Catania - Anpi: I catanesi chiedono sicurezza, Quella
vera
CATANIA - I dati nazionali ultimi sugli atti
criminali che si consumano a danno dei cittadini, propagati
pochi giorni addietro, confermano, ancora una volta, lo
stato disastroso di drastica e tragica insicurezza che
riguarda la città e la provincia di Catania. I cittadini catanesi sono costretti a vivere,
purtroppo da lungo tempo, flagellati da una enorme quantità
di atti delittuosi. In particolare: si è al primo posto per furti d’auto ( n.
8401e scippi ( n. 1789); al terzo posto per
rapine, con 1988 eventi. Si aggiungono, inoltre, aggravando in maniera
drastica lo stato generale di assoluto rischio e pericolo
che caratterizza la vita quotidiana dei cittadini catanesi,
le tantissime pratiche di illegalità e azioni persecutorie
frutto delle articolate e criminali attività mafiose
organizzate e dalle condotte di innumerevoli e lesive
pratiche abusive;
da quelle estorsive - gestite dalla delinquenza
- che tragicamente strozzano la maggior parte delle attività
commerciali e produttive, a quelle innumerevoli da strada,
prodotte, in specie per la particolare intensità e
ricorrenza, da una enorme sfilza di cosiddetti
guardiamacchine, frutto della povertà o del racket.
In più, a Catania, in aggiunta ai negativi indici
prodotti dai variegati inquinamenti e alla storica mala
gestione della cosa pubblica che intossicano la normale e
civile vivibilità , sul piano generale delle condizioni di
vita e delle strutturali insicurezze si è ultimi tra gli
ultimi su scala nazionale. Per la diffusa povertà che
interessa oltre un terzo delle persone e delle famiglie
residenti, per produzione e mantenimento di reddito, a
partire dal lavoro, per degrado ambientale. Inoltre sono
stati smantellati tutti i basilari servizi pubblici
predisposti ad assistere i diseredati; i tanti, locali o
migranti, stazionanti a Catania.
"L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE INSEGUE I PELI NON LE TRAVI"
E L'ANPI RICHIEDE IL RITIRO DELLE ORDINANZE
Di fronte a questo immane e tragico disastro,
l’amministrazione comunale, tendendo a rimuovere
l’attenzione dai drammatici problemi veri, insegue i peli e
non le travi.
Infatti, le recenti sei ordinanze sulla sicurezza pubblica
locale, in vigore dal giorno 1 agosto, pur avendo davanti
una enorme marea di fatti criminali, con dimostrazione di
inutile e dannosa intolleranza, perseguono, tra l’altro, con
sanzioni pecuniarie fino a 500 euro, una serie di atti del
tutto marginali, o vessatorie delle umane necessità: “
l’abbandono per terra di mozziconi di sigarette, lattine -
in una città piena di discariche abusive e dalla cronica
deficienza del servizio rifiuti, a partire dalle
differenziate -, o, l’attività soprannominata di
“accattonaggio molesto”, condotta da persone povere che pur
di racimolare l’estremo minimo per la loro già disumana
sopravvivenza, chiedono l’elemosina, cioè l’umana carità .
Sono ordinanze che infrangono il bene comune democratico,
ribadito dai valori costituzionali fondati su solidarietà ,
assistenza e accoglienza, e dai primari valori umani. Pertanto, l’ANPI “ Associazione Nazionale Partigiani
d’Italia - di Catania, nel considerare fondamentale per
le esigenze reali e concrete di tutto il consesso cittadino
la civile e democratica determinazione delle priorità e
degli atti operativi necessari a garantire ai cittadini vera
sicurezza e decoro sociale, nel richiedere
all’amministrazione comunale - nel merito degli indirizzi
prescelti e sulle inique e spropositate quantità economiche
sanzionanti - il ritiro delle ordinanze, invita le forze
sociali, intellettuali, politiche e sindacali della città ,
gli organi di informazione, le strutture laiche e religiose,
a contribuire con le loro valutazioni, a promuovere un
necessario e fondamentale confronto di partecipazione attiva
e propositiva, rivolto a contribuire a individuare la
griglia delle priorità cittadine che devono essere
affrontate dalle strutture istituzionali, a partire da
quelle locali, atte a rimuovere le vere cause di
insicurezza: attività criminali, illegali e di degrado
permanente, che caratterizzano la quotidianità dei cittadini
catanesi.
Infine, nel formulare al nuovo Signor Prefetto, Vincenzo
Santoro, vivi auguri di buon lavoro, auspichiamo fattivi e
mirati interventi per ripristinare la legalità costantemente
infranta dagli innumerevoli atti delittuosi ed illegali che
avvelenano la vita dei cittadini.