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CITTA' DEL VATICANO - La domenica
delle Palme celebrata in piazza San Pietro da benedetto XVI,
che ha aperto la settimana Santa e guidato la tradizionale
processione dalla papamobile

CITTA'
DEL VATICANO - Oggi in Piazza San Pietro il Papa ha aperto
i riti della Settimana santa che si concludera' domenica
prossima, 4 marzo, con la Santa Pasqua.
Il Papa ha detto, alla folla di fedeli radunati nell'immensa
piazza dominata dalla Basilica, che proviene da Dio il
"coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio
delle opinioni dominanti": papa Benedetto XVI, con la Messa
delle Palme riaffermando che Gesù "tira e sostiene" la
Chiesa e i suoi pastori nella "salita" della vita umana. Non
c'é stato nessun riferimento diretto ma sullo sfondo delle
parole del pontefice si scorgono le settimane di passione per
lo scandalo dei preti pedofili.
Nelle invocazioni dei fedeli, si è poi pregato per i giovani e
i loro educatori. In un tripudio di fiori, di foglie di palma
(i "parmureli" intrecciati a Sanremo e Bordighera), di rami di
ulivo e alberi secolari portati dalla Puglia, il rito della
Domenica delle Palme si è aperto in piazza San Pietro con la
tradizionale processione salmodiante dall'obelisco al sagrato
davanti alla Basilica: per la prima volta, papa Benedetto XVI
non l'ha guidata a piedi, bensì a bordo della papamobile. "Una
scelta per renderlo più visibile" alle decine di migliaia di
fedeli presenti in piazza, ha spiegato successivamente il
portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ai giornalisti.
Il papa è apparso nella sua forma abituale, sul viso però
qualche traccia di stanchezza. Gesù, ha detto Ratzinger con
voce forte durante l'omelia, "ci tira e ci sostiene", come in
una cordata.
"Fa parte della sequela di Cristo che ci lasciamo integrare in
tale cordata; che accettiamo di non potercela fare da soli",
ha aggiunto. L'uomo - ha ancora spiegato - può scegliere di
seguire Cristo, nella sua ascesa verso Gerusalemme, simbolo
della Città celeste, o anche "scendere verso il basso, il
volgare; può sprofondare nella palude della menzogna e della
disonestà". Egli - ha continuato il papa - "ci conduce verso
ciò che è grande, puro, ci conduce verso l'aria salubre delle
altezze: verso la vita secondo verità; verso il coraggio che
non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni
dominanti; verso la pazienza che sopporta e sostiene l'altro".
"Egli - ha proseguito Benedetto XVI - conduce verso la
disponibilità per i sofferenti, per gli abbandonati; verso la
fedeltà che sta dalla parte dell'altro anche quando la
situazione si rende difficile. Conduce verso la disponibilità
a recare aiuto; verso la bontà che non si lascia disarmare
neppure dall'ingratitudine. Egli ci conduce verso l'amore, ci
conduce verso Dio".
Ad ascoltare la messa del papa, durata oltre due ore e mezzo,
una grande folla: 25 mila persone - secondo i dati della
Vigilanza pontificia - erano i presenti all'inizio del rito;
molti di più, forse il doppio, alla fine. All'Angelus,
Benedetto XVI ha ricordato come proprio in una Domenica delle
Palme di 25 anni fa, il suo predecessore, Giovanni Paolo II
avesse istituito e legato a tale festività la Giornata
Mondiale della Gioventù, che si celebra, ogni due-tre anni, a
livello internazionale. La prossima sarà a Madrid nell'agosto
del 2011. Benedetto XVI ha invitato i giovani a seguire la via
di Gesù senza temere "incomprensioni e offese". Poi, nel
giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda la salita di Gesù a
Gerusalemme, non poteva mancare un appello per ritrovare il
"coraggio" della pace in Terrasanta. "Sono profondamente
addolorato per i recenti contrasti e per le tensioni
verificatisi ancora una volta in quella Città (Gerusalemme)
che è patria spirituale di Cristiani, Ebrei e Musulmani", ha
detto il pontefice.
"La pace - ha aggiunto - è un dono che Dio affida alla
responsabilità umana, affinché lo coltivi attraverso il
dialogo e il rispetto dei diritti di tutti, la riconciliazione
e il perdono. Preghiamo, quindi - ha concluso - perché i
responsabili delle sorti di Gerusalemme intraprendano con
coraggio la via della pace e la seguano con perseveranza".
Poi, finiti i discorsi, di nuovo in papamobile tra una folla
che gli ha dato prova di affetto, incoraggiamento, sostegno.
Sul volto del Papa, nell'uscire dalla piazza stracolma, un
sorriso di serenità
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