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ATENE - Terremoto in Grecia, ma paura anche in Sicilia
8 gennaio 2006


ATENE - Si è verificata stamani, una forte scossa di terremoto in Grecia, con epicentro in un'area compresa tra Peloponneso e Creta. Secondo i primi rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la scossa sismica registrata alle 12.36 è durata 7 secondi e ha avuto una magnitudo di 6.9 gradi della scala Richter. Ma il sisma ha provocato spavento, non panico, tra la popolazione avendo avuto il suo epicentro a circa duecento chilometri dalla costa.
 Molti cittadini sono scesi in strada, ma apparentemente finora non si registrano danni sostanziosi. "Ci siamo spaventati moltissimo, abbiamo sentito una specie di boato e ci siamo precipitati in strada. Il terremoto c'è sembrato durare un'eternità", hanno detto alcuni cittadini ateniesi.

Il sisma è stato avvertito nel Sud Italia. Numerose in Puglia le richieste di intervento ai vigili del fuoco: decine e decine di telefonate stanno intasando il centralino della sala operativa dei vigili del fuoco di Bari: al momento non viene richiesto soccorso ma la scossa è stata avvertita dalla popolazione e in alcuni casi ci sono state scene di panico.

La scossa di terremoto è stata nettamente avvertita in Sicilia, in particolar modo a Catania e provincia, intorno alle 12.36. A Catania non risultano danni a
cose e persone. La zona in cui l'evento è stato maggiormente avvertito è stato il centro storico della città. Molti cittadini, pensando che il sisma fosse collegato all'Etna, hanno telefonato, allarmati, ai centrali di vigili del fuoco, carabinieri e polizia. La scossa percepita distintamente nella Sicilia orientale, è stata avvertita anche dai cittadini palermitani che abitano ai piani più alti.

Il Dipartimento della Protezione civile italiana, che è in stretto contatto con la Grecia, sottolinea che è escluso il rischio di uno tsunami nel Mediterraneo.




 

 

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Il governo dello Yemen ha inviato altri soldati a cingere d'assedio il covo dei rapitori dei cinque ostaggi italiani, secondo quanto riporta la Associated Press, e ha tagliato le forniture d'acqua alla zona. Il reporter della Ap ha visto decine di soldati scendere da elicotteri nella zona montagnosa di Jahan nella provincia di Marib, dove secondo fonti della sicurezza i rapitori tengono nascosti gli italiani. Altri elicotteri sono stati avvistati mentre volavano a bassa quota sopra le montagne.

Un funzionario di governo, sotto copertura dell'anonimato, ha detto che sono state tagliate le forniture d'acqua ai cassoni comuni della vasta regione di Sirwah, nella provincia di Marib, 120 chilometri a nordest della capitale Sanaa, come strumento di pressione contro i rapitori. Il governo yemenita sarebbe sempre più vicino a sferrare un blitz nonostante le richieste contrarie del governo italiano.

Intanto i nomi dei rapitori dei 5 italiani sequestrati domenica scorsa sono stati pubblicati da un sito web yemenita. Si tratta di 5 uomini, tra cui figurano due fratelli: Abbad Salih Abbad Al Zaidi e Ali Saleh Abbad Al Zaidi. Gli altri 3 nomi pubblicati sono: Mohammed Al Aqfi Al Zaidi, Ali Naji Dahbil Ma'ari Al Amiri ed Ali Ahmed Al Amiri.