canto o del ballo.
Queste artiste, sia russe che italiane, sono spesso
dedite ad un “arte totale”. Dal creare una famiglia,
dall’essere madri, dall’accudire giornalmente padri, mariti,
figli, dall’ innato senso estetico verso se stesse e la casa,
insomma “dalla culla all’arte” il passo è breve : si tratta
sempre di concepire, di tessere dentro di sé, di dare “alla
luce” una” creatura” in forma umana o artistica.
Iniziano dunque spesso dall’arte “ applicata” ,
domestica, dai ricami, dalle decorazioni, dai monili, fino
alla creazione e al disegno di tessuti, vestiti, costumi,
scenografie teatrali e cinematografiche.
Colte e benestanti o illetterate ed autodidatte, compagne o
allieve di autorevoli maestri, tutte iniziano dall’arte
figurativa per sperimentare, ricercare ed approdare alla
“scarnificazione del segno”, all’ arte informale ed astratta ,
a cui corrisponde un identica sperimentazione anche in altri
campi artistici. Molte sono anche poetesse, scrittrici,
musiciste.
Certo devono anche scendere a compromessi col sesso
maschile dominante : accettare programmi e protocolli
maschilisti ma a guardare bene si vede, si sente nelle loro
vite, nelle loro opere, specie negli autoritratti,
l’impercettibile ieratica ironia di chi ben conosce l’antica “
arte” della sopravvivenza e dell’attesa.
Non furono storicizzate, di molte di loro si sa poco o
nulla, ed il loro disvelamento critico è ancora in fieri.
Il pregevole allestimento di Renato Miracco fa ben
emergere queste donne
di grande carattere, genio e capacità tecnica, figure
artistiche di notevole spessore internazionale, da
Benedetta, a Barbara, dalla Lazzari, a
Carol Rama, dalla Goncharova elemento di
connessione fra Russia, Italia e Spagna, alla Popova,
alla Zatkova geniale interprete a Roma del Futurismo
italiano.
Personalità affascinanti sia sotto il profilo privato,
che pubblico ed artistico,
In esposizione una sessantina di bellissime opere per
ammirare, conoscere e seguire le vite, le storie, e le
evoluzioni artistiche di queste donne, che tessono con le loro
creazioni un ideale percorso e legame con tutte le artiste che
le hanno precedute riscattandone i talenti, le intuizioni, le
sperimentazioni, le speranze, i sogni, le visioni, i
sentimenti, gli amori, gli scandali, le contraddizioni, le
debolezze, le amarezze, le rinunce, i tormenti, le paure, i
brividi, le follie, i suicidi, l’invisibilità, il disinteresse
e l’oblio.
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