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POTENZA - Caso Claps, domani, martedi'
30 marzo, altro sopralluogo della polizia Scientifica nel
sottotetto della chiesa dove e' stato trovato il corpo di
Elisa Claps - Un operaio durante un sopralluogo vide "un
mucchio di roba ammassata"

POTENZA
- Secondo i primi risultati delle perizie medico-legali e
della Scientifica sul corpo di Elisa Claps, ritrovato il 17
marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Santissima
Trinità a Potenza, la giovane vittima in precedenza era stata
ricoperta da tegole e calcinacci.
Sul corpo di Elisa, infatti, sono state rilevate delle
"fratture alle costole", come se avessero subito il peso di
qualcosa nel tempo. La presenza del materiale edile sulla
ragazza sarebbe confermato anche dalla testimonianza di un
operaio di una ditta di impianti elettrici che, in un
precedente sopralluogo, nel locale del sottotetto dove è stato
ritrovato il corpo, riferì di aver visto "un mucchio di roba
ammassata" tra cui "tegole e calcinacci". Se le successive
analisi degli inquirenti confermeranno che il corpo della
sedicenne era "sepolto" sotto quel materiale, sarà necessario
individuare chi e quando lo ha rimosso e soprattutto perché.
Martedì la scientifica tornerà in chiesa per acquisire "ogni
elemento utile all'indagine".
Elisa Claps, scomparve il 12 settembre del 1993, in pieno
centro, in via Pretoria a Potenza. Restivo dichiarò che, dopo
un appuntamento con Elisa, la vide uscire dalla chiesa mentre
lui si fermò a pregare. Poi, scendendo le scale mobili (allora
in costruzione) nel tornare a casa, si ferì ad una mano e si
fece medicare al pronto soccorso. Ma i giudici non gli hanno
mai creduto fino in fondo.
"Dovrebbe fare la cosa più sensata di questo mondo: rientrare
spontaneamente in Italia, consegnarsi alle autorità italiane e
cominciare a spiegare quella lontana giornata del 12 settembre
1993", ha detto in un'intervista al Tg5 Gildo Claps, fratello
di Elisa, il quale ha anche ribadito i dubbi della famiglia
sul ritrovamento del cadavere e ha definito "una messa in
scena" quello del 17 marzo.
Da alcuni anni Restivo è un cittadino inglese, residente a
Bournemouth, nel Dorset. L'uomo, che ora ha 38 anni, è l'unico
sospettato dell'omicidio di una donna. "Noi da quel 12
settembre 1993, senza alcuna difficoltà - ha proseguito Gildo
Claps - abbiamo sempre indicato Danilo Restivo come principale
sospettato rispetto alla scomparsa di Elisa".
"Dall'ultimo sopralluogo e dai rilievi che sono in corso
all'Istituto di medicina legale di Bari - ha aggiunto il
fratello della ragazza - ci aspettiamo la verità. Speriamo che
Elisa ci possa ancora raccontare e dire qualcosa di quella
maledetta giornata e ci possa indicare l'assassino o gli
assassini che quel giorno le hanno strappato la vita".
Riferendosi alla possibilità che il corpo di Elisa sia stato
ritrovato a gennaio da Don Vagno, viceparroco della chiesa
della Santissima Trinità di Potenza e non il 17 marzo da
alcuni operai che stavano facendo dei lavori nel sottotetto
della canonica, Gildo ha aggiunto che "questo è l'ultimo
scempio, l'ultima vergogna alla memoria di Elisa. Se, come
sembra confermato da fonti investigative, fosse vero, vorrebbe
dire che il ritrovamento di mercoledì 17 marzo era una messa
in scena: è come se - ha concluso Claps - Elisa fosse morta di
nuovo quel 17 marzo".
Dunque l'inchiesta procede su due piani, da una parte le indagini di
polizia scientifica che tornerà nella chiesa per altri rilievi
nei prossimi giorni e dall'altra l'autopsia. Altro piano di
azione è l'ascolto di possibili testimoni. Da questa attività
è nata l'ipotesi del ritrovamento anticipato del corpo. Così
infatti sostiene don Vagno, interrogato in questura, che
dichiara di averlo saputo da Annalisa Lo Vito e Margherita
Santarsiero, figlia e madre, donne delle pulizie. Le due
negano risolutamente. "Mai state lì", hanno dichiarato agli
inquirenti. Neppure lo conoscevano il sottotetto, hanno
risposto. Non ne sapevano nulla nemmeno il parroco, don
Ambroise Atakpa (originario del Togo) né il vescovo, monsignor
Agostino Superbo. Don Vagno l'ha taciuto a tutti ma non è
indagato.
Il cadavere di Elisa Claps - se, come ritengono gli
investigatori, non è mai stato spostato dal sottotetto della
chiesa - poteva essere ritrovato, al più tardi, il 25 luglio
2001. Quel giorno, infatti, la polizia, dopo aver informato la
Procura di Salerno, fece un'ispezione nella chiesa che non
diede alcun esito. Della vicenda si parla specificamente in un
atto della Procura di Salerno del primo agosto 2001. "Il
10.5.2001 - è scritto al foglio 52 di un provvedimento firmato
dall'allora procuratore della Repubblica di Salerno Luigi
Apicella e dai sostituti procuratori Rosa Volpe e Luigi
D'Alessio - la Squadra mobile di Potenza trasmetteva (alla
Procura di Salerno, ndr) nota informativa inerente ad altra
notizia confidenziale raccolta da un Sovrintendete di Polizia
(Mario Leone). In particolare dalle notizie confidenzialmente
apprese dal Leone si rendeva opportuno eseguire una ispezione
nei sotterranei della chiesa della Trinità di Potenza ed,
ancora, all'interno degli edifici disabitati e diroccati
adiacenti alla chiesa stessa. L'ispezione, eseguita il 25
luglio 2001 - si legge - non dava alcun esito".
E ancora, a proposito di Restivo, i magistrati salernitani
scrivono in un atto sempre del 2001 che la condanna per false
dichiarazioni al pm inflitta all'uomo nell'inchiesta sulla
scomparsa della ragazza "non ha mai sopito i sospetti sulla
sua persona" per il delitto di omicidio, ma, "al di là dei
sospetti e dei meri indizi", non sono state raccolte fonti di
prova sufficienti per un processo. Il giovane, inoltre, ha
sempre mantenuto un "comportamento di chiusura netta" sulla
vicenda, talvolta "elogiato" dalla sua famiglia, che ha
"elevato una impenetrabile barriera protettiva intorno a lui".
Anche in Inghilterra seguono con grande attenzione la vicenda
di Potenza. A Bournemouth, città balneare del Dorset, dove
vive Danilo Restivo, si cerca la verità su un altro omicidio,
quello della sarta 48enne Heather Barnett, trovata morta il 12
novembre del 2002, uccisa con un grosso corpo contundente,
trovata nel bagno di casa con i seni mutilati e con due
ciocche di capelli nelle mani, una non appartenente a lei. Per
questa vicenda Restivo è stato interrogato due volte dai
detectives del Dorset. Abita molto vicino alla casa del
delitto. La famiglia Barnett spera che da Potenza possano
giungere elementi importanti per l'inchiesta di Bournemouth.
Alla stampa locale la sorella della vittima, Denise Barnett,
ha detto che "spera che la scoperta di Potenza possa essere il
pezzo mancante del puzzle che aiuta a mettere insieme l'intero
caso".
Danilo Restivo si è sempre proclamato innocente per la
scomparsa di Elisa Claps e non è stato formalmente incriminato
per l'omicidio Barnett. L'estraneità di Restivo dal caso Claps
è stata ribadita dal suo avvocato, Mario Marinelli, che lo
difese già nel processo per falsa testimonianza in cui l'uomo
fu condannato nel 1998 a due anni e 8 mesi per non aver saputo
spiegare un buco di oltre un'ora nella ricostruzione dei suoi
spostamenti del 12 settembre del '93.
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