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PALERMO - Non
si può dire che la sostituzione del nome trainante nel cast
della commedia musicale vista recentemente al teatro "al
Massimo" di Palermo abbia giovato allo spettacolo. E non
perché Orso Maria Guerrini, chiamato a interpretare il marito
intellettuale della bigama protagonista della pièce teatrale al
posto di Fabio Testi, abbia minori meriti professionali, anzi.
Ma proprio non ce l'abbiamo visto, noi, in quei panni comunque
leggeri quando né la sua storia di attore teatrale impegnato,
né la sua stessa voce, più adatta, per impostazione e
tonalità a interpretazioni "shakespeariane" piuttosto
che a leit motiv (per la verità alquanto insulsi e ripetitivi)
di una commedia musicale pur di apprezzabile successo, potevano
convincerci della scelta operata dalla regia di Jaia
Fiastri, non sappiamo bene per quale motivo. E solo, appunto, la
sua professionalità e il suo essere, malgré tout, un rodato
"animale da palcoscenico" hanno permesso a Guerrini di
superare la goffaggine di quegli abiti a lui così poco
adeguati.
Detto questo, un accenno alla trama.
Annalisa si destreggia come può tra due vite parallele: due
mariti, due case, mille bugie per riuscire a tenere nascosta la
sua scelta di bigama. Fino a quando non accade il prevedibile
imprevisto: una gravidanza ... ignota, anzi, forse
"troppo" nota, diciamo, nota al quadrato. Di chi è il
baby? Del giornalista Marco o del professor Antonio?
Non lo sapremo e poco comunque importerebbe. Perché il vero
terzo incomodo nella commedia non è il nascituro - che pure le
sue uova nel paniere (di Annalisa) le rompe - ma un'amante
bonazza genere "amezzanottevalarondadelpiacere", che i
due, ahimè, ... mariti traditori si dividono amichevolmente.
Per la serie "chi la fa l'aspetti"? Probabile, quando
è il Caso che ci mette la coda: l'occasione fa l'uomo ladro,
dicevano i nostri nonni. Insomma, gli uomini? Ancora una volta,
tutti uguali!
Profondamente diversi i due tempi dello spettacolo: piatto e
approssimativo il primo (forse la sostituzione nel cast non ha
giovato alle prove), più svelto e trainante il secondo: noia
battuta in calcio d'angolo.
E a proposito di cast, voto sufficiente a Caterina Costantini
inceppata anzi che no (ma le incertezze alla "prima"
sono quasi scontate). Scolastica la recitazione di Salvatore
Marini, il marito giornalista "titolare" della donnina
in minigonna, che - lo giuriamo - non rappresenta la categoria
(dei giornalisti, non dei mariti).
A fine spettacolo, non pochi i commenti di delusione, per
l'assenza di Testi, di attempate signore presenti in sala:
"Vuoi mettere? la differenza ...". E noi? Appena
assaporata la riduzione teatrale della Fiastri, non abbiamo
potuto non ricordare con nostalgia gli amori "suoi"
cinematografici della Monica Vitti nazionale.
Che tempi, quelli, ragazzi!
ANCHE L'ACQUA HA LA SUA
CLASSE...
OVVERO: EPPUR C'E' SOSTANZA
OLTRE L'AVANSPETTACOLINO
di F. P.
1 febbraio 2003
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