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ROMA - Oggi 8 MORTI SUL LAVORO, LA STRAGE INFINITA
ROMA
- Serie sanguinosa di incidenti sul lavoro, è di otto
morti il tragico bilancio odierno: a Ragusa un operaio è morto
stritolato in una macchina per fare il cioccolato. Nel
Napoletano un 35enne è morto a causa della caduta da una
scala. Un'altra vittima in un cantiere edile nel Salernitano.
Un uomo è rimasto folgorato nel Piacentino. Altri 3 morti
bianche in provincia di Arezzo, Potenza e di Parma. Una
giovane è stata uccisa da una catasta di ferro in Veneto: era
andata in azienda a trovare il fidanzato. Il giovane sotto
choc, era alla guida del mezzo da cui sono caduti i tubi di
metallo.
proprio nel giorno in cui il tribunale di Taranto ha
condannato tre dirigenti dell'Ilva e tre di una ditta
appaltatrice (assolvendo però il presidente del polo
siderurgico pugliese Emilio Riva) con pene fino ad un anno e 4
mesi per la morte di due operai, vittime di un incidente sul
lavoro avvenuto il 12 giugno del 2003: due giovani di 24 e 27
anni rimasero schiacciati da una delle gru utilizzate per il
movimento delle materie prime.
Sulle stragi bianche è intervenuto il presidente del Senato,
Renato Schifani: "La drammatica e sconcertante frequenza con
cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi.
Occorre che le istituzioni tutte e le forze sociali proseguano
con la massima determinazione la loro azione per mettere fine
a una inaccettabile tragedia". Prende posizione anche il
segretario del Pd che dice: "Cantieri e fabbriche non devono
essere luoghi di morte ma posti un cui si vive e lavora. Le
norme ci sono si tratta di applicarle con la necessaria
attenzione e se serve severità. Netta condanna poi dal Prc al
Governo: "Vergogna, vergogna, vergogna. E' una strage infinita
e il governo continua a non tutelare il lavoro".
Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente che a Ragusa
ha causato la morte di Giuseppe Tumino, 38 anni, in una
piccola fabbrica dolciaria, la Gisal, trovato senza vita
intorno alla mezzanotte, ben cinque ore dopo la fine del suo
turno di lavoro, quando in fabbrica, che avrebbe dovuto
riaprire tra qualche giorno dopo un periodo di chiusura, non
c'era nessuno. All'arrivo della polizia, penzolava dall'orlo
di una vasca di cioccolata, alta tre metri. Aveva il torace
schiacciato. In questa non c'era cioccolata e probabilmente
l'operaio la stava pulendo, in vista della riapertura, o
provava il funzionamento della macchina utilizzata per
mescolare la pasta di cacao. Un operaio, Guido Palumbo, cheera
caduto da una scala mentre lavorava in un'officina a Casoria,
invece, è morto in nottata al Cardarelli di Napoli. Era
dipendente di una ditta di lavorazione del ferro. Sempre in
Campania un altro operaio, Massimiliano Strifezza, di 33 anni,
è morto in un cantiere edile in località Spineta del comune di
Battipaglia (Salerno), schiacciato da un pannello di copertura
di un capannone industriale che in quel momento era manovrato
da una gru.
A Roveleto di Cadeo, nel piacentino, Luan Qosya,
albanese di 38 anni, è rimasto folgorato dall' alta tensione.
L'uomo, dipendente di una ditta lattoniera, si trovava su una
piattaforma alzata da un braccio meccanico a circa otto metri
da terra e, mentre stava facendo alcune manovre, ha urtato i
cavi elettrici ed è piombato a terra. Alla lunga lista si
aggiunge Giuseppe Tabone, 57 anni, originario di Gela (Cl)
stava lavorando alla ristrutturazione di una casa, a San
Vitale Baganza (Parma) quando è caduto dal ponteggio alto sei
metri morendo. E' morto invece travolto dal trattore che stava
utilizando sul suo terreno Mauro Strozza, 56 anni, a Barile
(Potenza). Il mezzo pesante si sarebbe ribaltato ed è rimasta
ferita, in maniera non grave, anche un'altra persona che si
trovava accanto alla vittima. Sulla dinamica di questo
incidente vogliono però vederci chiaro i carabinieri: la
vittima era un pregiudicato e aveva con se una pistola.
A Subbiano (Arezzo) Luca Cerofolini, 30 anni è morto
schiacciato dal tronco che stava abbattendo con una motosega.
I soccorritori lo hanno trovato agonizzante sotto il pesante
fusto: è morto poco dopo. Non stava lavorando, invece, Hind
Larabi, 21 anni, marocchina: la giovane donna però è rimasta
comunque vittima di un incidente sul lavoro avvenuto negli
spazi della ditta 'Ali Saldature' ad Arcole (Verona); uccisa
sotto una catasta di ferro caduta dal muletto guidato dal
fidanzato che la donna era andata a trovare in azienda. |