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CATANIA - Al Teatro Sipario Blu la II Edizione della
Rassegna teatrale “Tutti in scena”, promossa dall’Istituto S.
Orsola, che ha coinvolto scuole nazionali e internazionali
di Maria Valeria Sanfilippo

CATANIA - Evocare i valori universali della Cultura e
della Civiltà, rintracciare i riflessi del tempo e i
mutamenti della società, promuovere socialità e
multiculturalità. Questi alcuni dei leit-motiv sottesi a
“Tutti in scena”, la rassegna teatrale promossa
dall’Istituto S. Orsola, con il patrocinio della Regione
Sicilia, della Provincia e dell’U.S.P. di Catania, e con il
sostegno della Fondazione Banco di Sicilia, che si configura
come un unicum nell’intero panorama scolastico isolano.
Numerose le scuole partecipanti, provenienti dalla
nostra Isola, da Roma e perfino dalla Romania e dalla
Francia: “N. Martoglio” (Catania), “R. Rimini”
(Acitrezza), “eSpazia” (Monterotondo, Roma), “G. Macherione”
(Calatabiano), “Palatul Copiilor Arad” (Romania),
“Mazzini-Di Bartolo” (Catania), “F. Guglielmino” (Acicatena),
“Paolo Vasta” (Acireale), “San Benedetto” (Catania),
“Leonardo da Vinci” (Misterbianco), “S. Orsola” (Catania),
“A. Tiraqueau” (Fontenay-le-Comte, Francia).
Un modo concreto per aprirsi al dialogo interculturale,
all’arte e a un “sapere attivo”, sperimentato sul campo
grazie a quella educativa palestra che va sotto il nome di
“teatro”. Non a caso sono stati portati sulla scena testi
incentrati su tematiche estremamente attuali e pregne di
valenze: il rapporto genitori-figli, il sogno, l’anelito
religioso, la relazione natura-tecnologia, la polemica sulla
meccanicizzazione, il sentimento d’identità e di
appartenenza di un popolo, la necessità di vivere in una
società governata da valori, l’armonia come traguardo per
una convivenza pacifica con se stessi e con gli altri,
l’amore declinato in tutte le sue forme.
Di questo e molto più ha risuonato il palcoscenico
del Teatro Sipario Blu, che ha rappresentato opere già note,
ma anche trasposizioni e testi inediti, frutto di laboratori
di scrittura creativa. Riduzioni, adattamenti e
rivisitazioni, con scenografie ora dettagliate ora
volutamente scabre, essenziali. Né sono mancati coups de
theâtre e soluzioni registiche di matrice pirandelliana come
l’irruzione degli attori in platea, lasciando gli spettatori
in bilico fra finzione e realtà. Degna di nota la vocazione
interdisciplinare rivelata da alcune pièces, che hanno
felicemente coniugato musica e danza a recitazione.
Sorprendente il livello qualitativo delle messe in scena,
che hanno riscosso scroscianti applausi.
La rassegna si è inoltre rivelata una preziosa occasione
per conoscere realtà lontane e diverse dalla propria: le
famiglie degli allievi del S. Orsola hanno infatti ospitato
i ragazzi provenienti da Francia e Romania. Scelta
tutt’altro che casuale, poi, quella di non far salire sul
podio dei vincitori fra le scuole, tutte a loro modo
vincitrici e garanti di un sano agonismo.
Svoltasi in due intense giornate, la manifestazione
si è conclusa con una cerimonia di premiazione che, dopo il
saluto introduttivo del Dirigente Scolastico Michela D’Oro,
ha visto avvicendarsi le scolaresche partecipanti assieme a
molte autorità cittadine: Raffaele Zanoli (Dirigente
dell’Ufficio Scolastico Provinciale), Sebastiano Arcidiacono
e Marco Belluardo (Assessori comunali rispettivamente alla
Pubblica Istruzione e ai Servizi Sociali), Piero Banna
(Consigliere d’Amministrazione della Fondazione Banco di
Sicilia), Salvatore Gulisano (Responsabile della Pastorale
Scolastica dell’Arcidioscesi). Presenti, fra gli altri,
Raffaella Paggi (Preside dell’Istituto S. Cuore di Milano),
Fernando Rizza (Preside dell’I.C. Mazzini-Di Bartolo di
Catania), Vincenzo Vasta (Preside dell’I.C. G. Macherione di
Calatabiano), Rosario Musmeci (Preside dell’I.C. P. Vasta di
Acireale), tutti concordi nel constatare la piena riuscita
dell’iniziativa che ha assolto il compito di plaudire a
interculturalità, multietnicità e crescita delle nuove
generazioni.
“Una multietnicità che – come osservato da Piero Banna – è concreta e
non ideologica!”. Il che inaugura nuovi orizzonti di
speranza. Del resto – come ricordato da Sebastiano
Arcidiacono – Giovanni Paolo II soleva ripetere ai giovani:
“il futuro è nei vostri occhi”.
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