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PALERMO - LA SEMENZOLOGA DI ANNA MAURO
CON AGOSTINA SOMMA
al Teatro Agricantus di Palermo, STASERA ALLE 21
3 febbraio 2011

Agostina Somma in "La semenzologa" Teatro Agricantus, via
Nicolò Garzilli,89 Palermo
SIMONETTA GENOVA:
La “semenzara del festino”, vulcanico personaggio a cui il
pubblico è già affezionato, è alle prese con la sfida più
grande: conoscere se stessa. Per lei, che guarda il mondo con
aria sfrontata e candida, è arrivato il momento di guardare in
faccia i suoi ricordi, raccontare le sue emozioni, dichiarare
ciò che pensa della realtà che la circonda e delle persone
che, per qualche motivo, le sono passate accanto; in altre
parole, di esprimere la sua visione del mondo: ingenua, a
volte grossolana, il più delle volte impietosamente lucida,
tuttavia fondamentalmente ottimistica. Chi conosce il
personaggio di Agostina sa che da tutto questo non può che
scaturire una cascata di situazioni esilaranti, offerte al
pubblico con il brio e la comicità involontaria che
caratterizzano questo personaggio. Tutto inizia quando
Agostina si reca dallo psicologo, che le suggerisce una
terapia singolare ma di comprovata efficacia.
Interpreti: Agostina Somma, Claudio Petrì, Giuseppe Cambria,
Annalisa Cutrona e Tiziana Garufo
ALDO REINA :
Viene da domandarsi del perché di tanto successo.
L’Opera nasce come monologo cabarettistico; l’Autrice, per la
prima volta, scrive a misura di talento per Agostina Somma,
con l’intento di esaltarne le peculiarità artistiche.
Ricama il testo con filo d’ironia, affonda l’ago con gesto
sarcastico, volteggia nel disegno fino ad evocare arabeschi
tipici della nostra terra, colori e coloriture calde,
pittoresche, linguaggio di borgata, familiare, realtà ataviche
che tracciano la nostra discendenza culturale, schizzi
irriverenti e parabole di passione quotidiane.
L’Autrice racconta la vita delle tante Agostina, venditrice di
calia e semenza per virtù di discendenza, riuscendo a traslare
il carattere antico del vero siciliano, svelandone le
contraddizioni, le frustrazioni, la comicità insita nei
paradossi, il travaglio profondo coevo ai tempi moderni.
Agostina Somma, la protagonista, ha così modo di far rivivere
la vita del personaggio rappresentato attraverso un corollario
di frammenti temporali che raccolgono le vicissitudini della
propria esistenza. L'attrice palermitana, nelle repliche di
alcune settimane fa, è stata talmente convincente che in
alcuni frangenti della commedia sembrava addirittura che la
sua non fosse recitazione ma un rappresentarsi. Il momento più
alto, a testimonianza che ci troviamo di fronte ad un’attrice
di rango, l’ha espresso nel monologo finale, quando, dopo
tante risate regalate alla platea, ha saputo anche suscitare
forti emozioni.
INTERVISTE ALLE "PROTAGONISTE" DE "LA SEMENZOLOGA"
Anna Mauro, qual è stata la scintilla che ti ha spinto a
scrivere la “Semenzologa”?
- L’ottima riuscita del personaggio della semenzara in una mia
precedente Commedia “Figlio di un dio burlone” -
Perché Agostina Somma?
- Perché possiede delle dote istintive, mimiche ed espressive
che ne fanno un vero animale da palcoscenico -
Agostina Somma, cosa rappresenta per te la Semenzologa?
- Il riscatto di tutte quelle donne che a fatica combattono
contro le ingiustizie dovute alla loro povera condizioni
sociale. Di quelle donne che con mille sacrifici vendono il
coppitiello di calia e semenza per affermare il diritto
all’esistenza, con grande dignità. -
Ho notato che alla fine ti sei emozionata
- Sì, è vero, mi sento particolarmente legata a questo
personaggio. Nel monologo finale non riesco a trattenere le
lacrime. Questa donna che osa chiamarsi Semenzologa perché
tutti i mestieri importanti finiscono in oga, questa donna,
dai grandi valori morali, trova riscatto quando si accorge che
la sua figura ha rilievo persino in una commedia e si convince
che anche lei è importante, che non è un rifiuto della
società. Ecco, questo momento di consapevolezza va oltre la
recitazione, lo vivo profondamente e per questo non posso fare
a meno di emozionarmi. -
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