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BORSE EUROPEE - LUNEDI' NERO con 450 MILIARDI "BRUCIATI"
IN EUROPA
USA: Down Jones sotto i 10.000 punti e petrolio sotto i 90 dlr
Scetticismo da parte dei mercati finanziari internazionali
riguardo al piano di salvataggio Usa e su quello dell'Ue.
Tokyo ha chiuso con un meno 4,5%. Fra i i risultati peggiori
quello di Piazza Affari, che cede il 6,21%
MILANO - I mutui subprime da paura: sui listini delle
Borse europee, sotto pressione per la crisi del credito e
l'avanzare della recessione economica, entra in scena il 'panic
selling' e l'Europa conosce così la sua peggior seduta dal
Lunedì Nero del 1987. Così in questo nuovo Lunedì altrettanto
nero, anzi nerissimo, l'indice Dj Stoxx 600 ha perso il 7,23%,
più di quanto ceduto nelle drammatiche giornate seguite agli
attentati terroristici alle Twin Towers.
L'Europa sta pagando le conseguenze della crisi Usa del
credito: come testimoniano il susseguirsi di salvataggi
bancari e il declino dell'euro sia verso il dollaro (la moneta
unica è scesa sotto la soglia di 1,35, non accadeva
dall'agosto 2007) sia verso lo yen (verso cui ha toccato i
135,7, il minimo da marzo 2006). Ma tutte le Borse mondiali
sono ormai preda del panico per una crisi finanziaria ed
economica che la gran parte dei banchieri, economisti e
politici definisce peggiore di quella del '29.
DOW JONES SOTTO I 10.000 punti
A New York il Dow Jones e' sceso per la prima volta in quattro
anni sotto i 10.000 punti. L'ondata di vendite ha imposto la
sospensione delle contrattazioni a Mosca e a San Paolo mentre
l'indice Msci per i Paesi emergenti ha messo a segno il calo
più pesante dell'ultimo ventennio.
NON SONO BASTATI "I RIMEDI" DEI GOVERNI EUROPEI
I rimedi messi a punto dai governi - dal piano Paulson da 850
miliardi di dollari ai salvataggi delle banche in Europa - non
sono dunque bastati a ripristinare la fiducia sui mercati
anche perché il Vecchio Continente, rilevano gli analisti,
stenta a trovare rapidamente una risposta unitaria e si muove
in ordine sparso. L'agenzia Bloomberg stima che sui listini
mondiali siano andati in fumo solo 2.500 miliardi di dollari
(444 miliardi di euro nel Vecchio Continente). Nel mirino
degli investitori, oltre a banche e assicurazioni, i titoli
minerari e petroliferi, bersagliati sulla base della
convinzione che l'avanzata della recessione economica ridurrà
anche la domanda mondiale di petrolio, materie prime e
metalli.
PETROLIO SOTTO I 90 DLR
Il greggio è sceso sotto i 90 dollari al barile, mentre la
ricerca di investimenti sicuri ha spinto la liquidità verso i
titoli di Stato spingendone verso il basso i rendimenti. Bp
che ha ceduto l'8,2% (mai così male dal 1992) e ArcelorMittal
é scivolata del 15% mentre il rame accusava il calo più
consistente nell'ultimo anno.
Il preavviso di questo nuovo Lunedì nero, si è avuto in
mattinata con la chiusura delle Borse asiatiche (Tokyo -4,2%,
Hong Kong -4,9% e Shanghai -5,2%), a picco per la delusione
seguita agli interventi dei governi mondiali per arginare la
crisi.
La situazione è peggiorata dopo l'apertura dei mercati in
Europa: l'andamento degli indici si è rapidamente
deteriorato con perdite tra i cinque e i sei punti
percentuali. Nel Vecchio Continente non sono bastati a
ripristinare la fiducia il piano di salvataggio da 50 miliardi
di euro per Hypo Real Estate, né la garanzia sui depositi
assicurata dal cancelliere tedesco Angela Merkel, né
l'acquisizione delle attività delle attività di Fortis in
Belgio e Lussemburgo da parte di Bnp Paribas, né l'aumento di
capitale promosso da Unicredit. Pioggia di vendite sui bancari
di tutto il mondo da Goldman Sachs a Bank of America, da
Unicredit a Royal Bank Of Scotland.
La Federal Reserve, nel tentativo dai dare ossigeno alle
banche, ha raddoppiato a 900 miliardi di dollari la liquidità
assegnata agli istituti commerciali. Il presidente di turno
dell'Unione europea, Nicolas Sarkozy, ha assicurato che i
governi dell'Unione europea prenderanno "tutte le misure
necessarie per assicurare la stabilità del sistema
finanziario". Ma a dominare sui mercati è la sfiducia: l'Euribor,
il tasso che le banche si applicano reciprocamente per
prestarsi denaro, termometro dell'autostima del sistema
bancario, ha toccato un un nuovo record salendo al 5,35%. Di
seguito gli indici dei titoli guida delle principali Borse
mondiali: - Tokyo -4,25% - Hong kong -4,97% - Shanghai -5,23%
- Londra -7,85% - Parigi -9,04% - Francoforte -7,07% - Madrid
-6,06% - Amsterdam -9,14% - Stoccolma -7,24% - Zurigo -6,12% -
Città del Messico -6,42% (IN CORSO) - San Paolo -12,37% (IN
CORSO) - Mosca -19,10 - Dow Jones -7,04% (IN CORSO) .
BERLUSCONI, CONVINTO SERVA FONDO EUROPEO
"Ho proposto, e ancora oggi sono convinto che sarebbe la cosa
migliore, un fondo comune europeo. E' difficile arrivarci ed
ancora oggi non siamo a questa soluzione, ma è importante aver
acquisito intanto un metodo comune". Lo ha detto il premier
Silvio Berlusconi, parlando della crisi mutui mondiale in
conferenza stampa con il Cancelliere tedesco Angela Merkel,
durante l'incontro alla Cancelleria Federale.
SARKOZY E BERLUSCONI: DAI LEADER UE MISURE NECESSARIE
"Tutti i dirigenti dell'Unione europea dichiarano che ognuno
di loro prenderà tutte le misure necessarie per assicurare la
stabilità del sistema finanziario". Lo ha dichiarato Nicolas
Sarkozy, presidente francese e in esercizio dell' Unione
europea.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in una
dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi aveva infatti
annunciato: "Tutti i leader dell'Unione Europea rendono noto
che ciascuno di loro prenderà qualunque misura sia necessaria
per mantenere la stabilità del sistema finanziario - sia
attraverso l'immissione di liquidità tramite le Banche
Centrali, sia mediante azioni mirate su singole banche, sia
attraverso il rafforzamento degli schemi di protezione dei
depositi. Continueremo ad adottare - conclude Berlusconi - le
misure necessarie per proteggere il sistema affinché i singoli
risparmiatori nelle nostre banche non subiscano alcuna perdita
nei loro risparmi".
UNICREDIT: CHIUSURA IN FORTE CALO IN BORSA, -5,9%
Unicredit chiude la seduta con un calo del 5,94% e un ultimo
prezzo di 2,9 euro all'indomani dell'annuncio della manovra da
6,6 miliardi per rafforzare il patrimonio del gruppo. Una
seduta più breve del solito con un avvio delle contrattazioni
posticipato alle 10, per consentire all'amministratore
delegato, Alessandro Profumo, di spiegare il piano agli
analisti in conference call, e che ha portato il titolo subito
in profondo ribasso con un calo che ha toccato anche il 16%.
Nel corso della seduta le perdite si sono dimezzate e sul
finale sono stati registrati anche acquisti di azioni sul
mercato da parte di Alessandro Profumo e dei suoi manager.
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