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CATANIA - RESTAURATA LA FONTANINA DI SANT'AGATA

CATANIA
- La fontanina di Sant’Agata, che è stata benedetta oggi
dall’Arcivescovo Gristina, ed è inserita nel circuito esterno
della Sezione Dipinti e sculture della mostra Agata santa,
allestita nel Museo Diocesano - è stata restaurata grazie a un
intervento, finanziato dall’Assessorato regionale dei Beni
culturali progettato dal Soprintendente, l’architetto Gesualdo
Campo, che ne ha diretto i lavori, con il geometra Antonino
Muscarà, e eseguito dall’impresa Tecnorestauri di Acireale.
La piccola fontana fu completata con la collocazione
del busto, nel 1632 lungo l’attuale via Dusmet, nel
luogo da cui salpò per Costantinopoli la nave con le spoglie
della Patrona, trafugate nel 1040 dall’ammiraglio bizantino
Giorgio Maniace. Rimasta miracolosamente intatta tra le
macerie del devastante terremoto del 1693, è sempre stata
oggetto di straordinaria devozione popolare.
“La fontanina – ha spiegato Campo - era soffocata nello
stretto portale (foto 1) i cui stipiti invadevano la
conchiglia in marmo della vasca (foto 2) danneggiata dalla
cera delle candele depositatevi durante le feste agatine e
dall’inquinamento. Inoltre la fontana era appesantita
dall’inserimento, avvenuto negli anni Settanta del secolo
appena trascorso, di un gradino rivestito in granito rosso che
ne nascondeva l’originaria base (foto 3)”.
“Il nostro intervento – ha aggiunto il sovrintendente –
è stato molteplice. Innanzitutto il busto della Santa è stato
prelevato e restaurato in laboratorio prima di essere
nuovamente collocato in una nicchia appositamente realizzata
per favorire l’areazione ed evitare problemi di umidità che
avevano causato decalcificazioni del busto. Inoltre capelli,
diadema coronato, collare e pastorale della Santa sono stati
rivestiti, come in origine, con foglia d’oro”.
“Per quanto riguarda la fontana – ha detto ancora Campo
- abbiamo provveduto a un ampliamento e innalzamento dell’arco
cieco, alla rimozione del gradino al piede della vasca e alla
realizzazione di una pavimentazione in pietra lavica. Sono
state poi rimosse con impacchi, anche se alcune erano ormai
irreversibili, macchie di varia natura sull’intero monumento.
Le parti marmoree mancanti sono state poi integrate con
impasti inerti. Sono stati inoltre rifatti l’impianto idrico
della fontana e quello per lo smaltimento delle acque
piovane”.
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