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MAZARA - Secondo il procuratore di Mazara <Denise è viva>
Ma non c'è nessuna effettiva novità

7 settembre 2004

LA MAMMA DI DENISE

TRAPANI - Secondo il procuratore di Mazara del Vallo, la piccola Denise Pipitone «è viva» e sarebbe tenuta prigioniera ma in ottima salute proprio «a Mazara o nelle immediate vicinanze» da qualcuno che vuole «punire» per «motivi personali» i genitori della bimba. Il procuratore Antonino Silvio Sciuto, è il magistrato che coordina le indagini sulla sparizione della figlia dei coniugi Pipitone di sei giorni fa. Ai giornalisti, Sciuto ha detto di essere «ottimista» per la soluzione della angosciante vicenda.
Ad alimentare la speranza che la piccola Denise possa tornare presto a casa sono le parole del procuratore, noto solitamente per la sua discrezione nel commentare le inchieste in corso. Gli investigatori appaiono invece più cauti. Per quale motivo, dunque, il magistrato decide di fare queste esternazioni? «La bambina è tenuta in vita  perché serve viva e non morta. Non posso dire i motivi in base ai quali faccio queste affermazioni, ma riteniamo che questo sequestro non sia a scopo estorsivo. Non è per denaro che hanno preso Denise».
E puntualizza la sua tesi: «Se la costruzione investigativa è esatta Denise dovrebbe essere viva e si troverebbe, ripeto, a Mazara o nelle vicinanze». La pista «privata» è l' unica a convincere il Procuratore, il quale afferma di avere seguito e valutato altre ipotesi, come quella del rapimento nell' ambito di un traffico di organi umani o per opera di un pedofilo. Tutte piste, che sono state già vagliate e escluse. Il magistrato spera in un possibile «passo falso» da parte di qualcuno, e sottolinea che Denise «potrebbe essere stata attirata da altri bimbi, utilizzati dal suo rapitore per adescarla». Non a caso il padre della piccola ha dichiarato: «Chi ha in mano la nostra bambina forse può avere anche una figlia, e può dunque comprendere il nostro stato d' animo...». Il procuratore Sciuto ribadisce di non credere ad altre ipotesi «al di fuori delle vicende personali» e facendo riferimento al silenzio stampa chiesto dalla famiglia, per evitare illazioni, afferma: «Sui giornali alcune illazioni sono state fatte, altre, invece, possono avere un quadro di riferimento». Le indagini, intanto, proseguono in una lotta contro il tempo che, in questi casi, è il principale nemico delle vicende a lieto fine. Polizia e carabinieri proseguono la loro fattiva opera certosina con accertamenti e riscontri, continuando ad ascoltare e anche a riascoltare tutti, compresi i familiari dei genitori di Denise.
E come sempre avviene in questi casi non mancano gli «sciacalli» (uno è stato arrestato sabato scorso in Sardegna dopo avere chiesto telefonicamente un riscatto ai genitori della bimba) e i «sensitivi». Alcuni medium hanno chiamato da diverse regioni, per segnalare la località dove potrebbe trovarsi la piccola Denise. Alcuni, hanno indicato delle zone vicino Palermo, altri nei pressi di Rimini. I controlli compiuti dalla polizia non hanno dato alcun esito
La mamma di Denise, Piera Maggio, stamani a nome di tutta la famiglia ha chiesto il silenzio stampa, nella speranza che possa sbloccarsi la penosa situazione dell'attesa di qualsiasi notizia della sua bimba rapita in pieno giorno, dalla casa della nonna.
La famiglia ha chiesto il silenzio stampa. Denise, solo 4 anni, è scomparsa da mercoledì scorso. Gli inquirenti ipotizzano diverse piste, ma privilegiano quella che la bimba possa essere stata sequestrata nell'ambito di una vicenda privata in cui sarebbe coinvolto uno dei genitori. Per oggi è in programma una manifestazione di solidarietà davanti l'asilo frequentato da Denise e i suoi compagni di scuola faranno un appello per farla tornare a casa. In serata è prevista una fiaccolata per le strade della periferia, e si concluderà davanti l'abitazione dei genitori della piccola. L'unità di crisi costituita dal prefetto di Trapani, Giovanni Finazzo, si è riunita questa mattina presso il commissariato di polizia dove gli investigatori hanno messo a punto una strategia congiunta per favorire le ricerche, a cui ha partecipato anche con il sostituto procuratore di Trapani  Luigi Boccia, che ha il compito di coordinare le indagini.

 

 

 

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