Catania - Perizia psichiatrica per l'infanticida di
librino, Claudia Barbera, la 23enne che ha soffocato la figlia
di un mese e che si trova ricoverata in ospedale
IL CASEGGIATO DI VIALE CASTAGNOLA A LIBRINO
CATANIA - Il luogo della tragedia, avvenuta verso le
11 del mattino di martedì scorso a Catania, è il popolare
quartiere di Librino, in uno degli affollati caseggiati al
viale Castagnola. Qui, al civico 14, al primo piano, c'è
l'appartamento della famiglia Barbera, e qui Claudia Barbera
- madre single di 23 anni - martedì 28 luglio scorso ha
soffocato la figlioletta di un mese perché "piangeva troppo
e non mi faceva dormire".
Adesso la disgraziata infanticida si trova ricoverata in
ospedale, al Vittorio Emanuele di Catania, dove verrà
sottoposta alla perizia psichiatrica disposta dalla procura
di Catania, per constatare le sue attuali condizioni
psichiche.
Infatti, la giovane donna e mamma non ha avuto una
vita facile e tutta fiori. Claudia ha anche un altro
figlioletto di 13 mesi, che il genitore naturale non ha
voluto riconoscere; mentre il padre della bimba morta,
Alexia, attualmente è detenuto e non se ne sa molto di più.
Resta il fatto che
Claudia Barbera, era tornata da poco a vivere con i
genitori Claudia, nell'appartamentino al primo piano del
civico 14. A detta di chi la conosce, Claudia Barbera sembra
essere una ragazza fragile psicologicamente e le sue
condizioni emotive non sono state facilitate dalle infelici
conclusioni dei suoi rapporti affettivi con l'altro sesso.
In un primo momento, prima
della disperata confessione, Claudia Barbera aveva detto ai
carabinieri, che per primi sono giunti a Librino, che la sua
piccola Alexia era morta soffocata da un rigurgito di latte.
Invece, il dramma della follia si era appena consumato e
proprio lei ne è la protagonista