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ROMA - RIVOLTA E SCONCERTO PER LA LIBERTA' VIGILATA
CONCESSA ALLA TERRORISTA FRANCESCA MAMBRO, CHE NONOSTANTE
NOVE ERGASTOLI PER OMICIDI VARI E LA STRAGE DI BOLOGNA E
UNA CONDANNA AD 84 ANNI DI RECLUSIONE PER ALTRI REATI REATI
TORNERA' COMPLETAMENTE LIBERA NEL 2013
di Enza Garipoli

FRANCESCA MAMBRO E FIORAVANTI
ROMA - Sconcerto e disappunto si sta diffondendo
tra gli utenti di Internet, con commenti di disapprovazione e
anche qualcosa di più forte, in seguito alla notizia della
liberta' vigilata definitivamente concessa dalla Cassazione,
(che ha praticamente ratificato l'ordinanza del Tribunale di
sorveglianza contro cui aveva proposto appello la Procura),
alla terrorista Francesca Mambro (nata a Chieti, 25 aprile
1959) ora considerata come ex terrorista italiana di estrema
destra e moglie del suo complice e terrorista pure lui Valerio
Fioravanti, che da ragazzino interpreto' il ruolo del piccolo
e simpatico "Giusva" nella commedia televisiva "La famiglia
Benvenuti con il grande Enrico Maria Salerno.
Le proteste contro la scarcerazione di Francesca Mambro
presero il primo avvio già nell'ottobre scorso, in occasione
della sentenza ora confermata dalla Cassazione che ha
rigettato il ricorso della procura romana.
Ecco come si espressero Mario Adinolfi con altri
blogghisti e frentatori del Web: La rete è ormai infiammata e
l’incendio continuerà. Adinolfi guarda il tutto e commenta: “Abbiamo
il dovere della memoria, perché tutti sanno chi è Francesca
Mambro, ma di Alessandro Caravillani, un diciassettenne
ignaro che stava andando a scuola e si trovava al
momento sbagliato davanti a quella belva, nessuno ricorda
neanche il nome. Io lo faccio, ogni anno, sul blog: l’unico
luogo di libertà che ci resta è la rete”.
Caravillani è morto nel 1982, novantaseiesima e ultima
vittima di Mambro, almeno stando all’elenco delle sentenze
passate in giudicato che pesano sul nome dell’ex terrorista
dei Nar, che nel 1998 era già in semilibertà.
CARRIERA E CONDANNE DI FRANCESCA MAMBRO TERRORISTA DI
ESTREMA DESTRA
Per la cronaca, ricordiamo che Francesca Mambro è stata
riconosciuta responsabile complessivamente dell'uccisione di
95 persone ed è stata condannata complessivamente a 6
ergastoli e a 84 anni e 8 mesi.
Ha scontato in carcere circa 26 anni, 16 dei quali in
detenzione permanente più circa 10 in regime di semilibertà.
Lavora per l'associazione Nessuno Tocchi Caino.
Ha preso parte alla commissione dei seguenti attentati,
omicidi e altri reati:
* Il 7 marzo 1979, alla vigilia della ricorrenza della
Festa della Donna (8 marzo), un gruppo di estremiste di
destra, tra le quali Francesca Mambro, piazzò una rudimentale
bomba davanti alle finestre del Circolo culturale femminista
nel quartiere Prati, a Roma. A pochi metri di distanza,
Valerio Fioravanti ed altri estremisti armati, restavano a
copertura, pronti eventualmente ad intervenire.
* Il 28 maggio 1980 partecipò all'attentato compiuto
davanti al liceo romano Giulio Cesare in cui fu
assalita la pattuglia di vigilanza e fu ucciso l'appuntato
di polizia Francesco Evangelista (detto "Serpico"),
e fu ferito il suo collega Giuseppe Manfreda.
* Il 23 giugno 1980. Fioravanti, Mambro e Cavallini
uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il
magistrato, 42 anni, è appena uscito di casa; da due anni
conduce le principali inchiesta sui movimenti eversivi di
destra. Ha ereditato i fascicoli d’indagine dal giudice
Vittorio Occorsio. Poco prima di essere assassinato aveva
chiesto l’uso di un'auto blindata. Gli fu negato. All’indomani
dell’omicidio, i Nar telefonano ad un quotidiano e fanno
ritrovare un volantino di rivendicazione che dice: «Oggi 23
giugno 1980 alle ore 8:05, abbiamo eseguito la sentenza di
morte emanata contro il sostituto procuratore Mario Amato, per
le cui mani passavano tutti i processi a carico dei camerati.
Oggi egli ha chiuso la sua squallida esistenza imbottito di
piombo. Altri, ancora, pagheranno». Amato aveva annunciato che
le sue indagini lo stavano portando «alla visione di una
verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di
quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi».
* Il 2 agosto 1980 (Strage di Bologna) una bomba nella
sala di aspetto di seconda classe della stazione di Bologna
uccise 85 persone. Per questo attentato furono condannati
all'ergastolo, quali esecutori materiali dell'attentato, i
terroristi Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (sentenza
resa definitiva in Cassazione il 23 novembre 1995). Di questa
strage la Mambro ed il Fioravanti in seguito si sono sempre
proclamati innocenti adducendo di non avere particolari
ragioni (anche a causa del numero di ergastoli rispettivamente
già accumulati in precedenza) per eventualmente negarne la
paternità nel caso l'avessero compiuta.
* Il 9 settembre 1980 Francesca Mambro, Soderini, Valerio e
Cristiano Fioravanti, uccisero Francesco Mangiameli,
dirigente del movimento di estrema destra Terza Posizione in
Sicilia e testimone scomodo in merito alla strage di Bologna,
accusandolo di essersi trattenuto fondi del movimento.
* Il 5 febbraio 1981, mentre tentava insieme a complici di
recuperare delle armi gettate nel canale scaricatore di
Padova, fu sorpresa da una "gazzella" dei carabinieri. Ne
seguì uno scontro a fuoco nel quale perirono i due carabinieri
(Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni).
Dagli atti del processo è emerso che durante l’imboscata
Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla
Mambro, nascosta dietro un’auto, «Spara, spara!». Nello
scontro Valerio Fioravanti fu ferito gravemente e arrestato
poco dopo, gli altri componenti del gruppo (tra cui la Mambro)
sfuggirono invece all'arresto.
* Il 31 luglio 1981, nell'ambito di un regolamento di conti
all'interno della destra eversiva, fu ucciso Giuseppe De
Luca. All'omicidio partecipò Francesca Mambro.
* Il 30 settembre 1981 fu ucciso il ventitreenne Marco
Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi
Ciavardini, poiché ritenuto un "infame delatore". Del commando
omicida faceva parte Francesca Mambro.
* Il 21 ottobre 1981 alcuni membri dei Nuclei Armati
Rivoluzionari (NAR), tra cui Mambro, tesero un agguato, a
Roma, al capitano della Digos Francesco Straullu e all'agente
Ciriaco Di Roma, uccidendoli entrambi.
Il capitano Straullu, 26 anni, aveva lavorato con grande
impegno per smascherare i membri dell'eversione nera. Nel 1981
ne aveva fatti arrestare 56. La mattina dell'agguato non aveva
la solita auto blindata, in riparazione da due giorni.
* Il 5 marzo 1982 durante una rapina a Roma uccise
Alessandro Caravillani, in seguito, ferita, fu arrestata.
* Nel febbraio 1985, ha sposato in carcere Valerio Fioravanti.
* Nel 1998 è stata ammessa al regime di semi-libertà.
Attualmente collabora all'associazione Nessuno tocchi Caino.
* Nel 2008 il tribunale di sorveglianza di Roma le ha concesso
la libertà condizionale fino al 2013 quando, in assenza di
altri reati, la pena sarà estinta. La decisione è stata
aspramente criticata dall'Associazione tra i familiari delle
vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto
1980 il cui presidente ha affermato che «l'omertà di Stato è
stata più forte della legge».[2].
Condanne giudiziarie
* Ergastolo per l'omicidio di Franco Evangelista (28 maggio
1980)
* Ergastolo per essere mandante dell'omicidio di Mario Amato
(23 giugno 1980)
* Ergastolo per la strage alla stazione di Bologna (2 agosto
1980)
* Ergastolo per l'omicidio di Francesco Mangiameli (9
settembre 1980)
* Ergastolo per l'omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5
febbraio 1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Giuseppe De Luca (31 luglio
1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Marco Pizzari (30 settembre
1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Francesco Straullu e Ciriaco Di
Roma (21 ottobre 1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Alessandro Caravillani (5 marzo
1982)
* Condanna per complessivi 84 anni e 8 mesi di reclusione per
altri reati quali: furto e rapina (una ventina in tutto),
detenzione illegale di armi, violazione di domicilio,
sequestro di persona, ricettazione, falso, associazione
sovversiva, violenza privata, resistenza e oltraggio,
attentato per finalità terroristiche, occultamento di atti,
danneggiamento, contraffazione impronte.
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