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ROMA - Crisi: il piano della Commissione Europea
Barroso, the time to act is now
ROMA - (regioni.it) Il 26 novembre la Commissione
europea ha presentato un piano globale per favorire la ripresa
dell'Europa in seguito all'attuale crisi economica. Il piano
di ripresa è imperniato su due elementi principali, che si
rafforzano a vicenda. In primo luogo, misure a breve termine
per rilanciare la domanda, salvare posti di lavoro e
contribuire a far rinascere la fiducia. In secondo luogo,
"investimenti intelligenti" per garantire una maggiore
crescita e una prosperità sostenibile a lungo termine. Il
piano caldeggia l'erogazione di un sostegno di bilancio
tempestivo, mirato e temporaneo pari a circa 200 miliardi di
euro o all'1,5% del PIL dell'UE, attraverso i bilanci
nazionali (circa 170 miliardi di euro, 1,2% del PIL) e i
bilanci dell'UE e della Banca europea per gli investimenti
(circa 30 miliardi di euro, 0,3% del PIL). Ciascuno Stato
membro è invitato ad adottare misure importanti a favore dei
suoi cittadini e del resto dell'Europa. Il piano di ripresa
rafforzerà e accelererà le riforme già avviate nell'ambito
della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione.
Esso comprende un'azione di vasta portata a livello europeo e
nazionale per aiutare le famiglie e l'industria, concentrando
il sostegno sugli elementi più vulnerabili, e propone misure
concrete per promuovere l'imprenditoria, la ricerca e
l'innovazione, anche nei settori automobilistico e edilizio.
Il piano di ripresa intende rilanciare gli sforzi prodigati
per affrontare i cambiamenti climatici creando al tempo stesso
gli indispensabili posti di lavoro, ad esempio tramite
investimenti strategici in edifici e tecnologie che siano
efficienti sul piano energetico.
Secondo il presidente della Commissione José Manuel
Barroso:"Questo periodo eccezionale richiede misure
eccezionali. Sono in gioco i posti di lavoro e il
benessere dei nostri cittadini. L'Europa deve estendere
all'economia reale il suo coordinamento senza precedenti sui
mercati finanziari. Questo piano di ripresa, che è al tempo
stesso vasto, audace, strategico e sostenibile, si basa sulle
proposte presentate dalla Commissione il 29 ottobre scorso,
che costituivano le prime indicazioni su come andare oltre il
sostegno di crisi al settore finanziario e affrontare i
problemi dell'economia reale. Sono lieto di constatare che
questo ha ispirato e continua a ispirare le misure annunciate
dagli Stati membri dopo tale data. Il piano di ripresa può non
soltanto salvare nell'immediato i posti di lavoro di milioni
di persone, ma anche trasformare la crisi in un'occasione per
incentivare una crescita pulita e creare in futuro posti di
lavoro più numerosi e di migliore qualità.
Questo sostegno di bilancio tempestivo, mirato e temporaneo
contribuirà a rilanciare la nostra economia nell'ambito del
patto di stabilità e di crescita. Investimenti intelligenti
nelle competenze e nelle tecnologie future accelereranno gli
sforzi prodigati dall'Europa nell'ambito della strategia di
Lisbona per la crescita e l'occupazione per diventare nel XXI
secolo un'economia dinamica e a basse emissioni di carbonio.
Se l'Europa attuerà con decisione questo piano di ripresa,
potremo riprendere la via della crescita sostenibile e
rimborsare i prestiti di Stato a breve termine. Se non
interveniamo adesso, potrebbe innescarsi un circolo vizioso
recessivo di diminuzione del potere d'acquisto e del gettito
fiscale, aumento della disoccupazione e ulteriore aggravamento
dei disavanzi di bilancio."
Un incentivo finanziario pari all'1,5% del PIL
Il piano di ripresa, che attiverà tutti gli strumenti politici
disponibili, comprende un incentivo finanziario coordinato
pari a circa 200 miliardi di euro o all'1,5% del PIL, con
circa 170 miliardi di euro (1,2% del PIL) a livello degli
Stati membri, mediante azioni nel quadro dei loro bilanci, e
circa 30 miliardi di euro (0,3% del PIL) a livello dell'UE,
mediante azioni nel quadro del bilancio dell'UE e della Banca
europea per gli investimenti. L'incentivo rientrerà nei limiti
del patto di stabilità e di crescita pur sfruttando pienamente
la flessibilità offerta dal patto stesso. Gli Stati membri che
vareranno pacchetti di rilancio otterranno un duplice
risultato, in quanto stimoleranno la domanda nelle rispettive
economie e negli altri Stati membri, con vantaggi
considerevoli per i propri esportatori. Un'azione coordinata
avrà un effetto moltiplicatore e scongiurerà i problemi che
potrebbero derivare da un'impostazione frazionata.
Come parte del contributo dell'Unione a questo
incentivo, il piano propone di accelerare i pagamenti [fino a
6,3 miliardi di euro] a titolo dei fondi strutturali e
sociali. Per migliorare le interconnessioni energetiche e le
infrastrutture a banda larga, la Commissione mobiliterà altri
5 miliardi di euro per il periodo 2009-10.
La Banca europea per gli investimenti aumenterà nel 2009 i
suoi interventi annuali nell'UE di circa 15 miliardi di euro,
con una cifra analoga per il 2010.
Tutela e creazione di posti di lavoro
La priorità principale è difendere i cittadini europei dalle
conseguenze più drammatiche della crisi finanziaria, in quanto
lavoratori, famiglie e imprenditori sono i primi a risentirne.
La Commissione propone di semplificare i criteri applicati al
sostegno del Fondo sociale europeo, riprogrammare la spesa e
incrementare i pagamenti degli anticipi dall’inizio del 2009,
in modo che gli Stati membri possano avere rapidamente accesso
a un importo fino a 1,8 miliardi di euro onde rafforzare le
politiche attive per il mercato del lavoro, riorientare il
sostegno verso le categorie più vulnerabili, intensificare le
azioni volte a migliorare le competenze e, ove necessario,
optare per un finanziamento comunitario integrale dei progetti
durante questo periodo.
Contribuiranno alla tutela e alla creazione di posti di lavoro
anche finanziamenti fino a 4,5 milioni di euro provenienti dal
fondo di coesione e altre misure volte ad accelerare
l'attuazione dei principali progetti d'investimento.
Si riesaminerà il Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione (FEAG) per ampliarne il campo di applicazione
e consentire interventi più rapidi, affinché il Fondo possa
aiutare le persone a conservare il posto di lavoro o a
ritrovare un impiego. Anche il bilancio del FEAG sarà
riveduto.
Per creare domanda di manodopera, il piano invita gli Stati
membri a prendere in considerazione una riduzione dei
contributi sociali versati dai datori di lavoro per le persone
a più basso reddito e chiede al Consiglio di adottare, prima
del Consiglio europeo della primavera 2009, la direttiva
proposta per rendere permanenti le aliquote IVA agevolate per
servizi ad alta intensità di lavoro.
Investimenti intelligenti
Il piano di ripresa comprende proposte dettagliate di
partenariato fra il settore pubblico, attraverso i fondi della
Comunità, della BEI e nazionali, e il settore privato per
promuovere le tecnologie pulite attraverso un sostegno
all'innovazione, tra cui un'iniziativa europea per le auto
verdi, con un finanziamento combinato di almeno 5 miliardi di
euro, un'iniziativa europea per edifici efficienti sul piano
energetico, pari a 1 miliardo di euro, e un'iniziativa per le
"fabbriche del futuro" stimata a 1,2 miliardi di euro.
Il piano di ripresa attribuisce la massima importanza
agli "investimenti intelligenti". Investendo di più
nell'istruzione, nella formazione e nella riqualificazione si
aiutano le persone a conservare il posto di lavoro e a
rientrare nel mercato occupazionale, aumentando nel contempo
la produttività. Investendo nelle infrastrutture e
nell'efficienza energetica si mantengono in attività i
lavoratori dell'industria edilizia, si risparmia energia e si
migliora l'efficienza. Investendo nelle auto pulite si
contribuisce alla difesa del nostro pianeta e si conferisce
alle imprese europee una posizione di primo piano su un
mercato altamente competitivo.
Il piano di ripresa si baserà sulla legge per le
piccole imprese per concedere ulteriore sostegno alle PMI, ad
esempio abolendo l'obbligo per le microimprese di elaborare
conti annuali, agevolando l'accesso agli appalti pubblici e
garantendo che le autorità pubbliche paghino le fatture entro
un mese.
Il piano comprende anche ulteriori iniziative volte ad
applicare le norme sugli aiuti di Stato in modo tale da
disporre della massima flessibilità per affrontare la crisi
pur mantenendo condizioni di equa concorrenza. Queste nuove
misure comprendono un pacchetto di semplificazione volto ad
accelerare il processo decisionale, un aumento temporaneo
della "soglia di sicurezza" per il capitale di rischio a 2,5
milioni di euro e, sempre a titolo temporaneo, maggiori
possibilità per gli Stati membri di garantire i prestiti alle
imprese.
Un'impostazione equilibrata e differenziata
La proposta relativa al sostegno di bilancio mira a garantire
la partecipazione di tutti gli Stati membri evitando però di
applicare una strategia unica, che sarebbe inattuabile viste
le diverse situazioni di partenza (cfr. IP/08/1617 sulle
previsioni economiche di autunno della Commissione). Quelli
che hanno approfittato della congiuntura favorevole per
stabilizzare le finanze pubbliche dispongono di un margine di
manovra più ampio.
Il livello dell'incentivo è equilibrato. Da un lato, è
sufficiente per riuscire ad arginare la disoccupazione e per
permettere a milioni di PMI di sopravvivere alla crisi.
Dall'altro, evita di arrivare a livelli di indebitamenti
duraturi tali da minare nel lungo periodo la base economica
dell'Europa e da provocare in futuro una disoccupazione
massiccia.
La durata dell'incentivo è limitata a un periodo ben preciso,
dopo di che gli Stati membri dovrebbero contrastare il
deterioramento di bilancio. Si chiederà loro di specificare il
modo in cui intendono farlo e garantire la sostenibilità a
lungo termine nei programmi aggiornati di stabilità e
convergenza da presentare entro la fine del 2008.
Riforme strutturali
Per accelerare e rafforzare la ripresa, nonché scongiurare
crisi future, il piano di ripresa della Commissione prevede
altresì riforme strutturali ambiziose in funzione delle
esigenze dei singoli Stati membri. Alcune di queste riforme si
aggiungeranno al sostegno di bilancio per rilanciare la
domanda, ad esempio sostenendo il potere d'acquisto dei
consumatori attraverso un miglior funzionamento dei mercati.
Le riforme strutturali giuste, associate a investimenti
intelligenti, aiuteranno gli Stati membri, sulla base dei
progressi già compiuti nell'ambito della strategia di Lisbona,
a migliorare la competitività e a rafforzare la propria
posizione onde rimborsare i prestiti contratti e costituire
una piattaforma per la crescita sostenibile.
Il piano potenzia gli strumenti per garantire che gli Stati
membri rispettino i loro impegni nell'ambito della strategia
di Lisbona per la crescita e l'occupazione. I capitoli sui
singoli paesi pubblicati il 16 dicembre dalla Commissione
nell'ambito del pacchetto annuale di Lisbona valuteranno la
situazione in ciascuno Stato membro e comprenderanno proposte
supplementari di raccomandazioni specifiche per paese che la
Commissione inviterà il Consiglio europeo di primavera ad
approvare. Ciò significa che i leader dell'UE decideranno
collettivamente quello che ciascuno Stato membro deve fare
singolarmente per attuare il piano di ripresa garantendo al
tempo stesso la sostenibilità finanziaria a medio termine, in
particolare mediante un'accelerazione delle riforme di Lisbona
per promuovere la competitività.
Attuazione del piano
La Commissione chiede ai capi di Stato e di governo, riuniti
in occasione del Consiglio europeo dell'11 e 12 dicembre, di
adottare il piano di ripresa e di esprimere la loro ferma
intenzione di agire insieme in modo strettamente coordinato.
In tal modo, l'Europa potrà svolgere un ruolo guida a livello
internazionale prendendo misure decisive per sostenere
l'economia reale, nello stesso modo in cui la sua leadership
sui mercati finanziari ha permesso di raggiungere un accordo
in occasione del vertice G20 tenutosi a Washington il 15
novembre scorso.
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