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CATANIA -
Settanta presunti mafiosi arrestati oggi dai Carabinieri: in
carcere anche il figlio di Benedetto Santapaola
di Enza Garipoli
CATANIA - Un'imponente operazione è stata
portata felicemente a compimento da parte dei Carabinieri del
comando provinciale di Catania: i militi hanno eseguito 70
ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla
Procura nei confronti di altrettanti presunti appartenenti
alla mafia. Nei loro confronti sono stati ipotizzati
reati di associazione mafiosa, estorsioni, rapine e traffico
di sostanze stupefacenti.
E' stata denominata "Operazione Plutone", in cui è
stato arrestato anche il primogenito, Vincenzp, del capomafia
ergastolano Benedetto Santapaola assieme ad altre 70 persone.
Dalle indagini, coordinate dalla Dda della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Catania, sono venuti a galla
collegamenti tra la famiglia catanese, le cosche calabresi e
il clan di Bernardo Provenzano.
Grazie all'operazione Plutone, è stato trovato un libro
mastro, che riporta estorsioni e stipendi agli affiliati; sono
state sequestrate armi, cocaina e marijuana; è stata fatta
luce su 16 rapine, alcune delle quali commesse anche fuori
dalla Sicilia; e sono state scoperte sei estorsioni. Le
indagini hanno anche evidenziato anche gli interessi di Cosa
nostra su grossi progetti imprenditoriali. I particolari
dell'operazione saranno resi noti durante un incontro con i
giornalisti nella sala stampa della Procura della Repubblica
di Catania.
Per Vincenzo Santapaola, 38 anni, figlio maggiore del
capomafia Benedetto, l'ipotesi di reato contempla
l'associazione mafiosa. Il figlio del capo di Cosa nostra a
Catania, obiettivo negli anni scorsi del boss Vito Vitale, che
lo voleva eliminare nell'ambito di una faida interna alla
mafia siciliana, fu fermato per la prima volta nel dicembre
del 1992, assieme al fratello Francesco, di tre anni più
piccolo. In seguito i due fratelli catanesi furono scarcerati
dal Tribunale del riesame.
L'anno successivo, Vincenzo Santapaola, destinatario di
un ordine di arresto per Orsa maggiore, si rese irreperibile,
e fu catturato il 14 gennaio del 1994. Fu rimesso in libertà
il 27 dicembre 1997. Fu nuovamente arrestato l'8 agosto 1999
nel quadro dell'inchiesta Orione 2, un'indagine che fece luce
su contrasti interni a Cosa nostra sfociati in una sanguinosa
faida tra i 'falchi' legati ai Corleonesi, fautori della
stagione delle stragi, e le 'colombe' guidate da Benedetto
Santapaola, che era contrario alla strategia del terrore di
Totò Riina. Rimesso in libertà fu arrestato nel 2006 e da poco
era stato scarcerato. In passato, tra l'altro, è stato assolto
dall'accusa di avere ucciso il giornalista Giuseppe Fava.
ANCHE TRE DONNE TRA I PRESUNTI MAFIOSI
A sorpresa, tra gli arrestati di stamani ci sono anche tre
donne e e lo spietato killer delle carceri, Antonino Faro,
arrestato anche lui dai carabinieri. I militari dell'Arma,
hanno arrestato anche Angela La Rosa, moglie del reggente del
gruppo Santapaola, Alessandro Strano, detenuto; Patrizia
Scriffignano e Iolanda Di Grazia, rispettivamente moglie e
sorella dell'ergastolano Francesco Di Grazia, 'uomo d'onore'
della 'famiglia' di Catania, anch'egli raggiunto dal
provvedimento restrittivo. Secondo l'accusa avrebbero avuto la
funzione di collegamento con la cosca.
ANTONINO FARO
L'ergastolano Antonino Faro, indicato come organico al gruppo
del rione Monte Po, divenne "famoso" per avere ucciso,
cibandosi anche del suo fegato, il boss Francis Turatello.
L'esecuzione malavitosa avvenne il 17 agosto nel 1987 nel
carcere Bad 'e Carros di Nuoro, e il mandante, per l'accusa,
fu un altro catanese, Vincenzo Andraous, anche lui
ergastolano, che adesso scrive saggi e poesie dal carcere. Un
fratello di Faro, Massimo, di 17 anni, fu ucciso il 3 marzo
del 1991 durante una sparatoria con i carabinieri a nel rione
Montepo a Catania.
L'operazione Plutone si è avvalsa delle dichiarazioni di un
pentito recente, Mario Calabria, che collabora con la
giustizia dopo il suo arresto per detenzione di armi e droga.
C'E' ANCHE UN "LIBRO MASTRO"
E' stato anche sequestrato il "libro mastro", che riporta
dettagliatamente tutte, si presume, le estorsioni compiute dal
gruppo mafioso dei rioni catanesi di Lineri e San Giorgio,
un'agguerrita frangia della 'famiglia' Mangion-Ercolano, che
gli investigatori definiscono "in forte ascesa" nella Cosa
nostra etnea guidata da Pietro Crisafulli, tutt'ora in carcere
per l'omicidio di Domenico La Spina.
Tra i destinatari dell'ordinanza cautelare ci sono altri
personaggi di spicco come: Aldo Ercolano, figlio del capomafia
Sebastiano, e nipote di Benedetto Santapaola, del quale era
considerato l'"alter ego"; Francesco Napoli, nipote di
Salvatore Ferrera detto 'Cavadduzzu'; e il superlatitante
Santo La Causa. Le indagini hanno confermato la frattura
all'interno di Cosa nostra a Catania che portò, il 30
settembre scorso, all'uccisione di Angelo Santapaola, cugino
del boss Benedetto.
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