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PALERMO - STRACCHIOLITUDINE, QUELL'ANTROPOLOGA DI ANNA
MAURO...
Al Kursaal UNA PRESENTAZIONE DEGNA DELL'AUTRICE SICILIANA
CON... COLPO DI SCENA FINALE
di Enza Garipoli

PALERMO - Stracchiolitudine
di Anna Mauro è stato presentato puntualmente il 17 dicembre
scorso come promesso e... come previsto ha registrato una
folta affluenza di estimatori, amici e fan di tutte le eta'
della scrittrice ed autrice teatrale palermitana.
Al termine della
presentazione di "STRACCHIOLITUDINE" da parte di:
Simonetta Genova, Enza Garipoli, Gaetano Basile e Dora Piraino,
si e' verificato un vero colpo di scena sul palchetto per
l'irruzione della stessa protagonista del nuovo libro di Anna
Mauro, l'esilarante "Stracchiolitudine", e cioe' la
Stracchiola Franca con tutta la famiglia, compreso il
vicinato, al seguito...
Impossibile trattenere le
risate, che gli intervenuti non hanno lesinato scuotendo
sonoramente le antiche volte del Kursaal Kalhesa.
QUELL'ANTROPOLOGA DI ANNA
MAURO
Antropologa del Folklore
palermitano, cosi' amerei definire Anna Mauro, antropologa
metropolitana di indiscutibile valore per quella sua ricerca
appassionata delle tradizioni siciliane ma palermitane in
particolare, avvicinandola non solo a Pirandello, come ho gia'
avuto modo di affermare in miei precedenti interventi
sull'opera dell'autrice ma, nel caso di Stracchiolitudine,
anche e a pieno merito al grande Eduardo De Filippo.
Nel novissimo libro di Anna
Mauro, ritroviamo personaggi forse poco familiari, ma che
di sicuro abbiamo noi stessi incrociato in vari luoghi e
situazioni. Pero', sono personaggi in via di estinzione, che
man mano verranno spazzati via dall' "acculturamento" e che,
senza l'opera dell'autrice sarebbero stati probabilmente
dimenticati tra una manciata d'anni.
La "corazzata Franca",
cioe' la protagonista di Stracchiolitudine, e' un'icona
profana, ma pur sempre un'icona preziosa, con la sua infinita
famiglia, l'inesauribile quanto invadente parentado, i suoi
sogni e il lodevole impegno che la portera' lontano... Lei e'
orgogliosa di essere quel che e' e per questo non vuole
restare una qualunque, anzi, e' convintissima che la sua
vita semplice ma varia, se raccontata come riuscira' a
fare lei, seppure con l'aiuto della figlia di terza media
(incaricata di correggere il suo prezioso manoscritto) con la
quale a successo raggiunto dividera' i ricchi proventi... la
sua vita, se raccontata nero su bianco riuscira' a fare di lei
una persona ricca. Proprio come accade a tutti quei criminali,
presentatori, attori, politici eccetera che guadagnano un
sacco di soldi scrivendo le proprie vite ed esperienze.
E se tutti scrivono, perche'
non dovrebbe farlo Franca? E così Franca la Stràcchiola
comincia la sua avventura di scrittrice che certamente la
portera' lontano.
Tramite Anna Mauro, questo personaggio esilarante, ma non
troppo - poiche' l'intelligenza di Anna e' andata ben oltre
l'spetto ilare e cabarettistico della sua opera - si presenta
al lettore con la sua anima innocente, la innocenza del popolo
siciliano, la stessa schiettezza e praticita' del popolo
siciliano per antonomasia e cioe' quello palermitano, scolpito
da Anna mauro con amore ed ironia.
Umorismo allo stato puro
e' la componente principale di "Stracchiolitudine". Ma oltre
il riso, a volte un po' amaro, c'e' anche l'accorato messaggio
sociale che caratterizza l'opera omnia dell'autrice. Insomma,
ho trovato il libro, scritto nel quaderno di Franca la
Stràcchiola, molto brillante, esageratamente divertente,
piacevolmente scorrevole, con i suoi episodi confezionati a
ciliegia nel senso che "uno tira l'altro".
Di Stracchiolitudine, non ho
potuto non apprezzare l'aspetto "antropologico", in quanto
Anna Mauro, come ho anticipato in apertura, vi ha immortalato
tipi e idiomi che, grazie alla sua opera, verranno preservati
dall'oblio. Pertanto... saranno salve espressioni uniche
quanto intraducibili come questi "eseccizzi ri cuannu unu
sincazza:
Passapitittu!
Facci i beccamortu!
Spascialittu!
Sienti a sta tappinara!
E ci sono pure gli esercizi,
che tutti i giorni Franca porta a compimento per migliorare la
sua sgangherata scrittura, di "cuannu una e' cuntienta e che
terminano col punto "escavativo" !!!!!!
Marriscialavu!
Mi staiu arricriannu!
Veni u cuori!
E tanti altri ancora....
Concludo con un breve accenno
all'episodio intitolato "I fiesti ri Natali", dato che e'
un argomento attuale, dove Franca racconta il "suo" Natale,
che per lei e' una ricorrenza in cui la gente pensa solo a "mangiari"
"si pienza sulu a ghinchirisi a panza" e nel mentre i parenti
le invadono casa, perche' e' la piu' grande...
In verita', Franca e' il nostro ben celato lato popolano
quando esclama: "Sti fiesti unnavissiru a bieniri mai. Su 'na
gran camurria!"
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