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Catania - Sicilia Mondo - Proteste alle FS da parte dei
siciliani per la interruzione dei convogli ferroviari a lunga
percorrenza Sud-Nord Italia
CATANIA - Lettera di Sicilia Mondo a Corrado
Passera, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
On. Ministro,
dalla mezzanotte dell’11 dicembre corrente, sono stati
soppressi i convogli passeggeri a lunga percorrenza
Sicilia-Milano-Torino-Venezia.
A Roma bisognerà scendere ed attendere le coincidenze per
salire in altro treno. Come se non bastasse, chi parte da
Caltanissetta o Agrigento, dovrà prima raggiungere in autobus
Siracusa o Palermo per l’unico treno in direzione Roma,
partenza di notte. Un’autentica “porcata”, per dirla nel
linguaggio parlamentare di un ex Ministro della Repubblica
Italiana.
Sicilia Mondo, con la presente, intende farsi portavoce della
indignazione dei Presidenti delle Associazioni Siciliane in
Lombardia, appositamente riunitesi all’Hotel Mercure di
Milano, per denunziare il disagio che incontrano le famiglie
siciliane che vivono nel Nord Italia per raggiungere la
Sicilia. Emblematico quanto sta avvenendo in questi giorni
festivi per le famiglie con bambini e anziani che
tradizionalmente ritornano in Sicilia per le festività.
Ancora più diffusa la protesta dei corregionali di stanza nei
paesi europei, dei tantissimi siciliani fuori dalla Sicilia
per motivi di lavoro, di professione, di giovani che studiano
in Europa. Per loro, e sono tanti, raggiungere la Sicilia è
diventata un’avventura. Come imbarcarsi per l’Africa. Che ci
sia la lesione di un diritto nei confronti dei siciliani è di
tutta evidenza.
I siciliani che vivono all’estero sono gli osservatori più
attenti della immagine Italia e delle sue quotazioni nel
mondo. Lo fanno con orgoglio ma anche con apprensione.
Alcuni hanno telefonato perché increduli della interruzione
del lungo percorso ferroviario.
Ci hanno ricordato che sono stati i treni della sofferenza,
mai dimenticati, coi i quali hanno attraversato tutta l’Italia
per cercare altrove futuro e speranza. Ci hanno detto: sono i
treni della nostra storia personale ma anche i treni che hanno
fatto dell’Italia una nazione unita.
La interruzione della lunga percorrenza divide l’Italia, hanno
sottolineato, e scava di più il divario largamente sbilanciato
tra Nord e Sud.
In realtà è così. Roma non può essere una stazione di confine
dove si cambia treno per entrare nel Nord opulento dove sono
stati dirottati fiumi di risorse con strade a quattro corsie,
treni ad alta velocità, aeroporti in ogni angolo. Col sostegno
economico dello Stato e, quindi, anche quello del Sud.
Questo non è possibile. Non si può perennemente filosofare
sulle ragioni storiche, politiche ed ambientali che fanno la
differenza con il Sud.
Senza investimenti, senza innovazione, soprattutto senza
volontà politica, sono tutte parole al vento.
I Governi vedono e tacciono. I parlamentari meridionali
galleggiano.
A Lei, On. Ministro, anche i siciliani che vivono fuori dalla
Sicilia, chiedono di intervenire presso Trenitalia,
concessionaria di un pubblico servizio, diffidandola a
garantire diritti eguali per tutti gli italiani.
Dal Governo Monti, di cui Lei On. Ministro è un pilastro
portante, ci si attende che non vengano deluse la corale
fiducia ed aspettativa di tutti i siciliani.
Con distinti ossequi
Il Presidente
Avv. Domenico Azzia
Qui la
notizia della soppressione dei treni per il Nord
riportata da Il fatto quotidiano
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