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DISSESTO CATANIA:
BOMBA AD OROLOGERIA
LA POPOLAZIONE CATANESE E' INFEROCITA, IL
PRESIDENTE BERLUSCONI INTERVENGA IMMEDIATAMENTE A SANARE "INTOTO"
L'ENORME BUCO FINANZIARIO LASCIATO DALL'AMMINISTRAZIONE
SCAPAGNINI, IL FARMACOLOGO PREMIATO CON UN SEGGIO AL
PARLAMENTO

CATANIA – La città sull’orlo del dissesto finanziario
causato dall'amministrazione Scapagnini, i Catanesi in
fermento ma il Governo nazionale fa lo gnorri.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non può
restare cieco davanti al grossissimo buco finanziario prodotto
dall’ ex Sindaco Umberto Scapagnini, da lui tanto sostenuto
per l’ elezione a Sindaco del capoluogo etneo, e che ha
portato con spudorata nonchalance la città di Catania sull’
orlo del dissesto, con tutte le conseguenze che i Catanesi
hanno pagato e continuano a pagare.
La cosa a dir poco scandalosa addirittura l'ex sindaco
Scapagnini è stato premiato dal suo partito, che lo ha portato
al Parlamento italiano, ciò dice tutto.
Ma stiamo scherzando? I cittadini catanesi onesti hanno
le tasche oltremodo rotte, per tutto ciò che hanno subito e
stanno continuando a subire, e non hanno più nessuna
intenzione di farsi schiacciare come pidocchi da una classe
politica - di ogni colore - che hanno dovuto subire per anni.
Che il Presidente Berlusconi intervenga con
immediatezza a sanare in toto questa situazione, che è
diventata drammatica e rischia di esplodere poiché il malumore
della gente, che cresce ogni giorno di più, rischia di
innescare una bomba ad orologeria che potrebbe esplodere da un
momento all’altro causando gravissime tensioni sociali e forse
altro.
MESSA A DURA PROVA LA PAZIENZA DEI "SENZA STIPENDIO"
Nella città di Catania si è creata una condizione di
precarietà tale, da mettere a dura prova la pazienza e la
lucidità mentale di quei tanti cittadini onesti: centinaia di
operai ed impiegati che non ricevono da tempo gli stipendi.
Sta per collassare anche la pazienza degli oltre duecento
fornitori del Comune, che da tempo non vengono pagati ed
alcuni di questi per tale motivo rischiano il fallimento , che
porterebbe ineluttabilmente al licenziamento di molti
lavoratori; delle persone indigenti e dei disoccupati che non
hanno di che vivere, i quali non hanno avuto e continuano a
non avere una sacrosanta e dignitosa attenzione economica
da parte dell’ amministrazione comunale.
Infatti, il Comune addirittura impone anche ai cittadini
indigenti, ai disoccupati e a quelli con un reddito
veramente minimo, di pagare un’ esosa imposta come la
TA.R.S.U. Come dire "il massimo dell’ indecenza", che viola
nettamente i dettati costituzionali secondo i quali
i cittadini dovrebbero concorrere alla spesa pubblica in
funzione dei loro redditi
e che nei casi di disoccupazione, e quindi di indigenza,
dovrebbero essere sostenuti dignitosamente per le loro
necessità (sono esseri umani anche loro, o sono bestie che
vanno mandati al macello, quando non viene data loro la
possibilità di produrre?).
I Governi nazionale e locale non dovrebbero dare priorità a
questa gente? Oppure è giusto dare la priorità a spese inutili
, a privilegi, a lauti stipendi di politici e manager ad
associazioni inutili e quant’ altro, lasciando questa povera
gente a guardare.
Chi usando come scudo l’arroganza del potere, facendosi
beffe di coloro i quali soffrono - materialmente , moralmente
, psicologicamente, socialmente e, di conseguenza, anche
fisicamente - abbandonandoli ad un destino infausto e crudele
che ha creato spesso casi di suicidio per la disperazione di
esser rimasti senza alcuna speranza e sostentamento.
CATANIA NEL BUIO E NEL BARATRO
A quanto sopra detto si aggiunge che i cittadini vengono
privati di servizi indispensabili: strade al buio che
creano serissimi pericoli ai cittadini e ai commercianti, ma
per eventuali danni ai cittadini il Comune dovrà rispondere
sia in sede civile che penale, idem per quanto riguarda le
strade dissestate e piene di buche e tanto , tanto altro
ancora.
Come se questo non bastasse, l’Amministrazione comunale di
Catania ha avuto il coraggio di pagare "pronto cassa" (ma non
si era detto che non c'era una lira, pardon, un euro?)
“premi di produttività” per due milioni 168mila euro
(compresi gli oneri previdenziali, senza che stranamente il
sindaco Stancanelli ne sapesse nulla.
E’ immaginabile , quello che ha provocato nelle persone
già tanto esasperate per il loro grave stato di sofferenza
economica!
Pertanto, Egregio Presidente Berlusconi, pensiamo che Lei, da
Persona di grande esperienza qual è, non si possa assumere la
responsabilità di far dichiarare il dissesto finanziario al
Comune di Catania; anzi, certamente con immediatezza e con
grande rigore morale, si assumerà il compito di risanare il
“buco-voragine" finanziario del capoluogo etneo, di cui il
sistema politico è responsabile e che se ciò non avvenisse ,
scatenerebbe una tragedia immane per la città, scatenando
fallimento certo, ulteriore disoccupazione e grande e
ulteriore disagio sociale, che avrebbe certamente gravi
ricadute sulla legalità e l’ordine pubblico come logica
conseguenza. Accadimenti che costerebbero allo Stato molto di
più della copertura del “buco di bilancio”.
AMMORTIZZATORI SOCIALI PER TUTTI GLI ITALIANI
Ma sarebbe anche opportuno, per il bene non solo dei
Catanesi ma degli Italiani tutti, prevedere e prendere
concreti provvedimenti di "salvamento economico", che
ridiano dignità e sicurezza esistenziale alla gente debole
economicamente, poiché questa deve essere la priorità da parte
del Governo in un Paese civile e democratico, come recita la
nostra Costituzione.
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