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EMERGENZA SCUOLA: L'ACCORPAMENTO: UN MOSTRO MANGIAPOSTI

 8  maggio 2012

www.siciliamillennium.it 

La scuola in primo piano

 

L'ACCORPAMENTO DELLE SCUOLE ITALIANE: UN MOSTRO MANGIAPOSTI DI LAVORO, UN'ALTRA INGIUSTIZIA A SPESE DEI LAVORATORI
di Enza Garipoli

 

EMERGENZA SCUOLA-RICERCA –  Se ne sta parlando poco o niente, eppure si tratta dell'ennesima emergenza nel mondo della Scuola italiana. Stiamo parlando del nuovo "mostro mangiapostidilavoro" che si è inventato il vecchio governo con il pieno accoglimento del nuovo retto da Mario Monti, al quale sta a cuore solo la sorte delle "amate Banche": si tratta dell'accorpamento delle scuole italiane - elementari, medie e superiori - voluto da Tremonti per risparmiare 63 milioni di euro, accolto per mantenere il risparmio dal governo Monti.

Le scuole sotto i seicento alunni possono essere accorpate: era la nuova indicazione. Poi, con contratti differenti su base regionale, si sono trovati piccoli aggiustamenti. In media, comunque, ogni istituto italiano dal prossimo settembre dovrà dare ospitalità a mille studenti. Stessi presidi, stesse segreterie, stessi collaboratori scolastici per diverse scuole.

Dallo scorso ottobre 2011 a oggi, l'accorpamento è diventato prima "il dimensionamento", poi "il ridimensionamento". E ha sconvolto le scuole italiane, alcune le ha soppresse tout court. Ha cambiato migliaia di classi, la vita di molti insegnanti, le abitudini dei genitori, la didattica passata ai loro figli. C'è stato un livello di dibattito affidato nelle singole città alle Circoscrizioni, quindi ai Comuni e alle Province lasciando l'ultima parola alle Regioni. E tutto questo è avvenuto nel silenzio dei media.

Le notizie riguardanti gli accorpamenti-dimensionamenti non sono state diffuse come si sarebbe dovuto. Infatti sono apparse timidamente solo sui giornali locali che hanno sottolineato singoli problemi. Ma l'emergenza accorpamenti riguarda tutti.

Ultime notizie: a Roma contro il dimensionamento scolastico (sancito in via definitiva il 3 febbraio scorso) c'è stato un ricorsone al Tribunale amministrativo da parte di tremila genitori assistiti da un pool di avvocati. L'accusa, salita soprattutto dal IV municipio cittadino e sostenuta dalla Cgil scuola, nello specifico era: il governatore Renata Polverini era passata sopra ogni suggerimento degli enti amministrativi (appunto Circoscrizioni, Comuni, Provincia) "peggiorando pesantemente il piano di razionalizzazione della rete scolastica del Lazio". La Regione aveva promesso di recepire le indicazioni, addirittura le delibere, dei consigli d'istituto. Neppure ha ascoltato i presidi. Di fatto, ha fatto proprie le pressioni dei dirigenti scolastici amici tornando indietro solo di fronte a proteste organizzate (vedi la scuola Regina Margherita, nel quartiere centrale di Trastevere, occupata dai genitori).

Inutile il tentativo di chiedere una moratoria di un anno per riuscire a definire meglio i bacini d'utenza e dare respiro a una manovra che coinvolge quasi otto milioni di ragazzi. La Regione Lazio ha tagliato 109 "autonomie": vuol dire accorpato (offrendo un unico preside e un'unica segreteria) 109 scuole. Diversi istituti in periferia sono saliti a 1600 ragazzi, uno a 1700: una bolgia.

All'interno dello stesso municipio sono state salvate scuole con 624 alunni e stipate altre con 1525. Il piano non ha tenuto conto dei flussi dalle elementari alle medie, dei percorsi degli autobus, dell'offerta formativa: accorpamento, tanto al chilo. Sommatorie di edifici e di gradi scolastici. Altrove, alcuni edifici, vicini sulla cartina, sono in realtà separati da ferrovie, sbarre automatiche.

La mappa italiana dei ridimensionamenti si è fatta, fra mille proteste. Conta darne conto, a volo d'uccello, per far capire il livello della questione, la sua importanza. Spiegando, inizialmente, che c'è chi è riuscito a governare in maniera ragionata la questione: il comune di Bologna e quello di Reggio Emilia, per dire, e la provincia di Cagliari hanno ottenuto di rimandare di un anno l'attuazione del piano. E la regione Piemonte addirittra di realizzarlo in tre stagioni.

Il governatore dell'Emila Romagna, Vasco Errani, aveva chiesto già chiesto alla Gelmini di chiudere la partita entro il 2015 per conto di tutte le regioni. Non avendo ottenuto le risposte cercate, sette Regioni (Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Liguria, Marche, Sicilia e Basilicata) sono andati alla Corte costituzionale a chiedere l'immediata sospesione dei piani richiesti.

Partiamo dal Sud. Ecco, a Salerno sono stati accorpati i licei artistici "Menna" e "Sabatini". Il Comune ha dismesso tre scuole materne e le ha restituite allo Stato. Così. Scuole medie hanno inglobato asili, senza passaggi intermedi (in questi istituti non sono previste elementari). In provincia sono sparite diverse scuole, licei scientifici sono stati fusi (ovviamente a livello di istituto, non di classe) con istituti professionali per l'agricoltura, linguistici con istituti industriali e artigianali (Ipsia) e di ospitalità alberghiera (Ipseoa). L'alberghiero Pittoni è stato smembrato, contro la volontà generale.

Barricate genitori-figli al Costa di Lecce, centro di eccellenza, il più premiato d'Italia: "Accorpare il Costa a un'altra scuola è come accorpare la Ferrari, che vince gran premi, alla Fiat, che produce un numero maggiore di automobili". I sindacati dell'Usb denunciano la soppressione di 112 scuole (su 360) in Calabria.

La vittima più illustre nella provincia di Ragusa è invece il liceo classico e artistico "Campailla", di Modica. In provincia di Cagliari, abbiamo visto, si è rimandato tutto al 2013-2014, ma nelle zone interne i pochi studenti iscritti potrebbero significare la chiusura di diverse scuole: due istituti comprensivi nella zona del Gerrei, per esempio.
I genitori scrivono al ministro Francesco Profumo: "Questa legge cancellerà l'identità storica, culturale e progettuale legata al piano formativo degli istituti e dei circoli didattici, e spesso non consentirà neppure risparmi". Studenti perderanno insegnanti e il numero di classi in uscita dalle elementari varierà, di molto, rispetto all'ingresso alle medie. Ma il ministro, meglio, il governo cui partecipa, non ha intenzione di tornare indietro. C'è un miliardo da risparmiare nel comparto scuola-ricerca e il "dimensionamento" è un pezzo del puzzle.

Le proteste di Chieti, gli agguerriti genitori della elementare Corradi, gli insegnanti della media Vicentini, rimbalzati tutti da un circolo all'altro a ogni cambio di bozza, hanno scatenato la suscettibilità del sindaco, che ha minacciato querele seriali. Le unioni di plessi nei comuni montani di Teramo fanno intravedere manovre da speculazione edilizia, e così gli accorpamenti nel centro storico (si abbandonano palazzi pubblici di cui non si conosce il destino).

In Toscana i tre nuovi istituti comprensivi per scuole materne, elementari e medie hanno spaccato il Consiglio comunale di Lucca regalando nuovi assi politici. Guai a Quarrata e Vignole, dove i comuni dovranno organizzare a proprie spese servizi di navetta per gli spostamenti degli alunni. A Cecina, il trasferimento dei bambini della materna di Nibbiaia alla elementare di Gabbro ha fatto saltare la palestra interna: lì sarà allestita la mensa, e tutte le attività di scienze motorie e sportive riempiranno le aule fin qui dedicate alla lettura, ai laboratori teatrali, all'informatica. Niente più corsi da recuperare né lezioni individuali. A Castelfiorentino, vicino Empoli, si è immaginato un unico istituto da 1800 studenti. Un alveare.

A Milano si prospetta un preside (quindici salteranno in quel territorio) a dirigere 'mostri' da 1773 alunni. E, ancora, mega-scuole pronte a inglobare un'ottantina fra materne, elementari e medie della città. Tra la città e il suo hinterland il provvedimento toccherà 77 autonomie scolastiche. Scuole di paese accorpate nella provincia di Padova.

 

 

 

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L'EDITORIALE
di Enza Garipoli


 

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 8 maggio 2012

La scuola in primo piano

IN BILICO I DOCENTI DI SOSTEGNO PRECARI:

Chiedono il ripristino delle cattedre precedentemente tagliate dalla riforma Gelmini

la protesta degli insegnati di sostegno precari:
"a rischio la riconferma nomine prossimo anno, per effetto decreto direttoriale n. 7 16/04/2012"
di Enza Garipoli

Intervista a Melania Bisicchia: una docente di sostegno precaria da 15 anni, ormai quasi al traguardo in graduatoria, preoccupata di essere rimpiazzata da colleghi in esubero, formati attraverso un corsetto breve e frettoloso, per metà online.
 

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17 aprile 2012

ITALIA – Agghiacciante: OLTRE MILLE suicidi DI DISOCCUPATI E IMPRENDITORI, in tre anni, PER L’insicurezza nel futuro, la disoccupazione dilagante e la cosiddetta MALA-occupazione (retribuita ai limiti del risibile meno che nel resto d'europa) sono le cause dei risultati dei maneggi premeditati da una casta purtroppo inestinguibile. Ora la bomba è stata innescata, si sta aspettando che scoppi
di Enza Garipoli
 

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 17 aprile 2012

COSENZA – Suicida l'ennesima vittima dello sfruttamento italiano, ingegnere 28enne di cosenza si lancia nel vuoto
L'ONDATA DEI SUICIDI INSANGUINA IL 2012, GIOVANI E MENO GIOVANI UNITI DALLA DISPERAZIONE PER UN FUTURO NERO E SENZA LAVORO NE' SICUREZZA ECONOMICA
 

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 25 aprile 2012

PESARO – IL 25 APRILE CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO A PESARO
 

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 25 aprile 2012

Roma – Il presidente NAPOLITANO DEPONE CORONA AL VITTORIANO
 

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