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PALERMO - UFFICI STAMPA IN SICILIA
IL SEGRETARIO DELL'ASSOSTAMPA DANIELE BILLITTERI RISPONDE ALL'ON. SALVO
FLERES
8 agosto 2005
PALERMO - Replicare
all’onorevole Salvo Fleres in relazione alla faccenda degli Uffici stampa
non sarebbe necessario. Un deputato regionale ha tutto il diritto di
svolgere la propria attività legislativa in piena autonomia e di sostenerla
sui giornali. Posso essere, e sono, in disaccordo con lui ma non penso che
questo sia dibattito che appassioni i lettori siciliani. Ma se gli argomenti
si fondano su presupposti sbagliati, anzi – per la verità – falsi, allora ho
l’obbligo, oltre che il diritto, di replicare.
Da quanto scrive Salvo Fleres sembrerebbe che oggi in Sicilia il sindacato
dei giornalisti stia spaccato in due tra quelli che difendono i precari e
quelli che li condannerebbero a uno “status” di “figli di un dio minore”,
per usare la sua stessa espressione. Niente di più falso come è sotto gli
occhi di tutti.
La linea del sindacato scaturisce da un processo di decisione che si fonda
su pronunciamenti degli organismi dirigenti che funzionano sotto la guida di
uno Statuto. A queste decisioni sono chiamate a partecipare tutte le
componenti che fanno parte degli organismi e che scelgono di frequentarli
invece che disertarli. Ma poiché chi finora ha fatto questa scelta è in
assoluta minoranza, ne risulta che la linea è quantomeno democraticamente e
dunque legittimamente determinata.
Detto ciò c’è un sindacato siciliano dei giornalisti che sul problema degli
uffici stampa ha le idee chiare e che su queste idee ha costruito un
processo di confronto con le istituzioni condotto alla luce del sole e dopo
un reciproco riconoscimento del ruolo di rappresentanza. Questa linea, lo
abbiamo detto più volte e chiaramente, si muove sul doppio binario della
soluzione del problema del precariato storico e dell’inaugurazione,
finalmente, della stagione delle selezioni professionali concorsuali. Su
questo non possono esserci dubbi. Il rappresentante del Gruppo Uffici
stampa, gruppo di specializzazione del Sindacato, il rappresentante del
coordinamento dei precari, partecipano a pieno titolo alle riunioni degli
organismi che queste scelte hanno ratificato. Nessuno è escluso tranne chi
si esclude da solo. Mi dispiace che l’on Fleres si inorridisca, ma è
palesemente falso che la segreteria regionale si scagli contro i precari. La
segreteria regionale, invece, pone un problema di metodo: forse Fleres
avrebbe dovuto concordare col sindacato la sua iniziativa. Nessuno lo
obbligava, certo. Ma se lo avesse fatto, certamente, non avrebbe trovato
porte chiuse. Invece non lo ha fatto o meglio lo ha fatto cercando e
trovando sponda presso la minoranza sindacale diventando di fatto il
portabandiera di una fazione e mettendo le mani dentro una vicenda tutta
interna al sindacato. Non ci pare un sistema trasparente. Ma soprattutto,
questa scelta non consente a Fleres di attribuire “voti” e di stabilire chi
è contro i precari e chi no.
Mi ha fatto piacere leggere su un’agenzia che Fleres adesso dichiari che la
via maestra è quella della contrattazione con la Regione. Il contrario di
quanto ha praticato finora. Invece è proprio quello che il sindacato sta
facendo e che lo stesso Presidente della Regione ha riconosciuto in un
comunicato del suo ufficio stampa. Il vicepresidente dell’Ars dice che tutto
quanto è stato legiferato in Sicilia in materia di uffici stampa è uscito
dalla sua penna. Buon per lui anche se, dopo quasi 15 anni, il risultato è
quello di un precariato diffuso, della mancata applicazione del contratto di
lavoro, di un rapporto condizionato con il Potere, di emendamenti
estemporanei semplicemente dichiarativi ma di nessun effetto pratico, del
ricorso a contratti di consulenza che certo non si fondano su un paritario
rapporto professionale. Certo, noi siamo contrari a una sanatoria
indiscriminata. Noi siamo il sindacato di tutti i giornalisti. Anche di
quelli disoccupati e inoccupati (si tratta di circa 150 colleghi) che non
sono di meno dei precari ma forse sono perfino più afflitti. Ma questo non
vuol dire essere “contro” i precari. Sfido Fleres a trovare un atto che
conforti questa sua bislacca teoria. Tranne che questo atto non sia il
semplice fatto di essere in disaccordo con lui che sta mettendo i bisogni di
colleghi disagiati a servizio di interessi di fazione.
Quanto al riferimento ai “tripli incarichi” che questo sindacato
occultamente difenderebbe, vorrei rassicurare l’onorevole Fleres che il
segretario regionale vive dello stipendio che guadagna dopo 35 anni di
lavoro e solo di quello. Non credo di dovermene vergognare.
Daniele Billitteri
Segretario Regionale dell’Assostampa
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