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LA FESTA DI
SANT'AGATA COMINCIA
Catania - La citta' in festa per la patrona
Sant'Agata
di Enza Garipoli

SANT'AGATA IN PROCESSIONE
CATANIA - L'atteso Festino in onore di Sant'Agata
comincia tra devozione e fede. In questi giorni la città di
Catania si trasforma: si svuota alle periferie e nelle strade
che non sono interessate ai solenni festeggiamenti che quasi
ininterrottamente accompagnano le celebrazioni rituali sia
religiose che profondamente tradizionali.
Fedeli, devoti, turisti a migliaia circondano il
Fercolo della Santa, ma sono i "devoti" con il saio (sacco)
bianco che rendono spettacolari le processioni, le soste per
accogliere le offerte e i voti, con le loro invocazioni a San'Agata.Tutto
ciò contribuisce a rendere unica e celeberrima la Festa per la
patrona di Catania, tanto da esser considerata tra le più
belle al mondo.
Si stima che per i
festeggiamenti siglati "2012" interverranno a Catania, tra
residenti e forestieri, oltre un milione di persone per
assistere a questi tre giorni intensi, completamente dedicati
alla patrona. Infatti, dal 3 al 5 febbraio, si
succederanno con storica cadenza festeggiamenti in onore della
giovane martire cristiana.
Il 3 febbraio, giorno è dedicato all’offerta dei ceri:
candele enormi che, secondo la tradizione, hanno le dimensioni
di altezza e peso alla persona che li offre alla Santa
patrona.
Imponenti le sfilate per tutti i quartieri della città di 11
candelore, delle caratteristiche costruzioni in legno
cesellato simili a gigantesche candele votive a più piani che
rappresentano le antiche corporazioni e mestieri catanesi. Le
candelore sono trasportate a spalla, ed è un onore per i
prescelti, in processione insieme alle carrozze del
Settecento, quelle autentiche che appartenevano al Senato che
all’epoca governava il capoluogo etneo e che sono custodite
all'interno del Palazzo degli Elefanti: sede del Comune.
Anche quest’anno, le maggiori autorità civili e
religiose partecipano al giro della fornace della Cattedrale
della città ed alla raccolta della cera. Alla fine di questo
giorno, in piazza Duomo si svolge uno spettacolo grandioso di
fuochi artificiali, che ricordano non solo il martirio della
Santa ma anche il suo ruolo di guardiana dell’Etna.
Il 4 febbraio è fra tutti il giorno più atteso ed
emozionante: in questo secondo giorno, Agata Santa incontra il
popolo. Fin dalle prime luci del mattino, nonostante il
freddo, i "cittadini", indossando il "sacco" e sventolando
fazzoletti bianchi, si riversano per le vie del centro
storico: il sacco è un abito votivo, una sorta di camice di
colore bianco lungo fino alla caviglia e legato in vita da un
cordino, completato da un berretto nero e da guanti bianchi:
così nel 1126 i catanesi erano vestiti, mentre correvano
incontro alle reliquie di Sant'Agata, che ritornavano da
Costantinopoli per essere restituite alla città.
La Cattedrale viene aperta con le tre diverse chiavi in
possesso del tesoriere, del priore e del cerimoniere: ed ecco
apparire il busto della Santa, sorridente e scintillante di
pregiatissime decorazioni e pietre preziose. Il busto viene
portato su un fercolo d’argento, ricoperto da un drappo di
velluto rosso che simboleggia il martirio, e salutato dal
Vescovo con la Messa dell’Aurora; a questo punto, tra il
tripudio della folla e gli spari a festa, che di buon mattino
si sentono in tutta la città, lo scrigno che contiene le
reliquie è caricato sul fercolo insieme ai ceri e finalmente
portato in processione per le vie di Catania
La processione dura tutto il giorno, attraversando
tutti i luoghi e le zone che rappresentano parte della storia
della santa; è notte fonda quando lo scrigno torna nella
cattedrale. Si tratta di un fercolo incredibilmente pesante:
arriva ai 30 quintali di peso quando caricato di scrigno e
ceri votivi.
Il 5 febbraio è l’ultimo giorno di festeggiamenti e
celebrazioni religiose. Sul fercolo di Sant'Agata si
sostituiscono i garofani rossi, simbolo del martirio, con
quelli bianchi simboleggianti la purezza. Nella cattedrale si
celebra il pontificale al mattino; al tramonto, una nuova
processione parte per il centro storico, ancora una volta
gremito di persone. Particolarmente impressionante è il
momento in cui il Fercolo percorre in corsa la "salita" della
via San Giuliano, attraversata dalla notissima via dei
Crociferi: il percorso è particolarmente ripido e non è facile
trasportare il pesantissimo Fercolo con la Santa, che grazie
all'abilità ed alla forza dei portatori durante la corsa
sembra scivolare lievemente sulla città.
Ma, oltre alla spettacolarità, la tradizionale "acchianata" di
san Giuliano, che si svolge di solito a notte inoltrata, quasi
alle soglie del nuovo giorno, rappresenta anche una prova
difficile e talvolta pericolosa, quando non sono osservate
attentamente le norme di sicurezza e prudenza o quando le
avverse condizioni meteorologiche contribuiscono a peggiorare
lo stato dell'acciottolato, che proprio pochi giorni or sono
il Comune ha fatto mettere in sicurezza da una squadra di
esperti "scalpellini".
Ricordiamo che negli anni passati, purtroppo vi sono
stati anche gravi incidenti che hanno funestato la gioia di
quella "corsa" storica per la riuscita della festa e il cui
superamento o meno viene considerato di buono o cattivo
auspicio per il nuovo anno da poco cominciato.
L'ultimo giorno si conclude, quasi a ridosso dell’alba del sei
gennaio, con il Fercolo che giunge nella barocca via Crociferi
dove, al grido di "Viva Sant’Agata!", cala improvviso il
silenzio e si leva dolcissimo il canto angelico delle monache
di clausura, la cui origine affonda nei secoli. I fuochi
d’artificio illuminano per l'ultima volta l'oscurità del
cielo, concludendo i grandi Festeggiamenti e salutando
Sant’Agata, che viene riportata nella sua stanza con un
arrivederci alla festa del 17 agosto.
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