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ROMA - Per un’assistenza di qualità occorrono nuove tariffe
A Roma un Convegno dedicato alle nuove tariffe per i DRG e
alle implicazioni per il governo dell’innovazione tecnologica
e delle cure nel Servizio Sanitario Nazionale
ROMA, 14 dic09 - A Roma
un Convegno dedicato alle nuove tariffe per i DRG e alle
implicazioni per il governo dell’innovazione tecnologica e
delle cure nel Servizio Sanitario Nazionale.
Dall’introduzione, nel 1994, del nuovo sistema di
remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera a
DRG (Diagnosis Related Group) è ancora aperto il dibattito
sulle soluzioni che consentano una corretta gestione dello
strumento.
Nel corso degli anni, infatti, l’architettura generale del
sistema è rimasta sostanzialmente invariata. La fisiologica
evoluzione che avrebbe dovuto vedere - come linea di indirizzo
- modalità di finanziamento diverse a seconda della
complessità assistenziale della casistica trattata, tenendo in
considerazione non solo gli aspetti quantitativi ma anche
qualitativi delle prestazioni, ancora oggi non riesce ad
affermarsi efficacemente ed uniformemente nel nostro Paese.
I ritardi negli aggiornamenti hanno, poi, generato un’estrema
variabilità di scenari nell’ambito della determinazione delle
tariffe, con un alternarsi di “soluzioni” diverse anche
all’interno di una stessa Regione. Questa disomogeneità
nell’applicazione del Sistema di Codifica ha portato a una
difficile integrazione e utilizzazione del Sistema stesso.
Ad oggi, dopo l’introduzione della nuova versione 24 dei DRG,
sull’intero territorio nazionale, a partire dal 1° gennaio
2009, le corrispettive tariffe non sono state ancora emanate.
Questa carenza determina, quindi, un ulteriore rallentamento
nell’aggiornamento del Sistema con obiettive difficoltà per
gli ospedali a garantire le prestazioni innovative e ad alto
valore clinico e per il cittadino ad accedere a livelli di
assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale.
Il tema è stato al centro, oggi a Roma, del Convegno dal
titolo: “Le nuove tariffe per i DRG. Implicazioni per il
governo dell’innovazione tecnologica e delle cure nel Servizio
Sanitario Nazionale. Il Caso della Regione Lazio” cui hanno
partecipato esponenti del mondo istituzionale,
medico-sanitario, accademico e imprenditoriale tra cui Fulvio
Moirano, Direttore Generale AgeNAS – Agenzia Nazionale per i
Servizi Sanitari Regionali, Gabriella Guasticchi, Direttore
Generale Agenzia Sanità Pubblica Regione Lazio, Lorenzo
Mantovani, Professore Ordinario Università Federico II di
Napoli, Marino Nonis, Direttore Sanitario Ospedale Cristo Re
di Roma.
“La necessità di rendere pubbliche le nuove tariffe è sempre
più impellente – ha spiegato Marino Nonis - anche perché
rappresenterebbe soltanto il primo step di un processo
articolato che deve risolvere ancora numerosi punti critici,
che potrebbero ormai definirsi “storici” o, meglio, “cronici”,
del sistema quali: la determinazione di tariffe speciali per
le tecnologie di recentissima introduzione; le modalità di
finanziamento dei ricoveri pediatrici e riabilitativi; la
definizione di un’esperienza italiana originale in tema di
classificazione dell’attività ospedaliera, al fine di rendere
il sistema più aderente e flessibile alla nostra realtà
sanitaria”.
L’aggiornamento delle tariffe risponde tra l’altro,
all’esigenza di un sistema di classificazione che riconosca le
innovazioni tecnologiche e le conseguenti modifiche apportate
ai percorsi terapeutici - assistenziali avvenuti negli ultimi
anni con l’obiettivo di fornire una remunerazione adeguata
delle tecnologie stesse.
In questo scenario, la Regione Lazio, anche nell’ottica del
Commissariamento in atto, ma soprattutto per le proprie
specifiche caratteristiche di Regione centrale nelle politiche
sanitarie nazionali, può divenire laboratorio ideale per
pensare e “testare” nuove strategie di Public Health Policy,
mettendo così a frutto l’esperienza dei diversi soggetti
interessati al governo della sanità sia nazionali che
regionali, pubblici e privati.
Il Piano di Rientro con il quale si sta affrontando
l’emergenza, privilegiando gli aspetti strettamente economici
non può, tuttavia, rinunciare a una prospettiva di
razionalizzazione degli interventi in vista di una
modernizzazione tecnica ed organizzativa del Sistema
Sanitario.
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