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CATANIA -
I CASCHI KILLER, DALLA CINA SI AFFACCIANO ANCHE SUL MERCATO
SICILIANO. SEQUESTRATI DAI VIGILI URBANI 58 CASCHI PROTETTIVI
NON OMOLOGATI

CATANIA
- I vigili urbani della squadra Ambientale, coordinati dal
commissario Salvatore La Rocca, hanno sequestrato 58 caschi
protettivi falsificati trovati all’interno di un ingrosso,
gestito da due coniugi cinesi coadiuvati da altri quattro
connazionali. Il negozio in questione è il “Ling Pong”, con
sede in via Archimede nelle vicinanze della Fiera, una delle
tante attività cosiddette di “vicinato” esistenti in città. Ai
responsabili è stata comminata una sanzione di 700 euro.
Pericolosi quanto fasulli, i caschi individuati dai vigili
urbani sono, adesso, destinati alla confisca e quindi alla
distruzione. E in effetti, i variopinti caschi cinesi, venduti
a meno di un terzo dei loro corrispondenti omologati, erano
privi di qualsiasi etichettatura e della prescritta
omologazione, così come previsto dall’art. 171 commi 4° e 5° e
dall’art. 213 del Codice della strada, per cui è scaturito il
conseguente sequestro amministrativo.
L’operazione contro “i caschi killer” è scattata
nell’ambito dei controlli disposti dal comandante della
Polizia municipale, Pietro Belfiore con il vice comandante
Maurizio La Magna, in sintonia con l’assessore Mario Brancato
ed il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Giuseppe Arena.
«Quello dei caschi protettivi – ha sottolineato
l’assessore Brancato – è un settore delicato. Il sequestro di
una sessantina di caschi fasulli è un fatto significativo,
importante per far capire che non si può vivere
nell’illegalità. In accordo anche con il vice sindaco Arena,
con il comandante Belfiore ed il vice comandante La Magna, noi
proseguiremo nella lotta ad ogni tipo di illegalità avendo
come principale obiettivo la sicurezza dei cittadini. Con
l’operazione presentata oggi, è stata dimostrata ancora una
volta la forte presenza dei vigili urbani nel territorio e la
loro instancabile attività di prevenzione e repressione della
contraffazione. In questo caso, non abbiamo scongiurato
soltanto un danno economico per i commercianti onesti, ma
soprattutto un eventuale grave attentato alla stessa vita
degli incauti acquirenti di caschi fasulli. Per questo
desidero fare un plauso ai vigili che hanno ottenuto un così
brillante risultato.»
Per scoraggiare l’uso di caschi pericolosi, oltre ai
consueti controlli riguardanti la viabilità, il comandante
Belfiore ha disposto anche un capillare servizio tendente ad
individuare e sanzionare non solo i centauri che non indossano
il casco, ma anche coloro trovati con un casco fasullo o non
omologato. Infatti, avere un casco non omologato equivale a
non averlo, e pertanto le multe previste sono le stesse: una
sanzione amministrativa di 74 euro con sequestro del
ciclomotore o motoveicolo per 60 giorni; e inoltre è prevista
anche la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida al
conducente del motoveicolo.
I caschi fasulli, solitamente hanno valori di assorbimento,
degli urti, inferiori al limite consentito e al minimo
colpo si frantumano con il distacco dei cinturini. Per
Catania, la vendita di caschi non omologati è una scoperta
recentissima, ma decine di migliaia di “caschi killer”sono già
stati sequestrati nei mesi scorsi, dalla Guardia di finanza,
nelle province di Napoli, Roma e in Calabria.
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