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CATANIA - CONTROVERSIA SUL PAGAMENTO DELLA TASSA SUI RIFIUTI (TARSU)
RICHIESTA
ANCHE SU BOX E GARAGE
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE ROBERTO
COMMERCIO RISPONDE ALL’AMMINISTRAZIONE
IL COMMENTO DEL VICESINDACO PIPPO
ARENA
9 febbraio 2006
CATANIA - Sulla vicenda
“Tassa sui garage” interviene il vicesindaco Giuseppe Arena nella sua veste
di assessore per i Rapporti con il Consiglio Comunale.
“Consideriamo la lettera di risposta del presidente Roberto Commercio, alla
nostra nota dello scorso 6 febbraio, il frutto e l’espressione di un
Consiglio comunale che si segnala ancora una volta per la sua spiccata
sensibilità ed attenzione riguardo a problemi di carattere generale che
interessano l’intera collettività.
Ribadiamo, innanzitutto, che questa amministrazione ha sempre avuto un forte
legame e un ottimo rapporto politico, amministrativo e istituzionale con il
Senato della Città, figlio e frutto di quel "liberaliter disputare" e di
quella democrazia partecipata che hanno da sempre contraddistinto e
caratterizzato la Giunta Scapagnini sin dal primo giorno del suo
insediamento.
Abbiamo quindi indetto per domani, venerdì 10 febbraio 2006, un incontro con
il Comitato Tecnico/scientifico del comune di Catania per verificare la
concreta fattibilità di percorsi, giuridici, contabili e amministrativi che
possano consentire l’eventuale esclusione del pagamento di sanzioni e
interessi relativi all’articolo 6 del Decreto legislativo 472/1997 e
all’articolo 10 della legge 212/2000.
Mi corre l’obbligo, però, a questo punto ricordare, per essere stato
consigliere comunale di questa città ininterrottamente per oltre 12 anni,
dal giugno 1993 all’agosto 2005, che questo problema che affligge oggi la
collettività è frutto di una delibera consiliare del 28 dicembre 1997 votata
dall’allora maggioranza di centrosinistra (successivamente modificata,
limitatamente alla quantificazione della tariffa, dal Commissario Regionale
nel 2000), costituita tra l’altro anche da diversi elementi che siedono ora
sugli scranni dell’opposizione e che gridano adesso allo scandalo. Questo
atteggiamento non sembra essere conforme con la volontà dichiarata di volere
agire a favore della città poiché dimenticare o fare finta di avere
dimenticato di avere determinato, attraverso la propria espressione di voto
questa intricata situazione è certo qualcosa che ci lascia perlomeno
sconcertati. Speriamo in un equivoco o che comunque questo atteggiamento
possa mutarsi in una posizione più rispondente alla realtà storica e diventi
collaborativa a favore dei nostri concittadini e non della politica di
parte”.
Insomma, sembrerebbe che si propende verso il condono per le sanzioni e gli
interessi della contestatissima imposta tarsu-garage. Lo ha detto ieri alle
associazioni dei consumatori l’assessore al Bilancio, Francesco Caruso. Lo
dicono da giorni e giorni la maggior parte di tutte le forze consiliari, sia
di opposizione che di maggioranza. Un chiaro segnale inequivocabile ai
cittadini che, forse, sarebbe meglio attendere prima di pagare.
La conferenza dei capigruppo consiliari che tenutasi oggi in Comune alle 11,
su convocazione del presidente Roberto Commercio, sembra indicare questa
strada per «rivedere» sanzioni e interessi (ferma restando la legittimità
della tassa). Ma una notizia chiara e definitiva probabilmente giungerà
attraverso un già «dato per certo» passaggio in Consiglio, che si dovrà
tenere prima della scadenza dei termini delle «cartelle». Anche il sindaco
Umberto Scapagnini, per la verità sollecitato a intervenire da più parti e
soprattutto dal presidente del Consiglio («il sindaco - aveva detto
Commercio - intervenga, glielo chiede anche la sua maggioranza»), alla
vigilia della riunione (decisiva?) ha inviato una lettera proprio a
Commercio.
Scapagnini nella premessa chiarisce che i pagamenti ordinari
«derivano da una delibera consiliare del 1997, durante l’amministrazione
Bianco, successivamente modificata nel 2000 dal Commissario limitatamente
alla quantificazione della tariffa. La tassa - continua il sindaco - dopo
riscontro ministeriale, è corrisposta anche in tutte le altre città
metropolitane. Per quanto attiene a sanzioni e interessi - continua – si è
dell’avviso che la problematica debba essere ulteriormente approfondita al
fine di individuare i modi e le forme perché, nel rispetto dei principi di
legittimità, si possa pervenire ad una positiva soluzione che non aggravi
gli esborsi dei cittadini, utilizzando all’uopo anche ogni strumento
legislativo applicabile. Su questo problema si è convinti che il Consiglio
potrà fornire ogni contributo che sarà positivamente valutato
dall’amministrazione. Esprimo sin da ora - ha concluso Scapagnini - la
volontà di collaborare con il medesimo al fine di pervenire alla più
favorevole soluzione».
Tutti soddisfatti? Ne sì, ne no. Commercio commenta: «Noi avevamo chiesto
all’amministrazione una proposta seria. Invece mi sembra che si continui a
fare “ping pong”, mentre la città è in subbuglio per questa tassa. Adesso
decideremo noi il da farsi, in conferenza dei capigruppo. Andremo per la
nostra strada. E - conclude - la nostra decisione avrà una valenza politica
non sottovalutabile...».
Sul condono esprimono dubbi i Ds, che oggi in riunione, tramite il loro
capogruppo Saro D’Agata, proporranno l’ipotesi di annullare in toto il
provvedimento e ritirare tutte le cartelle notificate. «L’aministrazione non
può comportarsi in questo modo vessatorio - ha detto D’Agata -. Siamo quindi
per l’annullamento, anche se dinnanzi a ostacoli normativi riteniamo che il
condono sarebbe per i cittadini il male minore...».
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«Uno sportello per le cartelle errate»
L’assessore Caruso ha definito attuabile la proposta di un nuovo ufficio.
Per le associazioni il condono «non è l’unica soluzione possibile
8 FEBBRAIO 2006
Un fuoco di domande sulla tarsu-garage ha accolto l’assessore comunale al
Bilancio, Francesco Caruso, all’appuntamento di ieri pomeriggio con i legali
delle associazioni consumatori. Presenti alla riunione i rappresentanti di
Codacons, Adusbef, Federazione consumatori uniti, Adoc, Confcontribuenti,
che hanno snocciolato, con atti alla mano, l’illegittimità delle cartelle
esattoriali inviate a migliaia di contribuenti. L’argomento è troppo
spinoso, complicato, soggetto a molteplici interpretazioni. E l’assessore,
seduto accanto al segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi,
spiega i punti salienti, ribadendo, ancora una volta, di avere applicato due
delibere di Consiglio che indicano chiaramente la tassazione dei garage e
delle aree adibite a posteggio, ma annunciando, al contempo, il primo e
importante segnale di apertura: la possibilità che si arrivi a un condono
per quanto riguarda sanzioni e interessi: «Ne ho parlato già col sindaco -
spiega -. Studieremo nei prossimi giorni l’ipotesi di riaprire i termini del
condono per procedere in favore dei cittadini. Presenteremo presto, entro la
settimana, la proposta in Consiglio comunale».
Caruso però non intende ammettere anche una remota ipotesi di errore del
Comune. Anzi ribadisce con forza la piena legittimità degli atti dell’aministrazione.
«Si può discutere su tutto - aggiunge l’assessore - ma c’è una delibera che
va applicata perché, un domani, qualsiasi giudice contabile di Palermo mi
potrebbe chiedere conto e ragione del danno erariale. Comunque, perché sia
chiaro, ho già ricevuto dall’ufficio legislativo del ministero delle Finanze
un parere che certifica ampiamente l’assoluta legittimità dell’azione
amministrativa, sia per quanto riguarda la tassa, che le sanzioni. Con la
serenità d’aver agito correttamente – ha proseguito Caruso - affronteremo
adesso la questione dal punto di vista politico proponendo il condono».
L’assessore al Bilancio, «pressato» dalle associazioni consumatori, si è
lasciato andare a un’altra importante promessa: l’apertura di uno sportello
riservato agli utenti delle associazioni, per verificare, senza eccessiva
perdita di tempo e «viaggi» inutili, le cartelle (e sono tante) che
presentano errori grossolani o celati dietro diciture. Un segnale importante
per gli utenti «colpiti» da cartelle illegibili, talune con evidenti importi
spoporzionati. Per il resto l’«apertura condono» anticipata dall’assessore è
stata però accolta con cauta soddisfazione dai legali, che hanno ribadito le
loro perplessità davanti alla totalità di un provvedimento che presenta
molti punti impugnabili. Floriana Pisani, responsabile dell’ufficio legale
Codacons, va oltre e anticipa: «Ci sono palesi violazioni del diritto del
contribuente». E aggiunge: «Faremo ricorso al Tar per chiedere
l’annullamento della delibera n. 22 del 2000, perché la riteniamo lesiva del
cittadino».
Il presidente Adusbef , Domenico Fabiano, ha, invece, sollevato il problema
della «impossibilità concessa al cittadino di dimostrare che il suo garage
non produce rifiuti», chiedendo al contempo al Comune «di accelerare i tempi
di decisione sul condono, visto che molte cartelle stanno esaurendo i
termini per presentare ricorso». Angela Scarpulla, dirigente legale dei
Consumatori uniti, ha stigmatizzato sul condono, quale ammissione di colpa
del cittadino, «visto tra l’altro che questo prevede, comunque, sia il
pagamento di sanzione che interessi, anche se riveduti al ribasso. Mi chiedo
ma legittimamente?».
Oggetto di discussione è stato anche il regolamento comunale che appare sul
sito Internet del Comune, che non prevede il pagamento di alcuna tassa per
garage e box. Caruso ha chiarito che il regolamento è errato e che presto
sarà tolto dal «sito». Al termine del dibattito il segretario nazionale del
Codacons, Tanasi, ha proposto all’amministrazione (a nome delle
associazioni) e appurata soprattutto dall’assessore la «buona fede del
cittadino contribuente», l’ipotesi di studiare una sorta di «ravvedimento
del Comune attraverso una revisione delle cartelle » e di esaminare la
possibilità di considerare nullo l’intero importo richiesto per sanzioni e
interessi. Ma l’assessore Caruso, pur recependo la richiesta, ha subito
aggiunto: «Io stasera non ho mai pronunciato la parola “azzeramento”».
La questione, nel merito, resta di difficile soluzione. «Berlusconi - ha
concluso il presidente regionale Codacons, avv. Petrone - direbbe che questi
atti sono stati fatti da un comunista, tanto lasciano aperti dubbi che
mettono in difficoltà lo stesso Comune...».
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