PALERMO - regione Siciliana: Giunta al completo con new
entry di Strano, Milone e Beninati
Attesa per ulteriore definizione deleghe
PALERMO - (regioni.it) ''Non c'e' alcun atto
deliberativo che attende di essere approvato”. A breve ogni
assessore avrà la sua delega, ha affermato Raffaele
Lombardo, presidente della Regione Siciliana. Per il momento
rimangono quindi ancora senza deleghe i tre neo assessori:
Mario Milone, Nino Strano e Antonino Beninati. E rimangono
ancora i tre interim: all'Agricoltura Michele Cimino, alla
Formazione Luigi Gentile e ai Beni culturali Gaetano Armao. Quindi ha detto Lombardo “le deleghe ci sono tutte,
non c'è nessun ramo dell'amministrazione che non sia
assegnato a un assessore. Tre di loro hanno un interim. Alla
fine si ricomporrà il tutto perché ciascuno sia titolare di
una competenza”.
“Ho deciso di azzerare la giunta e formarne una nuova contro
chi evocava nel post elezione europea una normalizzazione
che avrebbe vanificato la nostra azione di governo”, ha
spiegato ancora Lombardo, durante il dibattito in aula sulla
crisi di governo. “Per questo abbiamo invitato chi era
omogeneo a questo programma - ha aggiunto - a dimettersi e a
ricostituire l'amministrazione regionale con alcune novità:
una presenza più forte a testimonianza di un più forte
rapporto con la società siciliana, coinvolgendo forze
dell'imprenditoria e professionali impegnati per lo sviluppo
e la legalità. Ma siamo rimasti all'interno alla maggioranza
politica di questa assemblea che i siciliani hanno votato''.
“Senza nessuna esclusione e preclusione salvaguardando
dignità e autonomia - ha detto - che non e' stata
minimamente indebolita da un confronto che definisco
fisiologico e molto proficuo con il presidente del consiglio
e dal confronto recuperato in pieno con i vertici dei due
rami del parlamento. Siamo convinti - ha osservato - che
andremo avanti per lo sviluppo, il risanamento finanziario e
dei conti''. "Sarebbe stato più facile imboccare strada
dell’aggiustamento o dell’accomodamento che mi avrebbe
risparmiato tanti amici perduti e qualche contestazione
clamorosa di troppo, ma il dovere che tutti dobbiamo sentire
verso i siciliani mi ha indotto ad andare avanti su questa
strada": così il Presidente della Regione Siciliana,
Raffaele Lombardo, ha difeso davanti all'Assemblea regionale
la sua scelta di azzerare la giunta e insediarne una nuova.
Una scelta, ha detto, che si lega alla necessità di cambiare
profondamente il sistema regionale. Nell'analisi di Lombardo, oggi “ci ritroviamo a
vivere in un contesto caratterizzato da un modello di
sviluppo che non ci siamo autonomamente costruiti ma che e'
stato concepito e realizzato in altra sede e caratterizzato
per molti versi da sfruttamento e saccheggio delle nostre
risorse" e “a questo modello in questi 63 anni di Autonomia
si è attagliata l'organizzazione del sistema Regione”, che
"si alimentava con i cospicui trasferimenti statali”. Un
modello che non regge più davanti al "federalismo fiscale
prossimo venturo che non ci farà più sconti" e "alla fine
dei fondi strutturali". Alla luce di questi due fatti,
secondo Lombardo, "senza risanamento e riforme questo
sistema non potrebbe avere un avvenire fortunato". Dunque,
obiettivo del Presidente è “consegnare a chi verrà dopo,
domani o tra quattro anni, un sistema regionale il più
possibile autonomo e non soggetto alla logica
assistenzialistica che si accompagna a una limitazione della
nostra autonomia non solo politica, un sistema con i conti
il più possibile in regola”.