CATANIA - incontro pubblico con Giuseppe Bonaviri
organizzato il 30 maggio 2008 presso la Biblioteca Ursino
Recupero della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
di Catania
Nel video Giuseppe Bonaviri ringrazia per l’organizzazione
dell’evento
I POETI
La mattina da levante il sole
cadeva sulle erbe secche, e la campagna
buttava canti di cicale.
In bianchezza, trasparenti i fanciulli
sulle alte ripe seguivano nibbi,
e - giù - trasmutarsi in rubini i brulli sassi.
Abbassava chiome l’ulivo su tibie
d’onagri morti, uniti a fumi
che si increspavano su lumachelle in vampa.
Arrivavano da borghi e rocche, crèmisi
quarantamila aedi per caldissime
arie e sentieri d’allume.
Il pettirosso fischiando cercava fruttifero
il cotogno che viola ardeva, le tife
nel torrente soprastavano i ciottoli.
Riunitisi gli aedi attorno al masso
da cui si alzava vapore in bolle di lumi,
pensavano all’inarcarsi del tempo.
Che andava per metalli arsi; altissimo
ripercuotendosi nei giri planetari,
impietrava foglie, uomini, fronde.
Il carrubo, spandeva ombra.
Guardavano i fanciulli sulfurea
la terra lungo il sole andare.
(G. Bonaviri, “L’incominciamento”, Sellerio, 1983)