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CATANIA -
RICORDATO al kiwanis IL GRANDE SCRITTORE SICILIANO GIUSEPPE
BONAVIRI NEL SECONDO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA
di Enza garipoli

SERGIO MARINO E MARIA VALERIA SANFILIPPO
CATANIA - Nel Secondo Anniversario della scomparsa
il Kiwanis di Acireale e la Fondazione Giuseppe Bonaviri
ricordano il grande scrittore siciliano.
Nella suggestiva cornice dell’Excelsior Palace Hotel di
Acireale ha avuto luogo un’interessante incontro sul tema “La
Sicilia di Giuseppe Bonaviri, uno scrittore da Nobel”,
promosso dal Kiwanis Club di Acireale e patrocinato dalla
Fondazione Giuseppe Bonaviri di Mineo nel secondo anniversario
della scomparsa del grande scrittore siciliano.
Relatrice della serata la dott.ssa Maria Valeria Sanfilippo
(Università di Catania), introdotta dal presidente del club,
il dott. Sergio Marino, che ne ha tracciato il profilo di
giovane studiosa, insegnante liceale, giornalista pubblicista.
Un coinvolgente excursus sulla figura e l’opera dello
scrittore di Mineo, tra i più rappresentativi autori del
panorama letterario del secondo novecento, tradotto in
numerose lingue (persino in arabo e in cinese), osannato
oltralpe da “Le Monde” come “re di Francia”, più volte nella
rosa dei candidati al Nobel e concordemente ritenuto dalla
critica internazionale degno di occupare un posto autonomo ed
originale accanto a fuoriclasse della statura di Verga,
Pirandello, Sciascia, come pure Lorca, Marquez, per citare
solo qualche nome .
In perfetta ottemperanza ai valori kiwaniani, volti a
sostenere la causa dell’infanzia e dei diritti civili, l’opera
di Bonaviri – ha osservato la relatrice – “dà voce anche
all’età della fanciullezza, assegnando un posto privilegiato
al codice fiabesco”. Con la sua “carica d’amorosità” e al di
là di ogni colore ideologico e politico, Bonaviri si fa
infatti carico delle lotte sociali più significative. Tra le
componenti-cardine della sua scrittura l’armonia universale,
la dimensione cosmica, il plurilinguismo, le valenze
interculturali e multietniche. “Bonaviri – ha sottolineato
Maria Valeria Sanfilippo – è un siciliano che ha combattuto
l’imperante impulso omologante in virtù di una valorizzazione
della specificità isolana, della diversità come arricchimento,
senza tuttavia rinnegare le logiche più autentiche del
villaggio globale, semmai consolidandole”. Testimoniando il
variegato mosaico nazionale di popoli, culture e lingue, lo
scrittore di Mineo si è anche inserito a pieno titolo nella
ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Un appassionato viaggio che, attraverso l’analisi della
raccolta bonaviriana “Novelle saracene”, compiuta dalla
relatrice, ha altresì consentito di ricreare atmosfere, moduli
e stilemi di quelle novellatrici popolari che, vissute tra
Otto e Novecento, hanno saputo accompagnare alla parola
l’impareggiabile rituale del gesto e, talvolta, la melodia del
canto.
“Quest’incontro – ha affermato il presidente Marino – mira a
valorizzare il patrimonio territoriale e culturale della
nostra Isola”. La studiosa ha, tra l’altro, evidenziato
l’impegno della Fondazione Giuseppe Bonaviri e dell’Istituto
di Storia dello Spettacolo Siciliano a diffondere, sia in
ambito nazionale che internazionale, la figura e l’opera dello
scrittore di Mineo.
“È necessario – ha concluso Maria Valeria Sanfilippo, a seguito di
un vivace dibattito – promuovere quegli autori che della
sicilianità hanno saputo fare il grimaldello interpretativo di
un’unica esistenziale metafora del mondo, troppo spesso
condannati a un ingiusto oblio e soggetti ad essere nemo
profeta in patria”.
Ad arricchire la serata il raffinato documentario
“Bonaviri ritratto”, per la regia di Massimiliano Perrotta.
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