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ROMA -
La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia
e non ha confini
OGGI CORTEO per la manifestazione NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA
- Le donne italiane, e non solo, in marcia da piazza della
repubblica a piazza navona
OLTRE 150.000 DONNE HANNO SFILATO: CONTESTATE ANCHE
PRESTIGIACOMO, MELANDRI E TURCO
di Enza Garipoli
ROMA - Una marcia imponente, data la partecipazione
prevista da parte delle donne di tutta Italia, senza
distinzioni o unioni politiche. Il solo colore è quello della
paura e quello della speranza. Una speranza che si basa
soprattutto sulla presa d'atto e la conseguente volontà di
promulgare leggi apposite, e non leggine offensive che non
hanno mai contribuito ad arginare ne' a contenere l'Orda
assurda di uomini violenti e assassini, prevaricatori teste di
cazzo impuniti, che dalla legge e dalle forse dell'ordine rese
impotenti dalla cosiddetta "giustizia" continuano ad avere
assicurata la quasi totale impunità.
Noi donne, tutte le donne e non solo le italiane,
pretendiamo la nascita di una volontà forte per rendere
giustizia alle troppe donne morte a causa di feroci esponenti
dell'altra metà del cielo, spesso familiari amici mariti
fidanzati e parenti (più raramente vittime di estranei).
Notizie che continuamente offuscano l'immagine di civiltà
dell'Italia e anche dell'Europa, compresa quella di altri
Paesi ancora più lontani da noi per usanze, religione e
cultura: Paesi meno vicini all'idea di rispetto della donna
ancora considerata meno di un oggetto.
E tutto questo immenso mare di violenze, non solo fisiche
ma soprattutto morali, costituisce una paurosa escalation
grazie alla sordità e cecità del legislatore (non a caso il
parlamento italiano è prevalentemente composto da maschi) che
continua a preservare il ruolo preminente dell'uomo: che
grazie all'impunità garantitagli da leggi inconsistenti si è
appropriato illegittimamente della famiglia, della politica,
dei ruoli di potere che generano clientelismo e sottomissione
quasi totale soprattutto a danno e a discapito delle donne.
Un ruolo, quello dell'uomo, che non è stato conquistato ma
predato all'interno della società. Proprio come da secoli
avviene nei Paesi fondamentalisti, esclusivamente maschilisti,
i cui "maschi violenti e prevaricatori" non hanno nemmeno
l'obbligo e la faccia di agire nascostamente o con l'ipocrisia
che connotano, invece, il comportamento pressoché generale dei
"cosiddetti maschi italiani e quelli che popolano le città ed
i paesi delle tante Nazioni considerate più civili".
LA MARCIA DI OGGI E' LA DIMOSTRAZIONE DI UNA SOCIETA'
MASCHILISTA E INCIVILE, TENUTA IN PIEDI DALL'IPOCRISIA DEI
NOSTRI GOVERNI E DAI NOSTRI LEGISLATORI
A Roma, oggi sono attese
decine di migliaia di donne che si accingono a sfilare
contro la violenza degli uomini, in particolare di quella che
avviene fra le mura domestiche. Attesi anche due ministri,
Barbara Pollastrini e Paolo Ferrero. Altre adesioni anche da
Alfonso Pecoraro Scanio e Livia Turco.
Alla vigilia del corteo (sarà aperto dallo striscione La
violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e
non ha confini) e della Giornata internazionale contro la
violenza alle donne (25 novembre), il premier Romano Prodi
conferma - in una lettera al ministro Pollastrini - l'impegno
del governo contro molestie ed abusi.
E' un "problema grave", dice Prodi, che l'Italia deve
"contrastare con il massimo sforzo". Il Presidente del
consiglio auspica l' approvazione della legge nonché dello
stralcio sullo stalking e l'omofobia. Si decida la corsia
preferenziale per il ddl, rilancia il ministro per i diritti e
per le pari opportunità. Rosy Bindi annuncia "tolleranza zero"
per tutte le forme di violenza alle donne, compresa quella
consumata in famiglia. Che la situazione sia complessa lo dice
anche una ricerca (Swg) secondo la quale tre milioni di
italiane, per combattere la paura della violenza, sono state
costrette a modificare le proprie abitudini di vita e i propri
comportamenti. Intanto, l'attenzione è sul corteo.
Controviolenzadonne che lo promuove fa dei distinguo:
"rifiutiamo l'adesione all' iniziativa di soggetti politici
che hanno costruito ed aderito al Family Day che disconoscono
l'autodeterminazione delle donne e sostengono le politiche
razziste, familiste e ostili al riconoscimento dei diritti e
della libertà di lesbiche, gay e trans della destra
reazionaria, praticate in grande stile anche da un governo che
si definisce di sinistra". Esecutivo che si é reso
"protagonista negli ultimi mesi di campagne repressive contro
i migranti strumentalizzando la violenza alle donne". "Benvengano
però i ministri - dicono gli organizzatori - purché la loro
presenza sia senza ambiguità ma di stimolo a politiche serie,
non legate all' emergenza e soprattutto senza ricorso alla
sola repressione". Le donne della Sinistra Critica sono ancora
più esplicite: "No alla deriva razzista di Prodi.
La manifestazione sarà un momento per opporsi fermamente al
clima repressivo e securitario alimentato dal governo e dal
sindaco di Roma, con il Pacchetto sicurezza, che non hanno
esitato ad utilizzare cinicamente il corpo martoriato di
Giovanna Reggiani per lanciare una campagna razzista contro
gli stranieri, che svia l'attenzione pubblica dalle reali
responsabilità della violenza contro le donne, quelle degli
uomini e del loro preteso controllo sulle vite di mogli,
figlie, compagne".
"E' importante che donne ma anche uomini partecipino domani
alla manifestazione" afferma il sottosegretario Rosa
Rinaldi che si ritroverà in piazza.
Adesione anche dall'Ugl, per cui parteciperà al corteo
il segretario generale Renata Polverini, per il quale
"va garantito un sostegno concreto alla promozione di una
cultura di maggiore rispetto verso le donne. La manifestazione
rappresenta un importante occasione di condanna e denuncia".
"Le donne chiedono certezza della pena - sostiene Mauro
Cutrufo, capogruppo Dca al Senato - ma soprattutto velocità
nel giudizio e noi dobbiamo farcene carico". "E' urgente -
scrive la senatrice dell'Ulivo Albertina Soliani in un
articolo di domani su 'Europa' - che le istituzioni facciano
massa d'urto, che il governo si riunisca, dedicando una seduta
soltanto agli interventi contro la violenza alle donne. Questa
Italia che sopporta questa violenza inaudita sulle donne non
può attendere oltre. O siamo tutti complici?". Secondo,
Silvana Mura (Ivd) la manifestazione domani deve chiedere con
forza una nuova legge. Per Alessandro Battilocchio (Partito
socialista), "la violenza sulle donne non è un fatto privato.
Servono interventi nelle scuole".
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