
IRACHENI IN FESTA DAL POMERIGGIO PER LE
STRADE
BAGDAD E' SOTTO IL CONTROLLO DEGLI AMERICANI
ALLE 14.40 ENTRA NELLA CAPITALE IL PRIMO CARRO ARMATO
L'AVVENIMENTO VIENE TRASMESSO IN DIRETTA DA RAI3
MENTRE ERA COLLEGATA L'INVIATA GIOVANNA BOTTERI
BAGHDAD - La statua pacchiana e
grossolana di Saddam Hussein in piazza al Ferdous non è più sul suo
piedistallo a testimoniare pervicacemente l'esistenza di un regime,
che invece da qualche ora appena non è più: è crollato miseramente e
ufficialmente alle 16.49 - ora italiana - mentre a Bagdad erano le
18,49. In un primo momento, un frettoloso cittadino iracheno aveva
cominciato a dare inutili colpi di piccone contro l'enorme colonna che
sorreggeva il simulacro del dittatore con baffetti neri. Poi una corda
abbastanza lunga è stata fissata al simulacro e l'operazione del suo
abbattimento è stata coadiuvata da un carro armato americano che, in
due tempi, è riuscito a scardinare la statua in oggetto che pareva
proprio incementata al suo posto senza nessuna intenzione di
staccarsene.
Del Saddam in carne ed ossa, invece non se ne sa nulla. C'è chi giura
di averlo visto in fuga su un'ambulanza; chi l'avrebbe visto nella sua
città d'origine Tikrit e chi pensa sia rimasto tra le macerie di uno
dei suoi palazzi.
E così, la guerra sembra avviata alla fine, ma lo stesso segretario
alla Difesa americano Rumsfield ha dichiarato che non è ancora stata
segnata la parola fine.
Però le scene di gioia da parte dei cittadini di Bagdad, alla vista
della caduta in effigie di Saddam Hussein, ci sono state come a
confortare le previsioni degli alleati. Ci sono stati pure chiari
segnali dell'orgoglio della popolazione prostrata da lunghi anni di
antiche e recenti sofferenze: la bandiera dell'Iraq - dagli stessi
colori di quella italiana - ha sventolato a lungo e sta ancora
sventolando nel vento della patria appena liberata: quasi ad avvertire
che la sovranità sul paese tra i due fiumi viene rivendicata dallo
stesso popolo.
E' quasi ad interpretare questo desiderio, la bandiera americana che
in un primo momento era stata issata sulla statua del raìs da un
soldato, è stata affiancata dalla bandiera irachena.
La speranza è che la collaborazione e l'intelligenza di tutti i popoli
interessati prevalgano su tutto il male che è già stato seminato, ed
anche su tutto quello che potrebbe venire generato in futuro.
E le premesse ci sarebbero: alla vista della simbolica caduta del
dittatore iracheno, la folla ha esultato colpendo la statua nella
polvere e bruciando gigantografie e poster di Saddam. Festeggiamenti
anche al Nord dell'Iraq e nel frattempo i marines avevano occupato
anche il quartier generale della polizia segreta. Incendiato, fra gli
altri palazzi del passato potere, anche il ministero delle Finanze.
NEGLI OSPEDALI di Bagdad è emergenza. La media dei ricoveri è
di circa 100 feriti l'ora: lavora a pieno ritmo il personale
sanitario. E' morto il delegato canadese della Croce rossa scomparso
ieri a Baghdad: il suo veicolo era stato colpito mentre si trovava in
un quartiere a est della città.
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