BARI - Indagini a Bari su presunti inviti a pagamento anche
in residenze di Berlusconi - Ancora fango sul presidente del
Consiglio che nei giorni scorsi è stato liberato da ogni
accusa dal pm di Roma riguardante lo scandalo di carta dei
voli di Stato
IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI BARI
BARI - Altro fango sul presidente del Consiglio
Berlusconi, e questa volta le indagini sono partite dalla
procura di Bari. A tal proposito ieri sera si è svolto un
incontro durato piu' di tre ore, a Palazzo Grazioli, tra
Berlusconi, i ministri della Giustizia Angelino Alfano e
delle Regioni Raffaele Fitto e l'avvocato Niccolo' Ghedini,
deputato del Pdl e legale dello stesso Berlusconi.
Nella giornata di ieri, da Bari era giunta la notizia
dell'indagine della locale procura su un presunto giro di
ragazze pagate per presenziare a feste, con l'ipotesi di
induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e
della Sardegna, anche in residenze di Berlusconi.
"Queste scosse scuotono soltanto Massimo D'Alema", ha
commentato Ghedini, tornando ad accusare l'esponente del PD
di aver annunciato, in diretta il 16 giugno scorso dalla
trasmissione di Rai tre di Lucia Annunziata, una prossima
"scossa" che avrebbe colpito il Governo. Ma D'Alema sostiene
che non si riferiva alle "scosse" pugliesi e preannuncia
querele. D'Alema,sottolinea: "Io non c'entro, contro di me
si sta facendo una vergognosa speculazione". Ma chiede che
il Berlusconi chiarisca questa nuova vicenda: "C'é una
intervista sul Corriere della Sera dove qualcuno gli fa
delle accuse, risponda. Faccia quello che non ha fatto nel
caso Noemi, chiarisca e risponda".
L'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, cerca di
fronteggiare la situazione. "E' una vicenda inesistente. Non
credo che la D'Addario sia mai andata a casa del premier",
sostiene. In ogni caso, è la sua linea di difesa, nessuno
degli episodi raccontati dalla ragazza avrebbe rilievo
penale. Con l'argomentazione che "qualsiasi ricostruzione si
possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di
questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo
la ricostruzione, l'utilizzatore finale e quindi mai
penalmente punibile".
Dopo l'incontro di ieri sera, Berlusconi è poi
partito per l'Aquila. Il presidente del Consiglio è stato
fortemente difeso dal Pdl e dalla Lega.