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ROMA - Il ministro Damiano rende esecutiva la riforma
previdenziale dell'Inpgi - La soddisfazione della Fnsi e
dell'Inpgi per la decisione del Governo
ROMA - Il
ministro del Lavoro Cesare Damiano ha reso esecutiva da
martedì 24 aprile la riforma dell'Inpgi, l'Istituto di
previdenza dei giornalisti italiani, dopo il via libera del
Consiglio di stato a cui lo stesso ministro aveva chiesto un
parere in seguito all'opposizione della Fieg. Lo annuncia
l'Inpgi in una nota. La Segreteria della Fnsi dà atto al
Governo di avere affrontato e risolto in tempi rapidi il
problema
''Il blocco esercitato dalla Fieg nei confronti della
riforma previdenziale approvata dall'Inpgi il 30 giugno
2005 e' finalmente finito. Oggi il Ministro del Lavoro - rende
noto l'Istituto - sulla base del parere reso dal Consiglio di
Stato lo scorso 19 aprile, ha reso esecutive - pur in assenza
di un ravvedimento degli Editori - la decisione del Cda
dell'Inpgi con decorrenza dal 1ø gennaio 2006: le modifiche
regolamentari non influiranno comunque su tutti gli iscritti
che nel frattempo abbiano avuto accesso al trattamento
pensionistico''.
L'Inpgi spiega inoltre che ''nei prossimi giorni
dovrebbe essere approvata dal Ministro del Lavoro anche la
seconda delibera bloccata dalla Fieg dal giugno 2006, e
riguardante misure a totale carico dell'Inpgi per favorire il
riassorbimento dei disoccupati e dei cassaintegrati''.
''Gli amministratori dell'Inpgi, che per ottenere
l'eliminazione del ricatto posto in atto dalla Fieg hanno
sempre operato in piena intesa e con l'appoggio della
Federazione della stampa - continua la nota - non possono che
esprimere soddisfazione per la conclusione di una vicenda
kafkiana, che ha visto per ben 22 mesi una riforma
previdenziale, sollecitata dallo stesso ministero del Lavoro,
bloccata dall'organizzazione datoriale, la quale per
esprimere il suo parere pretendeva contropartite''.
L'Inpgi esprime anche apprezzamento per la decisione del
ministro Damiano che ''ha tenuto adeguato conto del
giudizio finale (che si riporta di seguito) espresso
nell'articolato parere del Consiglio di Stato e che
costituisce una evidente critica al blocco esercitato dagli
Editori: 'La Fieg non ha esercitato il proprio diritto di
autonomia decisionale per esprimere il proprio dissenso o
mancato consenso su una nuova disciplina previdenziale, ma
solo come strumento di pressione per addivenire prima alla
conclusione del contratto nazionale di lavoro di categoria e
poi, con un improvviso ripensamento, ad un diverso assetto
degli Organi statutari in senso piu' favorevole, per maggiore
rappresentativita' alla stessa Federazione. In tal modo
l'esercizio (o meglio il non esercizio) del potere negoziale
e' stato preordinato ad un fine del tutto estraneo alle
finalita' per cui il legislatore lo ha concepito: che sono
esclusivamente quelle di una regolamentazione della materia
contributiva previdenziale, senza ulteriori commistioni, o
integrazioni, o condizioni'''. (ANSA)
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“La Segreteria della Federazione della Stampa esprime
soddisfazione per la decisione del Ministro del Lavoro, Cesare
Damiano, di rendere operativa la delibera dell’Inpgi relativa
alla riforma delle prestazioni previdenziali dei giornalisti.
Sia pure con molto ritardo, ma con il rispetto della
decorrenza prevista dalla delibera stessa e cioè il primo
gennaio 2006, si pongono così le condizioni per preservare
ancora per molti anni l’equilibrio dei conti dell’Inpgi e
l’autonomia dell’Istituto. La Segreteria della Fnsi da’ atto
al Ministro del Lavoro di aver affrontato e risolto in tempi
rapidi una delicata questione che ha visto la Federazione
degli editori, Fieg, opporsi ad un accordo sindacale utile per
tutte le parti. Di fatto una ritorsione nei confronti della
Fnsi per la dura vertenza contrattuale. Di grande rilevanza
nella soluzione di questa vicenda è stato il lavoro tenace
dell’intero Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi e in
particolare del Presidente Gabriele Cescutti”.
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