ROMA - La salma del
caporalmaggiore italiano ucciso in Afghanistan e' giunta a
Ciampino questa mattina
CIAMPINO (ROMA) - Dolore e strazio all'arrivo nella
mattinata della salma dell'eroico soldato italiano,
Alessandro Di Lisio. All'aeroporto militare di Ciampino e'
stata celebrata una cerimonia breve e toccante con i
familiari e la fidanzata.
A Ciampino, intorno alle 9 è atterrato il C130 con la salma
del primo caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, ucciso in
Afghanistan. Il feretro era avvolto nel tricolore, ed e' stato
trasportato a spalla fuori dall'aereo da sei paracadutisti
dello stesso reggimento - l'8/o Genio guastatori di Legnago
- in cui prestava servizio Di Lisio. Sono intervenute le
autorità italiane per rendergli omaggio: il presidente della
Camera, Gianfranco Fini, si è soffermato in silenzio davanti
alla bara dove poì ha appoggiato brevemente la mano. Insieme
a lui c'erano il ministro della difesa Ignazio La Russa, il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta,
diversi parlamentari (Rosa Calipari, l'ex generale Mauro Del
Vecchio, Gianfranco Paglia, il parà rimasto ferito nella
missione in Somalia e ora su una sedia a rotelle, deputato
del Pdl) e i vertici militari.
A rendere gli onori al paracadutista caduto in
Afghanistan un picchetto Interforze: alcuni parà avevano su
un cuscino il basco amaranto e le decorazioni del loro
collega e un trombettiere della Folgore ha intonato il
Silenzio ed è stato questo il momento in cui lo strazio dei
parenti è stato a tutti evidente. Il papà di Alessandro,
Nunzio e la mamma Addolorata, sono stati sostenuti per tutto
il tempo da due militari e hanno avuto il conforto continuo
dell'Ordinario militare, mons. Vincenzo Pelvi, che ha
benedetto la salma. Angosciate anche le sorelle del giovane
parà, Maria e Valentina e la fidanzata, Mariangela: le tre
si sono fatte forza l'un l'altra, abbracciate agli amici.
Nel suo ultimo viaggio di ritorno in Italia il primo caporal
maggiore Di Lisio è stato accompagnato dal cappellano
militare di Herat, il capitano di Vascello Adriano Scalin e
dal generale Giovanni Valotto, capo del Coi, il comando
operativo Interforze. Tra le autorità militari che erano a
Ciampino ad accogliere il feretro, il capo di Stato maggiore
della Difesa, Vincenzo Camporin, e quello dell'Esercito, (la
forza armata in cui prestava servizio Di Lisio), Fabrizio
Castagnetti. Tutti, autorità e familiari, si sono accodati
alla bara per un breve corteo sulla pista dell'aeroporto di
Ciampino fino al carro funebre, che trasporterà la salma
all'Istituto di medicina legale. Qui verrà svolta l'autopsia
(sull'attentato in cui è morto il parà ed altri tre suoi
colleghi sono rimasti feriti è stato aperto un fascicolo
dalla Procura di Roma): successivamente, la bara sarà
trasferita all'ospedale militare del Celio dove è possibile
che altre autorità possano portare il loro cordoglio. Il
trasferimento del feretro a Oratino (Campobasso), il paese
originario di Di Lisio, è previsto per questa sera. Domani,
alle 16,30 nel Duomo di Campobasso, i funerali solenni.
Nella notte invece erano rientrati i tre militari
italiani feriti. L'aereo, un Falcon 900 dell'Aeronautica
Militare con cui hanno viaggiato i tre para', tenente
Giacomo Donato Bruno, primo caporalmaggiore Simone Careddu e
il pari grado Andrea Maria Cammarata, e' atterrato
all'aeroporto militare di Ciampino alle 00.20. Sottobordo
dell'aereo i tre militari feriti sono stati trasferiti su
autoambulanze militari che hanno lasciato lo scalo romano
dirette all'ospedale militare Celio di Roma.