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Enza Garipoli
Direttore
  
   

CRONACHE  REGIONALI


LA FINE DEL TERRORE A BAGDAD
ORE 16.50 (ORA ITALIANA)
ORE 18.50 (ORA IRACHENA):
TRASCINATA GIU' DALLA POPOLAZIONE
CADE LA PRIMA STATUA DI SADDAM
E CON ESSA UN REGIME ATROCE
DURATO UN QUARTO DI SECOLO

di E. G.
9 APRILE 2003


IRACHENI IN FESTA DAL POMERIGGIO PER LE STRADE
BAGDAD E' SOTTO IL CONTROLLO DEGLI AMERICANI
ALLE 14.40 ENTRA NELLA CAPITALE IL PRIMO CARRO ARMATO
L'AVVENIMENTO VIENE TRASMESSO IN DIRETTA DA RAI3
MENTRE ERA COLLEGATA L'INVIATA GIOVANNA BOTTERI


BAGHDAD - La statua pacchiana e grossolana di Saddam Hussein in piazza al Ferdous non è più sul suo piedistallo a testimoniare pervicacemente l'esistenza di un regime, che invece da qualche ora appena non è più: è crollato miseramente e ufficialmente alle 16.49 - ora italiana - mentre a Bagdad erano le 18,49. In un primo momento, un frettoloso cittadino iracheno aveva cominciato a dare inutili colpi di piccone contro l'enorme colonna che sorreggeva il simulacro del dittatore con baffetti neri. Poi una corda abbastanza lunga è stata fissata al simulacro e l'operazione del suo abbattimento è stata coadiuvata da un carro armato americano che, in due tempi, è riuscito a scardinare la statua in oggetto che pareva proprio incementata al suo posto senza nessuna intenzione di staccarsene.
Del Saddam in carne ed ossa, invece non se ne sa nulla. C'è chi giura di averlo visto in fuga su un'ambulanza; chi l'avrebbe visto nella sua città d'origine Tikrit e chi pensa sia rimasto tra le macerie di uno dei suoi palazzi.
E così, la guerra sembra avviata alla fine, ma lo stesso segretario alla Difesa americano Rumsfield ha dichiarato che non è ancora stata segnata la parola fine.
Però le scene di gioia da parte dei cittadini di Bagdad, alla vista della caduta in effigie di Saddam Hussein, ci sono state come a confortare le previsioni degli alleati. Ci sono stati pure chiari segnali dell'orgoglio della popolazione prostrata da lunghi anni di antiche e recenti sofferenze: la bandiera dell'Iraq - dagli stessi colori di quella italiana - ha sventolato a lungo e sta ancora sventolando nel vento della patria appena liberata: quasi ad avvertire che la sovranità sul paese tra i due fiumi viene rivendicata dallo stesso popolo.
E' quasi ad interpretare questo desiderio, la bandiera americana che in un primo momento era stata issata sulla statua del raìs da un soldato, è stata affiancata dalla bandiera irachena.
La speranza è che la collaborazione e l'intelligenza di tutti i popoli interessati prevalgano su tutto il male che è già stato seminato, ed anche su tutto quello che potrebbe venire generato in futuro.
E le premesse ci sarebbero: alla vista della simbolica caduta del dittatore iracheno, la folla ha esultato colpendo la statua nella polvere e bruciando gigantografie e poster di Saddam. Festeggiamenti anche al Nord dell'Iraq e nel frattempo i marines avevano occupato anche il quartier generale della polizia segreta. Incendiato, fra gli altri palazzi del passato potere, anche il ministero delle Finanze.

NEGLI OSPEDALI di Bagdad è emergenza. La media dei ricoveri è di circa 100 feriti l'ora: lavora a pieno ritmo il personale sanitario. E' morto il delegato canadese della Croce rossa scomparso ieri a Baghdad: il suo veicolo era stato colpito mentre si trovava in un quartiere a est della città.
 

 

 

 

 
 
 
 
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