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ROMA - OLTRE 10 MILIONI DI TELESPETTATORI HANNO ASSISTITO AL DRAMMA
"IL CUORE NEL POZZO"
PER NON DIMENTICARE "LE FOIBE" il 10 febbraio sarà per la prima volta "Il
giorno del ricordo" o "della memoria dimezzata"
8 febbraio 2005
ROMA -
IL CUORE NEL POZZO: OLTRE 10 MILIONI DI TELESPETTATORI HANNO ASSISTITO AL
DRAMMA "IL CUORE NEL POZZO", PER NON DIMENTICARE "LE FOIBE" il 10 febbraio
sarà ricordato per la prima volta in Italia "Il giorno del ricordo" o "della
memoria dimezzata".
Le ultime convulse fasi della Seconda Guerra mondiale in Istria, la tragedia
della comunità italiana e delle foibe, raccontate attraverso gli occhi di un
bambino in fuga che annota sul diario gli orrori vissuti. Un film di Alberto
Negrin, in onda su Raiuno domenica 6 e lunedì 7 febbraio in prima serata.
Nel cast Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Antonia Liskova.
Il pubblico televisivo ha seguito ieri, con straordinaria e crescente
partecipazione la seconda parte della fiction "Il cuore nel pozzo", in prima
serata su Rai Uno. Il film è stato interpretato, tra gli altri, da Leo
Gullotta e Beppe Fiorello, ed ha registrato in media un ascolto di 10
milioni e 188mila telespettatori, con uno share del 36.65 per cento. Nel
corso della fiction, si sono registrate punte d'ascolto oltre gli 11 milioni
di telespettatori, mentre lo share nel finale ha superato il 44 per cento.
INTERPRETI DI UN CUORE NEL POZZO:
Don Bruno LEO GULLOTTA
Ettore GIUSEPPE FIORELLO
Anja ANTONIA LISKOVA
Walter MARCELLO MAZZARELLA
Giorgio CESARE BOCCI
Marta IA BENEDETTA
Novak DRAGAN BJELOGRLIC
Francesco ADRIANO TODARO
Carlo GIANLUCA GRECCHI
Pavan ALFREDO PEA
Giulia SONIA AQUINO
PER NON DIMENTICARE LE FOIBE NEL
"GIORNO DEL RICORDO" DEL PROSSIMO 10 FEBBRAIO, che sarà celebrato in Italia
per la prima volta
Un film per ricordare, per conoscere, seppure
attraverso la lente della fiction televisiva, una pagina di storia per
troppo tempo taciuta. Un film dedicato alla memoria delle migliaia e
migliaia di italiani trucidati e gettati nelle foibe e ai 350.000 profughi
giuliani, istriani e dalmati costretti a lasciare le loro case dalle truppe
partigiane del maresciallo Tito. E’ “Il Cuore nel Pozzo”, una miniserie in
due puntate, per la regia di Alberto Negrin, proposto domenica 6 e lunedì 7
febbraio alle 20.45, in occasione del “Giorno del ricordo” che sarà
celebrato in Italia, per la prima volta quest’anno, il 10 febbraio.
Nello scenario del paesaggio istriano, le immagini riportano al 1945, al
periodo in cui il secondo conflitto mondiale sembra ormai volgere al
termine. I tedeschi si ritirano dalla zona di occupazione italiana che era
stata annessa, si fanno prepotentemente avanti i “titini” che dilagano fino
a Trieste. Attraverso il racconto di quei giorni descritti dal giovanissimo
protagonista, si disvela la sconvolgente verità di vicende atroci e
sanguinose generate dalla pulizia etnica dei seguaci di Tito. In particolare
la storia getta una luce sul capitolo buio e drammatico delle “foibe”, le
spaventose grotte naturali, i pozzi carsici dell’Istria (da cui il pozzo del
titolo) che i partigiani jugoslavi utilizzarono come fosse comuni per le
esecuzioni sommarie collettive.
Nel “Cuore nel Pozzo”, che non vuole essere un film storico, tutto cio’
viene vissuto come sfondo di vicende private e personali raccontate
attraverso gli occhi di un bambino che si trova a vivere quella tragedia -
la fuga, la morte dei genitori, la scoperta dei loro corpi in una foiba,
l’amicizia con un altro piccolo fuggiasco- e che scrive sulle pagine di un
diario quel che vede.
In primo piano, nel ricco cast di questa produzione realizzata dalla Rizzoli
Audiovisivi di Angelo Rizzoli per Rai Fiction, figurano Leo Gullotta (che
veste la tonaca del carismatico Don Bruno), Giuseppe Fiorello (l’ex soldato
Ettore) e Antonia Liskova (la giovane slava Anja, collaboratrice di Don
Bruno e futura sposa di Ettore), oltre a Cesare Bocci, Sonia Aquino, Alfredo
Pea, l’adolescente Adriano Todaro (Francesco) e Gianluca Grecchi (il piccolo
Carlo). A firmare la regia è Alberto Negrin, autore di tante fiction di
successo (basti ricordare il suo “Perlasca - Un eroe italiano” del 2002)
ancora una volta impegnato a testimoniare la forza della passione e dei
sentimenti dietro le pieghe spesso tragiche della Storia. Negrin collabora
anche alla sceneggiatura con Massimo De Rita, Salvatore Marcarelli, Luigi
Montefiore. Le musiche di “Il Cuore nel Pozzo” sono di Ennio Morricone.
LA STORIA UN CUORE NEL POZZO
Prima parte
Istria, 1945. Novak, slavo, appena fuggito di prigione, torna da Giulia, la
donna italiana che lo aveva denunciato per averla violentata. Rivuole suo
figlio, Carlo, un bambino che adesso ha sei anni. Giulia riesce a mettere in
fuga Novak, e, per proteggere il bambino, lo nasconde nell’orfanotrofio di
Don Bruno.
Poco tempo dopo nella piccola cittadina istriana arrivano i soldati di Tito.
Tra loro c’è Novak, animato dal desiderio di vendetta e dalla volontà di
ritrovare suo figlio. Lo scompiglio in città è grande e la famiglia Bottini
si trova a dover decidere se restare o partire.
Walter, amico di famiglia e delegato della resistenza del CNL, li spinge a
lasciare la loro casa insieme al loro bambino, Francesco, di dieci anni.
Poco prima della partenza Don Bruno, che conosce bene Giorgio e Marta
Bottini, gli affida il piccolo Carlo, senza però rivelare la vera identità
del bambino. La mattina fissata per la partenza, però, una retata dei titini
separa i genitori dai due bambini. Solo l’intervento di Anja, la giovane
aiutante di Don Bruno e di Ettore, il suo fidanzato ed ex soldato, permette
a Francesco e Carlo di sfuggire a Novak. Francesco, solo e disperato, decide
di riportare Carlo, che durante un bombardamento è divenuto improvvisamente
sordo, all’orfanotrofio di Don Bruno. Durante il cammino si imbattono in un
camion carico di prigionieri italiani, tra i quali Francesco riconosce i
genitori. Vorrebbe chiamarli ma l’arrivo di Ettore glielo impedisce. Si
sentono spari in lontananza, Francesco sfugge a Ettore e corre in direzione
degli spari. La scoperta è terribile: all’interno di una foiba Francesco
trova i corpi dei suoi genitori.
Ettore riporta i bambini da Don Bruno. Ma nemmeno l’orfanotrofio si rivela
sicuro: Novak infatti arriva con i suoi soldati e cattura Don Bruno, Anja e
gran parte dei bambini. Solo Francesco, Carlo e altri due ragazzini riescono
a sfuggirgli, decidendo di raggiungere la caserma dei titini, nel disperato
tentativo di salvare Don Bruno e gli altri bambini.
Nel campo di prigionia, intanto, Novak cerca inutilmente di sapere da Giulia
e da Don Bruno, dove si trovi il piccolo Carlo. Mentre Walter, dopo aver
scoperto la follia dei metodi di rappresaglia sulla popolazione civile, e
deluso per la violazione degli accordi di Bari, decide di far fuggire dalla
caserma i prigionieri, provocando un incendio nel deposito degli esplosivi
con l’aiuto di Ettore.
Seconda parte
I bambini possono finalmente ricongiungersi agli adulti e iniziare una
disperata fuga. Giulia può riabbracciare il figlio Carlo, ma la sua gioia è
di breve durata: Novak è già sulle loro tracce. Giulia decide di
sacrificarsi: e fugge trascinandosi dietro i titini. Catturata da Novak non
ha altra possibilità per mantenere il suo segreto che quella di suicidarsi,
gettandosi in una foiba. Novak però non demorde. La sua è ormai diventata
una guerra personale, mossa dalla rabbia e dal desiderio di trovare Carlo.
Si trascina dietro Walter e con un gruppo di titini riprende la caccia.
Nel frattempo il gruppo di bambini guidati da Don Bruno e Ettore sta
affrontando una dura marcia attraverso le montagne, verso la salvezza
rappresentata dai territori non ancora occupati dall’esercito jugoslavo.
La marcia è rischiosa: devono procedere nel massimo silenzio, di notte,
senza viveri. I fuggiaschi vengono comunque individuati e raggiunti da Novak
che propone uno scambio: la libertà di tutti in cambio di suo figlio. È
Walter a immolarsi a questo punto: urla a Don Bruno di non cedere alle false
proposte di Novak, ma un colpo di pistola alla nuca interrompe per sempre il
suo appello.
Per Francesco la rivelazione che Carlo è il figlio dell’uomo che li insegue
e che ha ucciso i genitori è un duro colpo. In un primo momento ritiene
anche Carlo responsabile della morte dei genitori, ma poi, l’affetto che
ormai prova per il bambino, lo porta a rafforzare il legame con lui e a
considerarlo, per la prima volta, davvero un fratello. La loro fuga prosegue
ma nuovi drammi e altri sacrifici umani si renderanno necessari…
CAST TECNICO
Regia ALBERTO NEGRIN
Soggetto MASSIMO DE RITA
Sceneggiatura MASSIMO DE RITA
SALVATORE MARCARELLI
ALBERTO NEGRIN
LUIGI MONTEFIORI
Direttore della Fotografia ENRICO LUCIDI
Costumi MARIOLINA BONO
Scenografia IANTITO BURCHIELLARO
Musica ENNIO MORRICONE
Montaggio ANTONIO SICILIANO
Casting BARBARA GIORDANI
Organizzatore generale OBERTO DE LAURENTIIS
Produttori RAI TONINO NIEDDU
FABRIZIO ZAPPI
Una produzione RAI FICTION
Prodotto da ANGELO RIZZOLI
per RIZZOLI AUDIOVISIVI Spa
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GRADIMENTO DELLE ALTRE
TRASMISSIONI RAI del 7 febbraio 2005
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Esordio positivo per il nuovo ciclo di "Batti e ribatti", condotto da
Riccardo Berti: il primo appuntamento e' stato seguito da 6 milioni 630mila
telespettatori con il 24.61 di share.
Rai Uno e' stata la rete più seguita nel prime time con il 31.23 di share,
aggiudicandosi anche la seconda serata con il 26.92% e l'intera giornata con
il 25.42 per cento.
In prima serata Rai Due ha proposto il telefilm "Navy N.C.S.I." in due
episodi: il primo e' stato seguito da 2 milioni 550mila telespettatori con
l'8.68 di share, il secondo da 2 milioni 503mila telespettatori con l'8.99%.
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di 2 milioni 554mila telespettatori, pari al 9.18 di share.
Rai ha totalizzato il maggiore ascolto nella fascia del prime time con il
49.62 di share e 14 milioni 29mila telespettatori, in seconda serata con il
41.33% e nell'intera giornata con il 44.13 per cento.
In seconda serata "Porta a porta" su Rai Uno è stato il programma più
seguito con uno share del 20.84 per cento e 2 milioni 88mila telespettatori.
Ottimo esordio su Rai Due per il nuovo ciclo del programma di Rai
Educational "La storia siamo noi", che ha registrato l'11.04 di share ed è
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