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TURCHIA - Un tribunale rimette in libertà Ali Agca, l'uomo che sparò a
Giovanni Paolo II
8 gennaio 2006

IL DRAMMATICO ATTENTATO DEL 13 MAGGIO 1981 AL PAPA
ANKARA - La prossima settimana l'attentatore
del Papa sarà liberato. Lo ha deciso un tribunale turco che ha autorizzato
la liberazione di Mehmet Ali Agca, che nel 1981 cercò di assassinare
papa Woityla in piazza San Pietro.
La prima reazione del Vaticano è affidata al responsabile della sala stampa
della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls: "La Santa Sede - ha detto Navarro -
ha appreso soltanto dalle agenzie di stampa la notizia dell'eventuale
possibile scarcerazione di Ali Agca. La Santa Sede, di fronte ad un problema
di natura giudiziaria si rimette alle decisioni dei tribunali coinvolti in
questa vicenda".
Agca, cittadino turco di 46 anni, è stato estradato in Turchia nel 2000 dopo
aver scontato quasi 20 anni di carcere in Italia per il tentato omicidio del
Papa. Le motivazioni del suo gesto rimangono tuttora oscure.
"Sono sorpreso", ha detto al telefono all'Associated Press Dogan Yildirim,
il suo avvocato. "Se è vero, finalmente la giustizia è fatta. E' stato in
prigione a lungo".
Agca, che è renitente alla leva, sarà immediatamente arruolato per
svolgere il servizio militare obbligatorio, stando all'agenzia Anatolia.
Sono state le autorità carcerarie turche a rivolgersi ai giudici per
l'autorizzazione al rilascio. Il tribunale ha deciso che Agca potrà essere
liberato entro la prossima settimana.
Una vicenda mai chiarita del tutto
In Italia Ali' Agca è stato condannato all' ergastolo il 22 luglio 1981 dai
giudici della prima corte d' Assise, dopo sette ore di camera di consiglio e
un processo rapido, durato solo tre giorni. Agca rinuncia all'appello. Nelle
motivazioni si legge però che "Agca non era che la punta emergente di una
trama dai contorni purtroppo indefiniti e però ramificata e minacciosa
ordita da forze occulte" e a novembre 1981 la Procura generale presso la
Corte d'Appello affida al giudice Ilario Martella il supplemento
d'istruttoria sull'attentato al Papa per stabilire eventuali complicità.
Nel 1982 la giornalista americana Claire Sterling tira fuori la
'pista bulgara'. L'attentato sarebbe un complotto dell'Impero del male'
per eliminare il Papa di oltrecortina. L'inchiesta comincia a prendere
corpo. Il 25 novembre 1982 la Digos arresta Serghei Ivanov Antonov,
caposcalo della 'Balkan air'. Vengono coinvolti altri bulgari e turchi. Si
tenta di ricostruire i mille giri di Agca prima dell' attentato: in
Bulgaria, all'universita' di Perugia, in Svizzera dove Omer Bagci gli
consegna la pistola Browning, comprata in Austria da Oral Celik. I turchi
coinvolti figurano anche in altre vicende di mafia, traffico di armi e
stupefacenti, servizi segreti deviati. Mosca sostiene che la 'pista bulgara'
e' una invenzione della Cia, che ha responsabilità nell'attentato. La pista
si ingarbuglia, le prove non si trovano.
Il risultato e' che il 29 marzo 1986, dopo otto giorni di camera di
consiglio, la Corte d' Assise presieduta da Severino Santiapichi, assolve
per insufficienza di prove, i bulgari Serghej Ivanov Antonov, Jelio Kolev
Vassilev, Todor Stoyanov Ayvazov, e i turchi Musa Cerdar Celebi e Oral Celik
e condanna a tre anni e due mesi di prigione Omar Bagci.
Ma alcuni mesi prima, nel 1985, la Procura della Repubblica avvia
la terza inchiesta giudiziaria, condotta da Antonio Marini e Rosario
Priore, che nel 1998 conclude con l'archiviazione.
Tutti i punti oscuri rimangono, accentuati da strani viavai nel
carcere di Ascoli Piceno e dalla comparsa nella vicenda di personaggi come
Francesco Pazienza, Raffaele Cutolo, Pietro Musumeci, che si accusano a
vicenda di aver convinto Agca a collaborare con i servizi segreti. Pazienza
tira in ballo anche il brigatista rosso Giovanni Senzani, anche lui detenuto
ad Ascoli Piceno. Emerge anche che nel palazzo in cui abitava Antonov,
descritto da Agca, c'era anche l'abitazione di padre Felix Morlion,
dominicano belga ritenuto legato alla Cia, ex dirigente dell'istituto
universitario 'Pro Deo'.
BULGARIA - SCOPERTO UN TRAFFICO CLANDESTINO DI RENI
UMANI
Sarebbero stati asportati da stranieri e rimpiantati in ricchi malati
7 gennaio 2006
SOFIA - Un ospedale di Sofia avrebbe coperto un traffico
clandestino di organi asportati da pazienti stranieri e rimpiantati poi in
ricchi malati. La denuncia, fatta dai media bulgari, riguarda l'ospedale di
Santa Caterina, dove sarebbero avvenuti almeno 20 trapianti illegali di reni
negli ultimi due anni. I beneficiari si facevano impiantare dei reni
acquistati da russi, ceceni, georgiani e moldavi, fatti passare come
parenti, ha confermato il ministro della Sanita' Radoslav Gaydarski.
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ATENE - Terremoto
in Grecia, ma paura anche in Sicilia
8 gennaio 2006
ATENE - Si è verificata stamani, una forte scossa di terremoto in Grecia,
con epicentro in un'area compresa tra Peloponneso e Creta. Secondo i primi
rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la scossa
sismica registrata alle 12.36 è durata 7 secondi e ha avuto una magnitudo di
6.9 gradi della scala Richter. Ma il sisma ha provocato spavento, non
panico, tra la popolazione avendo avuto il suo epicentro a circa duecento
chilometri dalla costa.
Molti cittadini sono scesi in strada, ma apparentemente finora non si
registrano danni sostanziosi. "Ci siamo spaventati moltissimo, abbiamo
sentito una specie di boato e ci siamo precipitati in strada. Il terremoto
c'è sembrato durare un'eternità", hanno detto alcuni cittadini ateniesi.
Il sisma è stato avvertito nel Sud Italia. Numerose in Puglia le richieste
di intervento ai vigili del fuoco: decine e decine di telefonate stanno
intasando il centralino della sala operativa dei vigili del fuoco di Bari:
al momento non viene richiesto soccorso ma la scossa è stata avvertita dalla
popolazione e in alcuni casi ci sono state scene di panico.
La scossa di terremoto è stata nettamente avvertita in Sicilia, in
particolar modo a Catania e provincia, intorno alle 12.36. A Catania non
risultano danni a
cose e persone. La zona in cui l'evento è stato maggiormente avvertito è
stato il centro storico della città. Molti cittadini, pensando che il sisma
fosse collegato all'Etna, hanno telefonato, allarmati, ai centrali di vigili
del fuoco, carabinieri e polizia. La scossa percepita distintamente nella
Sicilia orientale, è stata avvertita anche dai cittadini palermitani che
abitano ai piani più alti.
Il Dipartimento della Protezione civile italiana, che è in stretto contatto
con la Grecia, sottolinea che è escluso il rischio di uno tsunami nel
Mediterraneo.
8 Gennaio 2006
Olanda, scoperti corpi bimbi in giardino
La polizia olandese ha trovato i corpi di tre neonati sepolti nel giardino
di una villetta a Beverwijk, vicino Amsterdam. Lo ha rivelato una fonte
giudiziaria, confermando la notizia pubblicata dal quotidiano 'De Telegraaf'.
Il ritrovamento risalirebbe alla fine di dicembre ma la polizia ha preferito
tacerlo per non interferire nell'inchiesta. La madre di 29 anni è stata
fermata mentre il padre 35enne è stato rilasciato dopo essere stato
ascoltato dagli investigatori. Entrambi sono sospettati di omicidio o
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