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PALERMO - ARRESTATO NEL TRAPANESE DOMENICO RACCUGLIA,
CONSIDERATO IL N° 2 DI COSA NOSTRA: ERA RICERCATO DA 15 ANNI E
GIA' CONDANNATO ALL'ERGASTOLO PER L'OMICIDIO DEL PICCOLO
GIUSEPPE DI MATTEO
Arrestati anche due coniugi incensurati per favoreggiamento
PALERMO - Duro colpo a
Cosa nostra, con l'arresto del boss Domenico Raccuglia
latitante da 15 anni e condannato all'ergastolo per il
concorso nell'assassinio spietato del piccolo Giuseppe Di
Matteo.
La polizia di Stato lo ha arrestato, nel Trapanese. Raccuglia
e' originario di Altofonte, in provincia di Palermo, detto 'il
veterinario' e' un ex delfino del boss di San Giuseppe Jato,
oggi pentito, Giovanni Brusca.
Raccuglia e' stato gia' condannato a 3 ergastoli, di cui
uno per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, e a 20
anni per tentato di omicidio. Durante la latitanza, nonostante
i controlli sulla moglie, e' riuscito a diventare padre per la
seconda volta.
La polizia ha arrestato per favoreggiamento nei
confronti di Raccuglia due coniugi, Benedetto Calamusa,
44 anni, e la moglie Antonia Soresi, di 38, entrambi senza
precedenti penali. Sono i proprietari dell'abitazione dove il
boss latitante si nascondeva a Calatafimi Segesta. Quando
Raccuglia e' arrivato alla questura di Palermo, accompagnato
da una decina di auto della polizia, gli agenti che hanno
partecipato al blitz sono stati accolti dagli applausi dei
ragazzi del Comitato antiracket Addiopizzo.
Il boss Raccuglia, 45 anni, si nascondeva in un appartamento alla
periferia di Calatafimi. Al momento dell'irruzione ha tentato
di fuggire. Quando gli agenti sono entrati era da solo.
Nell'abitazione, che sarebbe stato il suo covo da qualche
giorno, gli agenti hanno rinvenuto numerose pistole. Raccuglia e' stato
poi condotto alla Questura di Palermo.
"L'arresto del boss e' uno
dei colpi piu' duri inferti alla malavita siciliana perche'
Raccuglia era il numero due di cosa
nostra", ha dichiarato il ministro dell'interno Roberto Maroni
non appena avvisato dell'operazione della polizia.
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