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ROMA - BERLUSCONI:SPACCO IL PAESE? NON SONO STATO IO A MANDARE I SINDACATI
IN PIAZZA, NON SONO IO IL FORSENNATO E RIGUARDO ALL'ARTICOLO 18, HO ACCOLTO
LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA
9 febbraio 2006

SILVIO BERLUSCONI A "LIBERI TUTTI" DELLA PIVETTI
la trasmissione di Rete4 multata ieri per 250 mila euro
ROMA - Berlusconi intervenendo ad una
trasmissione televisiva questa sera ha avuto la possibilità di esprimere il
proprio disappunto sulla assurda polemica che in questi giorni sta
impegnando l'opposizione e l'attentissima autorità preposta al rispetto
della par condicio in tempi preelettorali.
: In prima serata, il presidente del Consiglio è stato ospite di Giuliano
Ferrara ad Otto e mezzo. Qui Silvio Berlusconi, leader della CdL, ha
puntualmente fatto rimarcare che le sue apparizioni non superano quelle dei
dei suoi oppositori politici. Inoltre, c'è anche da considerare che oltre a
rivestire la carica di presidente del Consiglio dei ministri, è anche
presidente e segretario di Forza Italia.
"Non sono io a fare una campagna forsennata. Non sono io a voler spaccare
il paese". Ha detto Berlusconi, respingendo così al mittente le accuse di
voler alzare i toni del senatore diessino Franco Debenedetti.
Silvio Berlusconi ha ribadito per l'ennesima volta che, specialmente Rai3 si
è rivelata una "schiacciasassi" contro di lui e il suo governo, eppure:
"Nessuno ha fatto più di me, ha sottolineato, 700 provvedimenti del governo
di cui 500 diventati legge". Il premier ospite a Matrix replica a distanza a
Prodi e Fassino. "Irrealizzabile la proposta di ridurre di 5 punti il cuneo
fiscale".
E così, il premier ha risposto alla sinistra, che secondo la sua opinione
sarebbe la vera colpevole di questo clima. Prova ne sia che "i sindacati in
piazza non li ho mandati certo io. Se c'è qualcuno che non intende spaccare
nulla, che vuole la concordia è proprio il sottoscritto".
Per rafforzare le sue affermazioni, Silvio Berlusconi, ha citato, con
garbo e misura, alcuni titoli d'apertura dell'Unità. Tra questi
"Berlusconi ha rovinato l'Italia"; "Berlusconi come Mussolini"; "Ecco il
piano di Berlusconi per comprare l'Italia"; "Berlusconi minaccia Ciampi"....
"Questo - osserva il premier - è quello che pensano loro. Ma sono loro che
spaccano il paese e diffondono l'odio".
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IL FATTO
9 febbraio 2006
ROMA - Una multa da 150 milioni di euro contro
Retequattro per la puntata di 'Liberitutti' con Silvio Berlusconi;
un'istruttoria sulla presenza del premier a ''Isoradio'', canale Rai di
pubblico servizio; un'altra istruttoria su ''Che tempo che fa'', programma
di Fabio Fazio da mesi nel mirino del centrodestra per i suoi ospiti
politici.
L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni oggi si fa sentire in tema
di par condicio e dice la sua in una campagna elettorale televisiva fin qui
arroventata. Ma il presidente del consiglio non ci sta e subito attacca la
decisione di multare Retequattro: ''E' uno scandalo'', dice Berlusconi,
''un'iniziativa ingiustificata e ingiustificabile'' da parte ''di un organo
di garanzia che e' diventato un organo di battaglia politica''. E, aprendo
un nuovo fronte di polemica, aggiunge: ''E' veramente uno scandalo che l'Authority
non abbia detto nulla nei confronti di Raitre che e' un'autentica macchina
da guerra contro gli avversari politici''.
Intanto il Tar del Lazio oggi respinge la richiesta di Mediaset contro la
delibera dell'Autorita' in tema di par condicio, proprio quella in base alla
quale e' stata decisa la multa a Retequattro, considerandola valida nei
principi anche se per quanto riguarda le sanzioni rimanda alla decisione di
merito. Da parte sua Mediaset ricorre nuovamente al Tar contro la multa a
Retequattro e la conduttrice Irene Pivetti si difende: ''Non ho violato
l'atto di indirizzo''.
L'iniziativa dell'organo di garanzia scatena ovviamente la polemica
politica, e lo stesso fanno le parole del premier contro Raitre che viene
difesa, oltre che dal suo direttore Paolo Ruffini, e dai consiglieri
d'amministrazione Curzi, Rizzo Nervo e Rognoni, anche dal presidente Claudio
Petruccioli, ''a nome di tutta l'azienda''.
Sul fronte politico al premier replica dall'Unione Massimo D'Alema, che
argomenta: ''L'autorita' l' ha nominata Berlusconi, quindi'' se la critica,
''evidentemente sara' un' autocritica una volta tanto''. Per il segretario
Pdci Oliviero Diliberto, ''Berlusconi sta calpestando tutte le regole della
democrazia, a partire da quelle che riguardano la parita' di accesso ai
mezzi di informazione''. Per Luciano Violante, ''L'attacco di Berlusconi
all'Authority per le Comunicazioni ha carattere intimidatorio''. Gli
risponde Isabella Bertolini da Forza Italia: ''Violante straparla. Ha
sbagliato film. Il Premier Berlusconi ha ragione da vendere. Quello che e'
accaduto oggi e' al di la' dei confini della decenza''.
Critiche per Berlusconi anche dall'Udc, con il presidente della Camera
Pierferdinando Casini che dice: ''Rispetto le decisioni dell'Authority anche
quando non le condivido''. E il segretario Lorenzo Cesa, invia un monito a
Berlusconi: ''Non attacchiamo le autorita', non isoliamoci, non inseguiamo i
fantasmi''. Sullo stesso tono Marco Follini che spiega: ''Non si puo'
ridurre il centrodestra all'uno contro tutti. Istituzioni e autorita' sono
autonome e debbono restare fuori dalla contesa politica. Nessun campione
gioca al meglio mettendo continuamente in discussione l'arbitro''.
Plaude invece alla decisione dell'Authority su ''Che tempo che fa'', il
capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai Giorgio Lainati. ''Era ora -
dice - visto che da quattro mesi Forza Italia ha denunciato ripetutamente
una serie di sistematiche violazioni del pluralismo a favore della sinistra''.
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