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CATANIA - Conferenza di Sarah Zappulla Muscarà per la Giornata mondiale del libro su "La stagione aurea del teatro siciliano: autori e attori"
di Maria Valeria Sanfilippo

 3 maggio 2005
 


BRISCHETTO, MUSCARA', GRASSO

CATANIA - Nell’ambito della "giornata mondiale del libro", del 23 aprile scorso, è stata tenuta da Sarah Zappulla Muscarà (ordinaria di Lettrerartura italiana e incaricata di Letteratura teatrale italiana e di Storia e critica del cinema) una conferenza su tema: "La stagione aurea del teatro siciliano: autori e attori". L’incontro, che ha avuto luogo presso il Museo Diocesano, ha visto la presenza di un folto pubblico.
Dopo il saluto della presidente del Centro Unesco, Maria Elisa Brischetto, che ha sottolineato il valore del libro, che stabilisce un dialogo interattivo con l’universo creato dall’autore, e il potere della parola in esso contenuto, Sarah Zappulla Muscarà ha ripercorso puntualmente le tappe fondamentali dell’itinerario teatrale dei primi decenni del secolo, mettendo a fuoco le figure principi di attori della statura di Giovanni Grasso, Angelo Musco, Mimì Aguglia, Marinella Bragaglia, Virginia Balestrieri e di numerosi loro compagni e scrittori quali Verga, Capuana, Praga, Martoglio, Pirandello che, peraltro, sono da annoverare fra i fondatori della Siae per la tutela del diritto d’autore.
A tal proposito, la studiosa ha anche ricordato l’annosa causa giudiziaria intrapresa da Giovanni Verga contro Mascagni e Sonzogno. Un itinerario che, partendo dal teatro Machiavelli di piazza dell’Ogninella a Catania, è approdato sui più prestigiosi palcoscenici del mondo, in tournée che hanno fatto tappe in Sud America, Spagna, Francia, Inghilterra, Russia.
 Ovunque i nostri grandi attori, forti della lezione di un teatro, che affondava le sue radici in quello greco via via sino all’opera dei pupi, hanno riscosso successi straordinari sanciti dalla critica, dal pubblico e dagli intellettuali più autorevoli.
 È in quest’epoca giustamente definita "aurea", che si colloca pure la prima stagione teatrale di Luigi Pirandello (destinato a divenire con Shakespeare il più grande drammaturgo del mondo), quella in siciliano, in cui si registrano testi fondamentali del teatro dell’agrigentino quali Liolà, Il berretto a sonagli, La Patente, La giara e numerosi altri messi in scena per la prima volta da quell’Angelo Musco, che lo stesso Pirandello ha definito l’interprete ideale del suo umorismo, per la sua capacità di passare repentinamente dal riso al pianto, dal comico al drammatico, dal grottesco all’ilare, come un’erma bifronte che da un lato rideva e dall’altro piangeva.

La figura e l’opera di un altro grande protagonista del teatro siciliano, Nino Martoglio, è stata inoltre rievocata con ricchezza di notizie, in gran parte inedite, dalla studiosa, che ne ha evidenziato la poliedricità degli interessi che spaziano dalla poesia al giornalismo, dal teatro al cinema. A Martoglio si deve, infatti, il capolavoro del cinema muto "Sperduti nel buio", anticipatore del neo-realismo. Un percorso quindi, quello tracciato da Sarah Zappulla Muscarà, che ha fatto rivivere i più illustri personaggi della storia del teatro isolano.
La relatrice, inoltre, si è soffermata sugli ingranaggi e le difficoltà della piccola e grande editoria, illustrando le fasi che vanno dalla selezione alla produzione e dalla distribuzione alla vendita del libro. Inoltre, ha accennato alla sana abitudine che i giovani dovrebbero esercitare nel recarsi frequentemente in libreria (come, del resto, si fa per gli acquisti alimentari, musicali e per lo shopping in genere), fosse solo per "toccare al tatto la carta, sentirne il profumo e avere coscienza del libro anzitutto come oggetto".

È seguito un vivace dibattito, nel corso del quale sono state rivolte svariate domande alla studiosa e sono emersi spunti di riflessioni di vario tipo: Cristina Grasso (vicedirettore dell’Archivio di Stato di Catania) ha mostrato preoccupazione per una gioventù che pare aver perso l’amore e l’entusiasmo per il manufatto-libro; Don Santino Salomone (responsabile del Museo Diocesano), poi, ha sottolineato come "i testi degli autori non si configurano solo come mete, ma anche come metodi, punti di partenza per raggiungere altre mete". Sarah Zappulla Muscarà, infine, è stata invitata, a soffermarsi sulla figura di Turi Ferro e l’incontro si è concluso proprio sull’onda del ricordo commosso di Turi Ferro, maestro impareggiabile, e del rammarico per una città, che non gli ha ancora reso il giusto omaggio: "Catania è una città immemore dei suoi figli più illustri".
L’incontro è stato salutato, fra l’altro, dalla presenza degli studenti della Facoltà di Lettere e filosofia e della stampa.

 

 

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