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Cronache

4 settembre 2012

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CATANIA –   Ecco la situazione reale delle scuole italiane…
di Melania Bisicchia


CATANIA - Ecco la situazione reale delle scuole italiane… Ci sono scuole che cadono a pezzi: calcinacci che crollano, spesso, grazie all’umidità provocata dalle piogge, a causa di edifici vecchi che andrebbero ristrutturati. Mi sono ritrovata in scuole dove si raccoglieva l’acqua piovana dentro i secchi piazzati all’interno delle aule e dei corridoi.
Ho visto porte di aule tenute a stento da un solo cardine o con maniglie rotte da impedirne la normale chiusura. Ho visto avvolgibili rotte, da dover rimanere in classe con la luce perennemente accesa, senza poter usufruire della naturale luce esterna. Ho visto banchi e cattedre ridotti a pezzi di legno grezzo nei quali si rischia, ogni giorno, di lasciargli maglioni, vestiti o collant sfilati. Ho visto scuole riadattate dentro appartamenti affittati perché quelli che dovevano essere i veri edifici scolastici, a norma, sono stati giudicati pericolanti.

Ho visto scuole senza palestre, con cortili disastrati dove ogni giorno bisognava far scongiuri affinché gli alunni non si facessero male durante lo svolgimento delle attività motorie.

E vogliamo tralasciare i sussidi scolastici? O strumenti ed attrezzature varie?
Nooooooo, di certo no: biblioteche con libri obsoleti; aule d’informatica con pc vecchi e con sistemi operativi non sempre di ultima generazione; carta A4 non sufficiente per le esigenze di un intero corpo scolastico (spesso mi sono dovuta portare la carta da casa); molto spesso mancano le cartucce nelle stampanti, specie quelle a colori (altrettanto utili); carta igienica e sapone assenti dentro i bagni (spesso sono i genitori a fornirli ai loro figli) ; wc per alunni nei quali è impossibile far scorrere l’acqua perché gli sciacquoni non funzionano.
E’ sufficiente la mia REALE descrizione? Non mi sono inventata nulla. E non ho finito; considerati i numerosi prof universitari che occupano le poltrone politiche, è facile entrare dentro un’aula universitaria e trovare allievi che hanno scelto questa o quella facoltà e che mostrano interesse nel seguire le lezioni;
invito i politici, ministri, sottosegretari e personaggi vari della casta, a metter piede, specie negli istituti professionali, dove molti alunni si presentano a scuola solo per l’obbligatorietà scolastica. Avete mai visto o letto il libro “io speriamo che me la cavo”? sono certa di si. Ecco, quel libro o film è la realtà di molte scuole.

Noi docenti, in certi casi, dobbiamo prima far opera di persuasione con le famiglie, per far capire loro l’importanza della scuola. Ebbene, con tali alunni, bisogna prima operare sulla scolarizzazione e sull’importanza di conseguire un diploma, poi bisogna operare su regole comportamentali e sull’educazione; bisogna risalire alle origini familiari e alle cause che hanno determinato comportamenti e atteggiamenti inadeguati, risalenti a disagi di natura, spesso, economica e d’ignoranza delle loro famiglie e vi assicuro, signori personaggi politici e del governo, che non è cosa facile estirpare certi comportamenti ribelli, aggressivi e incivili radicati, a volte, nei lori geni, trasmessi dai genitori, altrettanto ineducati e poco civilizzati e se molti di questi allievi ce li perdiamo strada facendo, non è colpa nostra in quanto il buon Dio non ci ha donato la capacità di far miracoli.

Ecco che subito, allora, la politica “ignorante in ambito scolastico” è pronta a denigrare i docenti, accusandoli e puntandogli il dito per eccessiva dispersione scolastica, tralasciando le cause, superficialmente, e senza andare a fondo alle realtà di certi ambienti sociali, che hanno determinato la suddetta dispersione.

Le giuste strategie per insegnare in quartieri disagiati

Voi, signorotti “governanti e onorevoli del pd, dell’udc, del pdl, dell’fli, vi siete mai trovati a dover tradurre il dialetto in lingua italiana? E’ già tanto se alunni di questo ceto sociale rispettino la figura di un docente e per ottenere tale rispetto sono necessarie strategie che ogni docente s’inventa, tutti i giorni, al fine di raggiungere quegli obiettivi minimi (perché massimi non si possono pretendere per tali categorie), per migliorare le loro capacità attentive e di ascolto, per riuscire a far amare la propria disciplina e per renderla interessante ai loro occhi e alle loro orecchie.

PER I DOCENTI PRECARI TUTTO CAMBIA DI CONTINUO

Naturalmente nei licei tutto cambia; ma noi docenti precari dobbiamo essere in grado di affrontare qualunque ambito scolastico grazie alle politiche scellerate che ci costringono, tutti gli anni, a cambiar scuola e alunni e, dunque, a dover ricominciare tutto dall’inizio.

Continuità didattica, queste due belle parole non si sono mai viste; ma solo sentite dire dalla politica che parla, tutti i santi anni, di tali splendidi vocaboli e che sono solo nei sogni di docenti precari a vita.

IL CONCORSONE

Ritorniamo al concorso; Il ministro Profumo e tutta la sua casta che lo ha voluto e che lo sostiene, credono ancora, davanti a quanto da me esposto, che un concorso per docenti già con esperienza maturata da decenni , possa risolvere le problematiche profonde, a tutt’oggi esistenti, di cui sopra? Credete che basti il sapere nozionistico, per rendere le scuole ambienti piacevoli, moderni, avanzati e paragonabili a qualità scolastiche, in stile europeo? Ma fatemi il piacere! smettetela con le vostre affermazioni che altro non dimostrano che un “non sapere o far solo finta di non sapere” le reali condizioni in cui versa la scuola italiana.
Prima di formare docenti attraverso ridicoli test o prove di qualunque natura nozionistica ed offendere insegnanti STORICI che hanno dovuto esercitare la loro professione adattandosi ad ambienti scolastici - che tutto sembrano tranne che edifici preposti all’istruzione - riflettete! e piuttosto che sprecare denaro pubblico, fareste meglio a prendere coscienza di una scuola italiana ridotta ai minimi termini grazie, non solo all’ aspetto estetico disastrato e pericoloso per la vita di chi vive ogni giorno la scuola e alla mancanza di strumenti e attrezzature didattiche; ma anche e, soprattutto, a prendere coscienza delle ELIMINAZIONI, DI ORE DI DISCIPLINE FONDAMENTALI, che hanno dequalificato il sistema scolastico; altro che qualità d’ istruzione!

AULE POLLAIO E NON A NORMA TERREMOTI

E prima di far tagli, a danno di docenti preparati, con la vostra silenziosa approvazione nel mantenere le cosiddette classi pollaio, sarebbe bene verificare le dimensioni, in metri quadri, di aule, che non possono di certo contenere 30 alunni in quanto non vengono rispettate le norme di sicurezza.

E poi, quante scuole sono a norma, specie nei territori a rischio sismico? Ogni tanto ne crolla una, se ne parla per un paio di settimane e poi tutto cade nel dimenticatoio. Onorevoli, ministri, sottosegretari e presidente del consiglio Monti (do i titoli che credete di esservi meritati grazie ai vostri curriculum), rispondete alle mie domande: questa è scuola di qualità? Questa è scuola che forma alunni istruiti? Questa è scuola che non favorisce la dispersione?
I problemi
di ogni natura sono sotto gli occhi di tutti e quando la politica si permette di scaricare le colpe a docenti che vivono tutti i giorni realtà indecenti, a noi, tutti, ci sale il sangue al cervello e ci si drizzano i capelli in testa.
Se tutti i precari storici sono contrari a ulteriori prove concorsuali, voi della politica scellerata dovreste interrogarvi e chiedervi: “come mai gli insegnanti STORICI non accettano un altro concorso?” e, se mai, la coscienza, dei signori politici e di governo, si rivelasse presente nelle loro anime, dovrebbero trovare una risposta a tale domanda, magari imparando ad ascoltare chi la scuola la vive da decenni. E invece, cosa accade? Imposizione, in stile dittatoriale, nel dover ancora una volta essere sottoposti a concorsi e test; presunzione e arroganza di chi insiste e persiste raccontando frottole su una scuola, a loro dire, di qualità.
E i docenti precari, 40enni e 50enni, devono per forza, non democraticamente, scegliere di sedersi, ancora una volta, dietro un banco e dover fare gli allievi, come se fossimo stati noi a non rendere la scuola meritevole e paragonabile ai modelli europei.
Aggiungo, contrariamente a quanto si pensa, che docenti vincitori di concorso e sottolineo VINCITORI DI CONCORSO, non hanno, a tutt’oggi, ottenuto le cattedre a tempo indeterminato; vi faccio un esempio di diversi colleghi di mia conoscenza che sono entrati, si, di ruolo; ma nel sostegno perché nelle loro classi di concorso, in certe provincie, le graduatorie sono ferme, o quasi, da anni, anni, anni.
E se si bandisse un concorso ora, per tutte le classi di concorso, si formerebbe un’ennesima graduatoria di precari ai quali non potrebbe essere assegnata una cattedra a tempo indeterminato. E’ così che dal 1999 (proprio con il concorso), si è creato il precariato infinito, incrementandolo attraverso ben 9 cicli di corsi ssis con valore concorsuale ed ora lo stesso medesimo errore sta per essere compiuto, solo per buttar fumo negli occhi della gente che non sa (compresi i politici che si sono creati la maggioranza, alleandosi, i quali si lasciano affumicare i loro apparenti “teneri “ ma diabolici occhi).
Da sempre i politici hanno tenuto celato il reale numero del precariato (250.000 circa) che hanno creato e inventato loro, con corsi e corsetti vari abilitanti e di perfezionamento, per far cassa, scippando, a noi precari, il denaro dalle nostre già misere tasche. E ora, i signorotti, ritornano al concorso, tutto per una fetente campagna elettorale. Le tanto decantate immissioni in ruolo, centellinate per accantonare posti per i partecipanti al vostro meschino concorso e per gli esuberi creati dal “genio” Gelmini e dal “genio” Fioroni che aveva il medesimo programma, sono il nulla.

E nel sostegno? Ancora meno del nulla (aria fritta): 1.991 immissioni in ruolo contro circa 40.000 cattedre disponibili in tutta Italia. In questo ultimo caso si accantonano le cattedre, per i soprannumerari, a danno, non solo dei docenti precari specializzati nelle attività didattiche di sostegno che verrebbero rimpiazzati, sostituiti e licenziati definitivamente, ma , anche, a discapito di una utenza diversamente abile che si troverebbe ad avere un docente non specializzato, con un ridicolo corso di riconversione o di formazione, quando vi sono circa 10.000 docenti precari che hanno conseguito l’attestato, pagato profumatamente e della durata di 2 anni, per un totale di ore di frequenza obbligatoria che andavano da 800 a 1.250.

Ma, naturalmente, la qualità scolastica per alunni diversamente abili, viene sottovalutata perché la professionalità di un docente di sostegno, viene vista dalla politica come una sorta di babysitteraggio, un’assistenza che chiunque può fare.
Non si considera che un disabile con solo un lieve ritardo mentale o un handicap motorio, può diplomarsi e raggiungere livelli anche migliori di un “normodotato”.
Il lavoro di un docente di sostegno - quello di semplificare, di riassumere, di rendere comprensibile tutte le discipline scolastiche e di individuare le strategie al fine di raggiungere gli obiettivi didattici e di integrazione sperati - decade, improvvisamente, grazie agli esuberi creati con il precedente governo e che voi , del pd, del pdl, dell’udc e dell’fli, non essendo intervenuti per bloccare questo ennesimo scempio, accettate, sempre silenziosamente e passivamente, senza muovere un solo dito e un solo neurone cerebrale.
E ricordatevi anche della “fantastica qualità d’istruzione” dovuta alla proposta - palesemente idiota e basata solo su tagli indiscriminati del personale precario - di utilizzare gli esuberi anche attraverso assegnazioni di cattedre su discipline affini nelle quali, i docenti soprannumerari, non hanno né abilitazione, né competenze (certamente bravi insegnanti nella loro materia che insegnano da almeno 20 anni; ma non su altre).

Provate ad immaginare, onorevoli e ministri, se un bel giorno qualcuno vi dicesse: “spiacente, ma il vostri concorsi, corsi, corsini e corsetti non servono più; se volete continuare ad esercitare il vostro mestiere, “DOVETE” affrontare altre prove selettive”, (per i vecchi concorsi e corsi già sostenuti e superati dai docenti, i quesiti preparati dai “grandi esperti” del ministero della pubblica istruzione, adesso non valgono più). Chissà come reagireste voi, casta politica e di governo, davanti ad un’imposizione simile, dove si mettono in dubbio le vostre capacità lavorative!!!

Voi, onorevoli e ministri, vi offendete facilmente, soltanto se un cittadino vi dice delle verità e molti di voi, si permettono di bannarci, non prima di averci dato delle risposte che nulla hanno di attinente all’argomento scolastico esposto, realistico e veritiero, insultandoci a dovere, con la vostra ormai nota arroganza e presunzione di chi crede di sapere tutto. E’ chiaro, chiunque, quando non sa dare risposte, cosa fa? Insulta. Figuriamoci se dei “pinco palli” vi dicessero di dovervi sottoporre a prove per essere valutati dai già citati “pinco palli”!!! Altro che offesa! Vi sentireste giudicati e il fuoco del “Diavolo” che c’è in voi, verrebbe immediatamente fuori. E noi, invece, dovremmo accettare passivamente di essere giudicati da personaggi politici che hanno distrutto il sistema scolastico???

E no, “cari” onorevoli; qui, nessuno di noi è fesso. Concludo ( e ci sarebbe ancora tanto da scrivere), col chiedere a voi, onorevoli, ministri di tutti i ministeri, presidente del consiglio e, perché no, presidente della repubblica, ancora una volta: è questa la qualità tanto decantata che la politica vuol risolvere con i concorsi?
Cordiali saluti a voi tutti
 

 

 




 

 

 

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- Misura d'Amore (prefazione di Mino Milani)
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