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Influenza suina, OMS, salito da 4 a 5 (su 6 max) lo stato
di allarme pandemia: intensa attività di sorveglianza nelle
Regioni, Situazione sotto controllo in Italia
ROMA
- (regioni.it) E’ intensa l’attività degli assessorati alla
salute delle Regioni italiane rispetto all’influenza H1N1,
nota come “influenza suina” “Gia' da venerdi' scorso,
l'intero sistema sanitario veneto e' stato allertato ed e'
attivato per fronteggiare l'eventualita' che l'influenza
H1N1 si palesi anche da noi''. Lo fa sapere il presidente
della Regione Veneto, Giancarlo Galan. ''E' gia' stata
verificata la disponibilita' di farmaci antivirali adatti a
combattere la malattia e quindi dal punto di vista della
capacita' d'intervento terapeutico siamo ragionevolmente
tranquilli. Siamo inoltre in costante contatto con tutte le
Autorita' sanitarie internazionali e nazionali che stanno
seguendo l'evolversi della situazione, con i reparti di
Malattie Infettive e con i Dipartimenti di Prevenzione -
afferma Galan -. In particolare, sono gia' state diramate, e
sono operative, le indicazioni precauzionali da seguire a
cura dei Centri Suem 118 e dei Pronto Soccorso''.
“L'Assessorato alla tutela della salute e sanita' del
Piemonte, attraverso il Servizio di riferimento
regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la
prevenzione e il controllo delle malattie infettive (SeREMI)
sta monitorando attentamente l'evolversi della situazione
relativa alla sindrome influenzale da virus dell'influenza
A/H1N1 e, come da indicazioni del ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche sociali, ha provveduto a
intensificare la vigilanza", a dichiararlo e' il direttore
dell'Assessorato, Vittorio Demicheli, che aggiunge: "A
seguito dell'allerta, abbiamo inviato alle direzioni
sanitarie delle Asl e delle aziende ospedaliere e ai servizi
di Igiene e sanita' pubblica le comunicazioni del ministero,
con l'avviso di valutare attentamente tutti i casi di
viaggiatori di ritorno dagli Stati Uniti o dal Messico che
presentino i sintomi dell'influenza. Al momento - dice
ancora - non abbiamo avuto segnalazioni di casi sospetti".
“Allo stato delle cose - conclude Demicheli - non ci sono
motivi di allarme ne' in Italia, ne' in Piemonte". Nel caso
comunque si rendesse necessario, la Regione dispone di
proprie scorte di farmaci antivirali.
“Non c'e' nessun caso sospetto di influenza suina in
Sicilia e la situazione e' assolutamente sotto
controllo''. L'assessore regionale alla Sanita' della
Sicilia, Massimo Russo, tranquillizza i cittadini siciliani
dopo l'allarme mondiale legato all'influenza suina, che in
Messico ha gia' causato oltre 100 morti. La situazione viene
comunque monitorata costantemente e gia' l'assessore Russo
ha allertato tutte le aziende del servizio sanitario
regionale affinche' venga prestata attenzione alla
popolazione umana proveniente dalle aree ritenute a rischio.
Dal servizio veterinario dell'assessorato viene inoltre
precisato che la trasmissione del virus dell'influenza suina
non avviene attraverso l'assunzione di carne di maiale, il
cui consumo quindi e' assolutamente sicuro. ''Il Ministero
della Salute - specifica l'assessore Russo - si e' attivato
con iniziative atte alla sorveglianza del virus sul
territorio nazionale e l'assessorato regionale collaborerà
pienamente per tutte le iniziative che saranno ritenute
opportune''.
EFFICACE SISTEMA DI SORVEGLIANZA
L'Assessorato alla Sanita', dal 2003, dispone di un
sistema di sorveglianza su tutto il territorio regionale per
individuare precocemente la circolazione dei virus
influenzali di tipo A e cioe' lo stesso che colpisce i
maiali alle vie respiratorie.
Al momento non esiste alcun rischio di influenza suina in
Campania. E' quanto emerso al termine del tavolo
convocato dall'assessore alla Sanita' Mario Santangelo nella
sede del centro direzionale di Napoli, dove si e' riunito il
Comitato pandemico regionale per fare il punto sulla
influenza suina e valutare l'opportunita' di adottare
provvedimenti atti a fronteggiare, nel miglior modo
possibile, un'eventuale insorgenza, al momento del tutto
ipotetica, di patologie respiratorie.
"Allo stato, si legge in una nota, e' stato ribadito nel
corso del vertice, non esiste nessun rischio influenza suina
in Campania. L'incontro si e' tenuto in rispetto di una
prassi consolidata che prevede l'analisi della situazione in
ciascuna realta' ogni qualvolta l'OMS decreta l'allerta di
rischio pandemico.
Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri,
Antonio Limone, commissario dell'Istituto
zooprofilattico di Portici, Paolo Sarnelli,
responsabile del servizio veterinario regionale, Renato
Pizzuti del settore ospedaliero dell'Assessorato alla
Sanita'.
“Cosi' come opportunamente sottolineato dal Ministero - ha
dichiarato Mario Santangelo - il nostro Paese puo'
ritenersi sufficientemente al sicuro rispetto al rischio
pandemico. Purtuttavia abbiamo intensificato i controlli nei
punti di ingresso delle merci in regione ed alzato la soglia
di attenzione invitando anche i nostri dipartimenti di
prevenzione a fare la stessa cosa''.”Voglio solo aggiungere,
per maggior sicurezza dei nostri consumatori - ha concluso
Santangelo - che gli allevamenti nazionali e campani sono
del tutto indenni dal virus e che, in ogni caso, le carni
suine cotte e gli insaccati non rappresentano, in alcun
modo, fonte di rischio data la scarsa resistenza del virus
al calore (non sopravvive ai 70 gradi) o in ambiente a Ph
acido come e' nel caso dei salumi''.
Si riunira' nelle prossime ore il gruppo di
coordinamento pandemico presieduto dal servizio di
prevenzione e di veterinaria della Regione Liguria
per esaminare la situazione e valutare le azioni relative
all'influenza dei suini diffusa in Messico. Lo ha comunicato
l'assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio
Montaldo, a margine del consiglio regionale. “Abbiamo gia'
allertato i centri preposti al monitoraggio, Asl, servizi di
igiene e pronto soccorso liguri, per valutare eventuali casi
di febbre suina - ha detto Montaldo. Inoltre, siamo in
rapporto con la sanita' marittima e aeroportuale che si
occupa di tutti gli aspetti inerenti entrata e uscita di
merci e persone e valuteremo in settimana eventuali
decisioni operative a seguito del piano pandemico gia'
elaborato dalla Regione, relativamente a locazione dei
farmaci, disponibilita' dei posti letto e reti di
comunicazione''. Montaldo ha sottolineato infine come la
Regione sia ''in costante contatto con il ministero della
Salute che ha diffuso materiale informativo gia' distribuito
da noi ad Asl, porti e aeroporti''.
In Toscana l'attenzione e' massima e i controlli
rafforzati, ma non c'e' nessun allarme. L'unita' di
crisi istituita tre anni fa in Regione per le malattie
infettive degli animali e' pronta a intervenire. E il
consiglio e' comunque quello di limitare il piu' possibile i
viaggi nelle zone interessate dalla malattia. Dopo i morti
in Messico, l'allerta sanitaria negli Stati Uniti e i casi
sospetti in Francia e Spagna, dall'assessore al diritto alla
salute della Toscana, Enrico Rossi, giunge un invito a non
farsi prendere dal panico, e anche una puntuale informazione
su quanto si e' fatto finora e si continuera' a fare per
tenere la situazione sotto controllo. Da questa mattina i
circa 8.000 allevamenti di suini presenti sul territorio
regionale sono sottoposti a una sorveglianza rafforzata.
Sono allevamenti di tipo industriale, e in molti casi
a conduzione familiare, secondo la tradizione delle nostre
campagne. Come nei casi di rischio pandemico degli anni
passati (influenza aviaria), anche questa volta
dall'assessorato al diritto alla salute giunge la
rassicurazione che tutte le carni, e in particolare quelle
suine, fresche o trasformate, non costituiscono alcun
rischio per i consumatori: i cittadini possono quindi
continuare a fidarsi del proprio macellaio di fiducia, sia
nelle piccole macellerie che nella grande distribuzione.
Rossi ha inviato a tutti i Dipartimenti della
prevenzione delle Asl un invito a rafforzare i controlli e
segnalare eventuali sintomatologie riferibili a malattie
respiratorie. Per quanto riguarda la salute dei cittadini,
per mercoledi' prossimo sono convocate la Commissione
regionale per le strategie vaccinali e la prevenzione delle
patologie infettiva, gli infettivologi e il Comitato
pandemico regionale, per valutare l'attuale situazione
epidemiologica e definire gli scenari che possono riguardare
la Toscana. Da alcuni mesi la Toscana e' dotata (con la
delibera 1198/2008) di un suo Piano pandemico che detta le
linee di indirizzo per tutto il sistema sanitario regionale,
per rispondere con prontezza ed efficienza ad eventuali
situazioni di crisi che dovessero verificarsi. Oltre ai
piani gia' operativi in ogni azienda per le maxi emergenze,
si attiveranno, se la situazione epidemiologica dovesse
richiederlo, le unita' di crisi aziendali per la pandemia.
Il Settore farmaceutico della Regione, sottolinea ancora
l'assessore Rossi, ha a disposizione da mesi una scorta di
farmaci antivirali. Il consiglio, in stretta collaborazione
con gli organismi nazionali, e' comunque quello di limitare
allo stretto necessario i viaggi nelle aree geografiche
interessate dalla malattia.
“Non c'e' nessuna situazione di allarme legata
all'influenza da H1N1 (la cosiddetta influenza suina) in
Italia, e quindi in Lombardia. In ogni caso la Regione,
per prudenza, ha gia' attivato tutte le misure previste dal
proprio 'Piano pandemico regionale', varato nel 2006 sulla
base delle direttive ministeriali". E' quanto annuncia oggi
la Regione Lombardia che, in una nota, fa il punto
sulle strategie e le difese attivate per tenere sotto
controllo la minaccia della febbre suina. Punto di partenza:
il piano pandemico regionale che contiene una serie di
indicazioni organizzative e operative per le strutture
sanitarie e per tutte le situazioni che coinvolgono i
cittadini.La direzione generale Sanita' ha poi convocato per
oggi stesso il Comitato pandemico regionale, costituito da
esperti in campo infettivologico, virologico e veterinario,
per fare il punto della situazione e fornire eventualmente
ulteriori indicazioni. La Lombardia, assicurano dal
Pirellone, e' gia' dotata di tutti i sistemi di sorveglianza
e controllo adeguati ed e' in grado di evidenziare e gestire
eventuali casi di malattia. L'intero sistema regionale e'
gia' stato adeguatamente preparato e informato. In
particolare sono coinvolte, oltre alla direzione generale
Sanita', anche le direzioni generali Famiglia e solidarieta'
sociale e Protezione civile.Il Pirellone ha gia' provveduto
a trasmettere alle Asl e agli ospedali le comunicazioni del
ministero (datate 25 e 26 aprile), richiamando
l'applicazione dei rispettivi piani locali adottati da parte
della Regione Lombardia a partire dal 2006, e oggi ha
fornito le prime indicazioni sulla gestione (esami da
effettuare, ricovero) di eventuali casi sospetti, di
provenienza dalle aree con focolai e con contatti con
soggetti malati, in linea con quanto gia' previsto nel piano
regionale.
"NO PANICO"
La direzione generale Sanita' raccomanda infine di
non lasciarsi prendere dal panico. "A fronte di informazioni
ancora lacunose ma che comunque non indicano una situazione
di allarme nel nostro Paese, e' bene evitare la diffusione
di indicazioni scorrette o che ingenerino comportamenti
inadeguati". La Regione ne stila un elenco: le restrizioni
nel consumo di alimenti (il virus si trasmette per via
aerea); il ricorso indiscriminato a test diagnostici (i tre
laboratori di riferimento regionali, ospedale Sacco di
Milano, Policlinico San Matteo di Pavia e Istituto di
virologia dell'universita' degli Studi di Milano
effettueranno i test al sussistere di condizioni di sospetto
e previo contatto con le unita' ospedaliere di malattie
infettive); cure e terapie inappropriate. In merito a
quest'ultimo punto, il Pirellone ricorda che la Regione e'
gia' dotata di farmaci antivirali, nella farmacia del Sacco,
per soggetti esposti al rischio, cui verra' direttamente
dato il farmaco in caso di necessita'.
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